LE CASTE

-IL VERO POTERE –

L’Italia è una Repubblica democratica o almeno così è scritto e così dovrebbe in pratica essere, ma ahimè, considerato quello che succede, spesso non è così.
Non sembra o alcuni non lo sanno,  ma l’Italia è manovrata e gestita da poche migliaia di persone. Persone che appartengono a delle caste (lobby) che da sempre hanno potere decisionale e che agiscono nell’ombra.
Sebbene all’apparenza sembra che il potere pubblico venga esercitato dal governo con i suoi ministri, dai partiti politici ed i loro esponenti,  il potere viene in realtà  guidato, in maniera subdola e indiretta, dalle caste o super caste.  Caste composte da direttori generali dei Ministeri, presidenti e consiglieri di amministrazioni statali e parastatali, membri di authority,  e da grandi società economiche. Da sempre, queste caste, insieme ad altre lobby, come quelle dei magistrati, dei medici, dei notai, così come la Confindustria, riescono ad influenzare le decisioni politiche senza esporsi in prima persona. Quindi in Italia, il vero potere sta nelle mani di queste persone che, ovviamente, tirano acqua al proprio mulino, infischiandosene dell’Italia e del popolo italiano. Sono loro i veri  factotum della concreta attività di governo, a loro la decisione ultima se una legge deve passare o in che maniera deve essere variata, da cui dipendono gli orientamenti  strategici, che decidono sui grandi appalti,  in grado di bloccare le iniziative di qualunque potere o di scegliere chi  deve occupare un posto rilevante. Questa super casta è coesa e interattiva così come non lo sono i politici italiani i quali, evidentemente, la  temono e diventano dei  burattini.  Sono loro e i veri padroni della politica Italiana (dell’Italia?) che la gestiscono in tutta riservatezza. Tutti gli altri, dai lavoratori ai  pensionati, dai piccoli commercianti ai sindacati, non hanno voce in capitolo e le loro proteste o rivendicazioni lasciano il tempo che trovano.
L’assurdo è che molte persone credono che andare al voto, per cambiare governo, possa ancora servire a qualcosa.

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SEDILI DI NAPOLI

Istituzioni Amministrative di Napoli

Dal XIII al XIX secolo, a Napoli, erano in vigore i Sedili (detti Seggi o Piazze) erano delle istituzioni amministrative della città i cui rappresentanti, detti Eletti, si riunivano nel convento di San Lorenzo per prendere delle decisioni sull’amministrazione civile per il bene comune della Città. Ai primi sei Sedili partecipavano solo i nobili, mentre il resto dei cittadini era aggregato nel settimo seggio, quello del popolo.
I sedili si estinsero nel 1800 in seguito ad un editto del re Ferdinando IV di Borbone che ne abolì le funzioni unitamente al Tribunale di San Lorenzo. Nel 1808, dopo le riforme di Gioacchino Murat, le funzioni e le competenze dei Sedili furono trasferite all’istituenda Municipalità cittadina (Municipio), con l’elezione del primo Sindaco.

NOME

STORIA

SEDE

STEMMA

Capuana

(Capoana)

Il nome deriva dall’allora influente famiglia Capuana.

Via Tribunali

Montagna

Così chiamato perché situato nella parte più alta della città.

Via Tribunali

Forcella

Fa riferimento all’emblema a forma di Y della scuola di Pitagora, allora presente nella zona. Il motto del Seggio era: “Ad bene agendum sumus” (Siamo nati per fare il bene). Seggio che fu poi accorpato al Montagna.

Via Forcella

Nilo

(Nido)

Chiamato così per la presenza della statua del Fiume Nilo e in memoria dei commercianti Alessandrini che ivi abitavano.

Piazzetta Nilo

Porto

Così chiamato perché si trovava vicino all’antico porto di Napoli.

Via Mezzocannone

Portanova

Durante il periodo greco, le mura di cinta della città furono allargate e fu costruita una Porta Nuova nelle vicinanze del mare, da cui deriva il nome di questo seggio.

Piazza Portanova

Popolo

Rappresentava il popolo i cui rappresentanti, scelti quasi sempre tra la classe media (medici, giuristi, notai, letterati, commercianti, etc.), potevano solo riferire delle lamentele del popolo.

Largo della Selleria (attuale Piazza Nicola Amore)

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ERASMUS

NAPOLI VISTA DA UNO STUDENTE STRANIERO

Voglio condividere con voi le parole ed il video di un ragazzo che, grazie al progetto Erasmus, ha trascorso alcuni mesi qui a Napoli.

