LA LINGUA NAPOLETANA

IL NAPOLETANO E’ UNA LINGUA!

Pochi lo sanno, ma l’ UNESCO riconosce il napoletano (nnapulitano)come una vera e propria lingua, e non soltanto come un dialetto.
Secondo l’UNESCO, è  la lingua più diffusa del Sud-Italia, la più parlata dopo l’Italiano e, emigranti a parte, si stima siano dai 7,5 agli 11 milioni di persone che conoscono la lingua napoletana.

Ma questo dato è facilmente spiegabile se si pensa che il dialetto napoletano era la lingua ufficiale ai tempi del Regno di Napoli, che sostituì perfino il latino nei documenti ufficiali, con un apposito decreto del re Alfonso d’Aragona  nel 1442. Regno che includeva i territori di Campania, Basilicata, Abruzzo, Marche, Molise, Calabria settentrionale, Puglia settentrionale, basso Lazio, e parte dell’Umbria. Era una lingua e deve continuare ad esserlo considerato che ancora oggi mantiene la sua dignità ed è parlata e conosciuta da un così alto numero di persone.
Non dimentichiamo, infine, che da sempre è uno dei dialetti italiani più esportato e conosciuto all’estero, grazie alla canzone classica partenopea, una delle maggiori espressioni artistiche della cultura occidentale che da più di un secolo diffonde in tutto il mondo la bellezza di questa lingua. Una lingua romanza (perché originariamente derivante dal latino) così melodica che perfino autori del genere lirico si sono affidate ad essa per avere opere musicalmente più orecchiabili.
Però, l’UNESCO include tale idioma tra quelli più “vulnerabili”, come lo sono, d’altronde, tutti gli altri dialetti d’Italia. Il dialetto napoletano non è a “rischio estinzione” come gli altri dialetti, e la sua classificazione nella categoria “vulnerabile” deriva piuttosto dallo stravolgimento delle norme grammaticali, fonetiche e ortografiche che tale lingua ha subito negli anni. Difatti, il napoletano parlato ha subito nei decenni grosse variazioni, ma quello che è stato maggiormente stravolto è senza dubbio il napoletano scritto. Il motivo principale per cui la lingua napoletana è andata sempre più degradando, è dovuto alla mancanza di qualsiasi tipo di insegnamento sia privato che istituzionalizzato, essendo trasmessa solo “oralmente” e non “accademicamente”. In tutte le scuole locali si studia l’Italiano e l’inglese ma non il Napoletano. Il mancato insegnamento ha portato le nuove generazioni a conoscere pochissimo sulla lingua “originale” scritta, e a contaminare la lingua parlata con slang giovanili, stravolgendo alcuni vocaboli e abbandonandone altri.
Tanto per fare degli esempi, se uno di noi dovesse scrivere in napoletano le frasi “non so cosa dire per fare un esempio”, e “sta uscendo un poco di sole”, sono convinto che quasi tutti scriverebbero:
nu sacc caggia di pe fa n’esempio
sta ascen nu poco e sole

Mentre invece sarebbe più corretto rispettare apostrofi e aferesi, che sono fondamentali per l’idioma napoletano, e scrivere:
nun saccio c’aggia dicere pe’ fà ‘n’esempio
sta ascénno ‘na vrenzola ‘e sole

Oggi tra i napoletani, pochissime persone, me incluso, sono in grado di scrivere in maniera corretta il napoletano e tutti, giovani artisti inclusi, preferiscono scriverlo semplicemente trascrivendo le forme volgari così come le pronunciano. Ne viene fuori un napoletano deformato, che varia a seconda della persona che lo scrive e che spesso è perfino difficile da interpretare. Sebbene sono anni che si parla di “tutela e valorizzazione” della lingua napoletana, fino ad oggi nulla di concreto è stato fatto.  E’ nu peccato!

Servizio del TG3 del 21/02/2012

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Una risposta a LA LINGUA NAPOLETANA

  1. Stanzione Franco ha detto:

    Sono un assertore convinto che DEVE essere insegnato a scuola perchè per me è MADRE LINGUA.La sua liricità la provo quando da una banale frase in italiano la traduco in nnapulitano e noto che che quella pesantezza si trasforma in poeticità.Un giorno di alcuni anni fa discutevo con un avvocato di tale problematica e lui obiettò che la consecuzione temporale sarebbe stata di intralcio ecc.Comunque su f. b. vedo che molti lo scrivono alla buona,io cerco di sforzami e là dove non so mi avvalgo di un piccolo vocabolario,cercando di usare le aferesi.apostrofi e doppie consonanti .Piccola precisazione :mi diletto a scrivere piccole frasi e nulla più.Speriamo per un futuro ” chiù robba bbona….”
    . Saluti

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