LUCIO DALLA

IN RICORDO DI LUCIO

Lucio Dalla

Oggi è il tuo compleanno, 70 anni, e per questo ho pensato a te.

A pensarci bene, tu e la tua vita siete strettamente legati al mese di Marzo, mese in cui, tra l’altro, sei nato e sei morto.
Nessuno se lo aspettava e quella mattina del 1º marzo 2012, a causa di un infarto, mentre eri nell’ hotel Ritz di Montreux dove ti eri esibito la sera prima, ci ha lasciati, con discrezione, ma troppo, troppo presto!

Durante la tua lunga carriera, durata più di 50 anni, ci hai fatto sognare con le tue canzoni, con la tua musica. Sei stato un grande musicista, oltre che cantante e cantautore, spaziando tra il jazz ed il pop, fino alla musica lirica, suonando tastiere, sassofono e il clarinetto, la tua grande passione fino da ragazzino. 

Era il 1971, al tuo terzo festival di Sanremo, quando con “4 Marzo 1943” (la tua data di nascita), brano perfino censurato, hai lasciato un segno con una canzone che sembrava autobiografica, ma che invece parlava di una ragazza madre, che ha un figlio (Gesù Bambino) da un ignoto soldato alleato.
L’anno successivo, ancora a Sanremo, ci ammali con la commovente “Piazza Grande”, dedicata a un senzatetto vissuto a Bologna.  La tua amata città, dove hai sempre vissuto e che nel 1991 ti ha conferito honoris causa, la Laurea in “Lettere e Filosofia”.

Ma tu hai amato anche il sud, la Puglia, terra nativa di tua madre dove ogni anno trascorrevi le vacanza alle isole Tremiti, e Napoli, dove spesso attraccavi la tua barca. Nel 1997 il comune di Sorrento ti ha conferito la “Cittadinanza onoraria” e tu una volta hai detto: “Sono stato influenzato dall’esistenza di Totò sotto tutte le forme, per me era un mito. La bellezza di Totò è la bellezza di Napoli. Napoli, si fa presto a dire, sembra una città, non lo è, è una nazione, è una repubblica….. L’ammirazione che io ho per il popolo napoletano nasce proprio da questo amore per Totò…. Napoli è il mistero della vita, bene e male si confondono, comunque pulsano.”
In un’altra intervista avevi dichiarato: “È stato durante queste vacanze da emigrante alla rovescia, che è avvenuta in me la spaccatura tra due diversi modi di vivere. Così oggi mi ritrovo con due anime: quella nordica (ordinata, efficiente, futuribile, perfezionista, esigente verso sé e verso gli altri) e quella meridionale (disordinata, brada, sensuale, onirica, mistica), è nel sud che sono diventato religioso, di una religiosità forsennata, irrazionale.

Durante la tua carriera hai lavorato con numerosi artisti, Gino Paoli, Luigi Tenco, Roberto Roversi, Francesco De Gregori, gli Stadio, Ron, Gianni Morandi, dalla cui collaborazione sono nate molte delle tue canzoni. Ne hai cantate e scritte davvero tante e mi va i menzionarne alcune: L’Anno che verrà, Attenti Al Lupo, Anna E Marco, Tu Non Mi Basti Mai, Come E’ Profondo il Mare, Stella Di Mare, Disperato Erotico Stomp, L’Ultima Luna, Telefonami Tra Vent’anni, Un Uomo Come Me, Cara, Nuvolari, Il Gigante e La Bambina, Balla Balla Ballerino, Futura.
Marzo riappare nella tua vita nel 1986 quando in quel mese parti in tournee con gli Stadio per una serie di concerti all’estero culminati con le esibizioni negli Usa, dalla quale nasce poi il doppio album dal vivo “DallAmeriCaruso”. In questo album è presente il brano Caruso, che racconta gli ultimi giorni di vita del grande tenore e che ti regalerà un successo straordinario. Canzone che ha venduto quasi 38 milioni di copie in tutto il mondo, tradotta in molte lingue e cantata da molti altri artisti. Tutti sanno della genesi di tale canzone, quando un guasto alla sua barca ti portò a fermarti nello stesso albergo e nella stessa stanza, sulla costiera sorrentina, dove il famoso tenore Enrico Caruso era morto.

Nel 2007 inizia la tua collaborazione con Marco Tutino, direttore artistico del Teatro Comunale di Bologna, per la preparazione di alcune opere liriche e teatrali, ed è qui che la duratura amicizia con Marco Alemanno, diventa più evidente. Le “diverse” tendenze sessuali di Lucio erano note ai suoi pochi intimi e non al grande pubblico, almeno non ufficialmente. Nonostante che con la tua arte ed il successo avevi in pugno i “benpensanti”, quelli che io definisco i “moralisti del cazzo”, tu hai preferito il silenzio, rinunciando a dichiarare il tuo amore omosessuale, per paura del loro giudizio, come se fossero stati loro ad aver avuto in pugno te. Invece, ci avrebbe fatto piacere se tu avessi gridato al mondo la tua “diversità”, perché detto da te sarebbe stata una ulteriore picconata verso la distruzione di quel muro di ipocrisie dietro il quale alcuni ancora parlano di “diversità”. E poi si sarebbe fatto “l’amore ognuno come gli va”, come tu cantavi e auspicavi. 

Marco Alemanno, classe 1980, aveva lasciato il suo piccolo paesino per seguire la sua passione artistica nella città del grande Lucio Dalla, ed è qui che le loro strade si incrociarono per separarsi tragicamente il primo marzo del 2012. Lui lo seguiva in ogni spettacolo e in ogni sua battaglia. Marco, che fino al giorno prima era sconosciuto a molti, acquisisce notorietà per le commosse parole con le quali ricorda il suo amico alle esequie a Bologna. L’aver parlato in quell’occasione è stata causa di successive polemiche, scatenatesi sia per il fatto che il cantautore scomparso non aveva mai ufficializzato il legame con Marco, sia per l’atteggiamento della Chiesa cattolica che ha condannato il suo intervento in chiesa in occasione dei funerali. Nel suo discorso funebre, Marco ha recitato alcuni versi della canzone di Lucio “Le Rondini”: “Vorrei capire insomma che cos’è l’Amore, dove è che si prende e si dà.” Poi aggiungendo, prima di scoppiare a piangere: “Da diverso tempo ho il piacere, l’onore ed il privilegio di crescere a fianco di Lucio, il cantante, il musicista, il regista, ma soprattutto l’uomo eterno bambino a cui devo tanto”.
Poiché il cantautore non ha lasciato testamento, la sua eredità verrà divisa tra i suoi cinque cugini di primo grado. In mancanza di una precisa volontà testamentaria, Marco Alemanno, intimo compagno di Dalla e residente nella sua stessa casa da diversi anni, non ha legalmente diritto a parte di essa, stimata approssimativamente in 100 milioni di Euro.

Invece tu, caro Lucio, hai preferito travestire i tuoi sentimenti, inventando nelle tue canzoni nomi e volti femminili di fantasia. Tu che ci ha dato emozioni, hai sempre nascosto le tue. Ma mi rendo conto che il “coming out”, pur se utile e liberatorio per alcuni, non può e né dev’essere una pratica obbligatoria. Le persone sono diverse, hanno storie e pensieri diversi, e non ci sono regole per quel che riguarda la propria intimità. Ma sarebbe comunque bello e giusto che tutti noi dessimo per scontato che l’amore, la condivisione di gioia e dolore e l’umanità fossero regole fisse qualunque sia il nostro credo e le nostre tendenze sessuali.

Buon compleanno!

Questa voce è stata pubblicata in Musica e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...