Per coloro che non lo sapessero, il progetto Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students), nasce nel 1987 per opera della Comunità Europea e da la possibilità ad uno studente universitario europeo di effettuare in una università straniera un periodo di studio legalmente riconosciuto dalla propria università. Il nome del programma deriva dall’umanista e teologo olandese Erasmo da Rotterdam (XV secolo): egli viaggiò diversi anni in tutta Europa per comprenderne le differenti culture. Attualmente più di 4.000 istituzioni universitarie di 31 paesi aderiscono al progetto e, fino al 2009, all’interno della Comunità europea, sono stati più di 2,2 milioni gli studenti che hanno partecipato a questa iniziativa.

Non ha importanza la nazione dalla quale questo studente proviene e, sebbene non conosco quali informazioni, che descrivevano in così male modo la nostra città, lui ha trovato e letto sul web prima di venire qui, non credo ci sia bisogno di aggiungere altro, a parte dirgli: “Grazie a te e ritorna presto a visitare Napoli”.

 << Ricordo quel giorno come se fosse ieri. Ero a Bilbao quando ricevetti la notizia di essere stato selezionato per una borsa di studio nel progetto Erasmus. Velocemente andai su internet e digitai la parola Napoli. Oh mamma mia! Non poteva essere vero quello che stavo leggendo! Mi stavo per trasferire direttamente nel posto peggiore del pianeta? Non potevo credere alle cose che erano scritte sulle prime pagine che trovava su internet, ma, per fortuna, sono abbastanza curioso e proseguii la lettura, fino ad arrivare ad un punto dove le storie brutte si trasformavano nelle belle storie delle persone che avevano vissuto a Napoli e che avevano potuto scoprire il cuore della città. Si può dire che da quel momento ho avuto il desiderio di diventare parte di quelle persone.  Sono arrivato il 21 settembre e dal primo momento mi sono trovato davvero bene. Ricordo il mio percorso da Piazza Garibaldi, dove sono sceso dall´Alibus, proseguendo poi attraverso il colorato Corso Umberto I, girando a destra verso la lunga Via Duomo, mentre mi lasciavo alle spalle il mare, fino ad arrivare  alla mia strada, via della Anticaglia. Buttai la valigia sopra il letto e così iniziarono i miei primi giorni, le prime pizze, le prime birre e i primi conoscenti che poi sarebbero diventati i primi amici. È incredibile come la città e i cittadini ti aprono le porte del loro cuore appena arrivato a Via dei Tribunali. Si dice che quando uno va al Sud pianga due volte, una quando arriva e l´altra quando se ne va. Può essere la verità, ma nel mio caso ciò si verificò piuttosto tra l’arrivo e la partenza. Alcune delle emozioni più intense della mia vita, infatti, le ho vissute nel periodo in cui ho abitato in città. Sono tante le cose che ho imparato lì e non potrei raccontarle tutte. Abitavo nel centro storico, un posto che ogni giorno è pieno di vita. Un posto dove all’inizio era impossibile dormire dopo le sette della mattina per il rumore dei motorini che suonavano il clacson all’arrivo di qualunque incrocio, anche se, dopo un pò, ti abitui.
Un posto dove si possono trovare: dai libri usati a Port’Alba agli strumenti musicali in Via San Sebastiano, dai Café carini a Piazza Bellini ai migliori dolci a Piazza Domenico Maggiore… E, soprattutto, la cosa più grande che ci si può trovare, quella che mi fa venire la nostalgia, è l´alba vista da via San Biagio dei Librai, con il sole che attraversa Spaccanapoli da Forcella a Montesanto.
Non esiste una città uguale al mondo, io la chiamavo e ancora la chiamo, Napoli, la città dove tutto è possibile. Penso che sia una città piena di rumori e musiche che si sentono da quando ci si sveglia sino quando si va a dormire. Una città di quelle di cui non si devi parlare prima di andarci, una città che deve essere scoperta da ognuno senza nessun tipo di pregiudizio; e così e solo così si può sentire quello che sentono i napoletani, un vero amore per le cose semplici che non sono altro che le cose che ti portano la felicità nel modo più facile che esiste, prendendo il caffè con tuo figlio, bevendo una birra in piazza con i tuoi amici, o mangiando un taglio di pizza con tuo padre come hai fatto da tanti anni fa…
Alla fine, vivendo in un modo particolare come solo i Napoletani sanno vivere. Per questo, non c’è un giorno in cui non mi ricordi il caffè della piccola “Morenita”, l´odore della pasta pronta a casa, delle Peroni, della mozzarella di bufala, della sfogliatella, dei mezzi pubblici che funzionano in quel modo particolare, dell´ordine dentro il disordine. Soprattutto, sento la mancanza della mia casa e di quelle persone che ho conosciuto e di cui ho ancora nostalgia. Una nostalgia che a volte mi trasporta di nuovo fino a Castel Sant´Elmo, da dove guardavo quei tramonti con il sole che spariva dietro Pozzuoli. Mi manca Napoli…
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NIRVANA

