Ricerca italiana e nuove prospettive sul cancro

La miR-335 valido aiuto contro lo sviluppo tumorale

roberta-benetti

Continuando le scoperte del 2010, la dottoressa Roberta Benetti con i suoi colleghi dell’Università di Udine hanno constatato che alcune molecole bloccherebbero la proliferazione delle cellule tumorali. Queste cellule aggrediscono solo le cellule malate e si presentano quindi come una cura mirata. In più, essendo molecole prodotte direttamente dall’organismo, sono del tutto naturali e non avrebbero effetti collaterali. Questa scoperta potrebbe rivelarsi una chiave di volta nella cura del cancro, diventando in futuro, una valida alternativa ai trattamenti di chemioterapia o radioterapia, noti per provocare numerosi e pesanti effetti collaterali.

Lo studio è stato pubblicato sulla famosa rivista Cancer Research dell’American Association for Cancer Research e in un comunicato dell’Università di Udine si legge:
«In particolare, la ricerca ha per la prima volta dimostrato che una delle molecole microRna, precisamente la miR-335, è direttamente responsabile nel controllo, della generazione e delle funzioni dell’oncosoppressore Rb, gene coinvolto nella protezione dello sviluppo dei tumori. Inoltre, nello studio si evince che l’espressione della miR-335 influisce in modo diretto nel bilanciare il delicato equilibrio di protezione contro lo sviluppo tumorale, perché intacca attraverso l’indiretta influenza anche sull’oncosoppressore p53, gli effetti di due fondamentali proteine note per essere deregolate nella genesi dei tumori».

La ricerca è stata condotta con il sostegno dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc), e si è avvalsa della collaborazione di Michele Scarola (dottorando di ricerca), di Stefan Schoeftner (un esperto ricercatore austriaco) e  di Claudio Schneider, ordinario di Biologia all’università di Udine e direttore del Laboratorio nazionale del Consorzio interuniversitario per le Biotecnologie (Cib) di Area Science Park.
Ad ogni buon modo, in un messaggio la dottoressa Benetti precisa: “In termini di applicabilità terapeutica lo studio sul miR-335 è ancora molto lontano dalla clinica e nessuno di noi ricercatori si è mai permesso di affermare che possa sostituire la chemioterapia. I passi per valutare i suoi effetti sono davvero lunghi e li stiamo ora studiando sperimentalmente anche sul topo. Certo, abbiamo dato seguito alle scoperte del 2010, approfondendo anche il suo ruolo nelle cellule staminali e pubblicando un recentissimo paper in cui troviamo associata a questo miRNA una nuova pathway che sembra anche attiva al momento soprattutto nei tumori di origine germinale. Speriamo davvero di continuare nella direzione giusta ma non siamo assolutamente arrivati al punto di poter promettere nulla.”

Che dire, ci fa onore che è tutto merito di una ricerca italiana e si spera che la sperimentazione clinica dia davvero i risultati che tutti noi stiamo aspettando da anni, nei confronti di questa malattia verso cui siamo impotenti e che da secoli continua a mietere milioni di vittime.

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