TUTELARE L’ARTE

OPERE D’ARTE IN PRESTITO

Allacciandomi a quanto più volte ribadito, ovvero che l’Italia è il paese con la maggiore concentrazione di opere d’arte e di reperti archeologici del pianeta, il constatare che importanti musei stranieri richiedono alcune opere d’arte da esporre nelle loro città, non fa che avvallare la mia affermazione.
Opere d’arte che vanno e vengono, e diventano “prestiti” in giro per il mondo. Oramai l’immagine positiva dell’Italia è sempre più “veicolata” dai suoi capolavori.

I più bei reperti archeologici di Pompei sono attualmente in mostra a Londra, mentre è di questi giorni la notizia che il “Crocefisso ligneo” di Cimabue e il “Satiro Danzante” di Mazara del Vallo saranno esposti in un museo degli Stati Uniti. Nel 2010 cinquanta capolavori del Barocco Italiano di inestimabile valore sono stati esposti al Smithsonian Institute in Florida e nel Museo Italia della Fitzgerald of Florence Foundation, mentre lo scorso luglio ben 67 opere, partite da Firenze, sono servite ai Cinesi per festeggiare il centenario della nascita del Museo Nazionale di Pechino.
Molte le opere Siciliane in giro per il mondo: l’Auriga di marmo del museo di Mozia, opera unica nel suo genere, è stata inviata a Londra in seguito ad accordi di scambio in occasione delle Olimpiadi, ed adesso è a Malibu, al Museo Getty, dove sarà in mostra fino ad agosto 2013; l’Efebo di Selinunte si trova a Shanghai, esposto in occasione della mostra organizzata dalla Triennale, che chiuderà il 31 gennaio 2013; Il Satiro danzante, scultura di straordinaria bellezza attribuita alla scuola di Lisippo, da Mazara del Vallo è volata a Shangai per l’Expo, insieme a l’ “Ariete” proveniente dal Museo archeologico Salinas di Palermo. Eppure, sia il Satiro, l’Ariete che l’Auriga, fanno parte del nucleo delle ventuno opere inamovibili, ma nonostante questo, proseguono a viaggiare con permessi speciali che le vedono allontanarsi anche per lunghi periodi.

Nel 2007 ci furono polemiche in merito alla “Annunciazione “ di Leonardo che lasciò l’Italia per raggiugere Tokyo, e mentre la richiesta della “Nascita di Venere” di Botticelli da parte di alcuni paesi extraeuropei è ancora al vaglio, la tournée all’estero dei “Bronzi di Riace” è sempre stata rifiutata dalla soprintendente archeologica della Calabria, riaprendo la polemica sull’opportunità o meno di far viaggiare le opere custodite nei nostri musei.

Non voglio essere tacciato di catastrofismo, ma chi ha anche solo un po’ di confidenza con la materia sa bene che lo spostamento delle opere è sempre un rischio, anche senza voler arrivare a casi estremi come quello del “Le peintre“ di Pablo Picasso, andato distrutto in un incidente aereo il 2 settembre 1998.

Inoltre, al di là dei rischi, esiste un’etica che vuole che un visitatore, magari venuto da lontano,  ha il diritto di trovare in un museo le opere che vi sono custodite.
Ed in ultimo ma non ultima come inportanza, l’eventualità  che lo spostamento di opere d’arte di rilevo, possa essere un motivo che penalizza il turismo di cui questo paese ha bisogno, e a mò d’esempio dico che se io avessi la possibilità di vedere la “Gioconda” di Leonardo, quì nel mio paese, avrei di certo un motivo in meno per visitare il Louvre… no?

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