– ROCK’n’ Roll Hall of Fame –

 

La commissione del “Rock and Roll Hall of Fame” a Cleveland, Ohio, USA, ha finalmente deciso di includere i Nirvana nel loro museo. L’onorificenza sarà assegnata il prossimo 10 Aprile alla presenza di Krist Novoselic e Dave Grohl, rispettivamente il bassista e il batterista della famosa band. Da oltre 20 anni Krist and Dave si sono fatti carico della pesante eredità musicale lasciata da Kurt Cobain, e l’assegnazione del Rock and Roll Hall of Fame sarà all’insegna della celebrazione di questo genio musicale, come dimostra la decisione dello stato di Washington di dedicare al gruppo un giorno speciale, il Nirvana Day, da tenersi in concomitanza con l’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame.

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BILANCI SERIE A

COSTI & RICAVI DELLE SQUADRE –

Attualmente non potrà vantare il primo posto in classifica nel campionato di serie A, ma stando ai dati analizzati e pubblicati da “La Gazzetta dello Sport”, il Napoli è la sola squadra ad avere i conti perfettamente a posto e un bilancio positivo, e questo per il settimo anno di fila.
La società di De Laurentis può essere considerata virtuosa e al primo posto in questo. Considerando i dati su fatturato e bilancio, è una squadra che può crescere e migliorare nel 2014, permettendosi di investire già sul mercato acquisti di questo mese.
Il bilancio degli azzurri relativo alla stagione 2012/13, parla chiaro: otto milioni di utile, il settimo segno più consecutivo. Un ricavo totale di 120 milioni di euro (di cui 15 milioni derivanti dagli incassi del San Paolo, 66 milioni dai  diritti tv, e 31 milioni proventi del settore commerciale).
Tra i club di A, inoltre, il Napoli è quello che ha meno debiti finanziari (solo 4 milioni di euro), a fronte ad esempio dei 251 milioni che rendono il Milan la società più indebitata in Italia.
E tutto questo pur guadagnando molto di meno di altre squadre, posizionandosi al 5° posto per questo (276 milioni per Milan e 275 per Juve), e con stipendi più bassi paragonati a quelli dei rossoneri e dei bianconeri. Oltre alla Juve, in crescita grazie allo Stadium, solo la Fiorentina ha i conti in regola. La peggiore squadra risulta l’Inter con un passivo di 81 milioni di euro, doppio rispetto a quello della Roma.

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BSA

BOYSCOUTS E OMOSESSUALITA’

Anno nuovo boy-scout nuovo… quest’anno inizia una nuova era per la famosa organizzazione BSA (Boy Scouts of America), la più grande al mondo, perché, senti, senti…..  permetterà anche ai gay di poter diventare scout.
La BSA fu fondata nel 1910 come parte del movimento scout, e poi si diffuse in tutto il mondo, dando la possibilità ai giovani dai 7 ai 21 anni (Lupetti, Esploratori, Avventurieri) di iscriversi e partecipare.
E’ da tempo che la questione “gay” era stata sollevata ai vertici dell’organizzazione, specialmente negli Stati Uniti dove lo scoutismo è un’istituzione molto autorevole, a causa della presenza di educatori omosessuali e in seguito ad alcune denunce. Come sempre accade in questi casi, tra i leader del BSA e le famiglie americane, le opinioni sono contrastanti, con coloro che sono aperti e tolleranti e coloro che invece sono intransigenti e contrari.
Sebbene, come principio, l’associazione si vanta di formare la futura classe dirigente americana, un modello per forgiare menti e corpi dei giovani esploratori, stiamo parlando di ragazzi  e ragazze che, quando non indossano la divisa, sono persone come tutti gli altri: giovani che fanno bisboccia, che probabilmente bevono, fumano, e ovviamente fanno sesso. Niente di che meravigliarsi o da esserne preoccupati.  Eppure, dal 1991 i gay (giovani o leader) non possono aderire all’associazione, in quanto considerati incompatibili con il giuramento richiesto ai novizi di mantenersi, tra l’altro, “moralmente sani”. Ed un gay, nella loro opinione, non ha questa caratteristica. Purtroppo, per molti Americani, l’omosessualità è ancora considerata una “malattia”.
Siamo di fronte al solito comportamento ipocrita, specialmente se si tiene conto che da sempre, tra gli scout, vi sono stati istruttori gay e solo Dio sa quanti giovani con un orientamento diverso sessuale  (forse mai palesato). Nei campi estivi, considerata la rigida divisione tra scout maschi e femmine, il convivere, il dormire o il fare la doccia assieme, diventa un’occasione di “iniziazione” e favorisce la promiscuità, così come è risaputo che ciò avviene anche negli ambienti militari, nei collegi o nelle carceri. Lo stesso è capitato nella YMCA (Young Men’s Christian Association) che nonostante la natura religiosa dell’associazione, era ben noto che esso era anche un luogo di incontro tra  gay.
Mi chiedo, tra l’attuale classe dirigente Americana, quanti avranno avuto simili  esperienze quando da ragazzi erano boyscout, e oggi gridano “allo scandalo”?!
La stessa ipocrisia che sorge anche all’atto del giuramento, quando ogni nuovo membro deve giurare di “fare il proprio dovere verso Dio e verso il proprio Paese“, nonostante si può ragionevolmente supporre che quasi la metà degli iscritti sia atei o non ha una Fede così radicata (il 70% dei gruppi scout sono gestiti da organizzazioni religiose).
Lo scorso mese di maggio la maggioranza dei delegati dell’organizzazione BSA si è espressa in favore dell’accettazione degli scout gay, disposizione che, come detto, partirà da quest’anno. Una vera rivoluzione che ovviamente fa piacere alle associazioni che perorano la causa dei gay aspiranti scout (Scouts for Equality e Inclusive Scouting Network), ma va detto che resta saldamente in vigore il principio di esclusione per i leader gay.
Dopo questo provvedimento, sono arrivate le prime opposizioni e contestazioni.
I conservatori  tra i primi, con  la Catholic Family and Human Rights Institute di Washington, che ha detto che questa decisione “porterà inevitabilmente ad una drammatica riduzione degli iscritti“. La Chiesa Battista ha invece deciso di continuare la lotta, chiedendo a chiese e famiglie di impegnarsi per ottenere l’abrogazione di questa norma pro-gay.
Secondo un recente sondaggio il 63% della popolazione americana sarebbe d’accordo con la decisione di non escludere i ragazzi gay dai Bsa e il 56% ritiene che anche i gay adulti dovrebbero poter essere inclusi come leader. Un sondaggio che dà risultati alquanto diversi rispetto a quelli precedenti…. segno che i tempi stanno cambiando e…. per il meglio si spera.

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TRADIZIONI DI CAPODANNO

Capodanno: Nazione che vai Usanza che trovi

Per noi Napoletani, oltre ai botti di fine anno, molti anni fa era di buono auspicio gettare cose vecchie e rotte da finestre e balconi. Ricordo che tale usanza era così diffusa che dopo mezzanotte tutte le vie della città erano impraticabili!
A new York, oltre al classico e immancabile brindisi di mezzanotte, alla gente piace assistere alla caduta della “palla” in Times Square.
In Danimarca sono i piatti a farla da padrona. Difatti è ritenuto di buon auspicio rompere un piatto contro la porta delle persone. Se il giorno dopo, un danese trova molti piatti rotti davanti alla sua porta di casa, vuol dire che ha molti amici che tengono a lui.
Per molti Italiani è beneaugurante mangiare lenticchie a Capodanno, ma in Spagna appena scocca mezzanotte molti mangiano, uno alla volta, 12 chicchi di uva.
A Porto Rico le persone gettano secchi d’ acqua dalle finestre, un modo per allontanare gli spiriti maligni.
Una cosa simile avviene in Irlanda dove a mezzanotte è consuetudine lanciare del pane raffermo contro le pareti, perché i rumori forti faranno spaventare i demoni.
In Brasile e in altre parti del Sud America, indossare biancheria intima rossa porterebbe fortuna in Amore.
In Messico, invece, se allo scoccare della mezzanotte camminate con una valigia in mano intorno al palazzo, si dice che vi porterà un anno di viaggi felici.

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