Elezioni 2013

Candidati Impresentabili
Corrotti che mai si dimettono

Come ha detto Bisio a Sanremo, il male maggiore dell’Italia non sono i politici ma noi, il popolo sovrano, che col nostro voto scegliamo e mandiamo in parlamento i politici.  La nostra sembra quasi una forma di sadismo e come dice il proverbio: “sbagliare è umano ma perseverare è diabolico!
Poi ci lamentiamo che le cose vanno male, che ci sono leggi sbagliate, che c’è corruzione, disoccupazione e recessione.
La colpa è indubbio di parlamentari e senatori, ma chi ha dato una poltrona a questa gente?  !Noi ovviamente!
Il voto di scambio,  il votare per soldi o il non-votare peggiora ancora di più la situazione.
Quello che succede in Italia non succede in nessun altro paese d’Europa o del mondo.
Siamo il paese con il maggior numero di parlamentari/senatori e con il più alto numero di costoro accusati o inquisiti per scandali e corruzioni, con accuse molto gravi che vanno dall’evasione fiscale all’associazione mafiosa.
Soltanto nell’ultimo governo, quello di Berlusconi cui ha poi succeduto Monti, in Parlamento si contavano ben 117 deputati indagati o già condannati, tra Camera e Senato.

Già prima della campagna elettorale si era sentita la necessità di “far pulizia”, che invitava i partiti a presentare una rosa di candidati trasparenti e con la fedina penale pulita, ma nonostante ciò, anche in questa tornata elettorale i nomi degli improponibili sono numerosi e portano sulle loro spalle accuse di non poco conto.
Le accuse che gravano sulla testa dei nostri politici non appaiono ai loro occhi così gravi da spingerli a rassegnare le proprie dimissioni, consegnarsi alla giustizia o allontanarsi per sempre dalle attività politiche. Al contrario, perfino se si viene colti con le mani nel sacco,  solitamente si tende a restare sul proprio scranno, anche in virtù di quella immunità parlamentare, stabilita dall’articolo 68 della Costituzione, che li tutela.
Una situazione tutta italiana, perchè nel resto del mondo c’è chi si dimette per molto, molto meno! Tanto per fare degli esempi:
Annette Schavan, ministro dell’Istruzione tedesco, accusata di aver copiato la tesi di dottorato, ha dato le sue dimissioni anche se accolte a malincuore dalla cancelliera Merkel. E lo stesso era  capitato al ministro tedesco Karl-Theodor zu Guttenberg. Jacqui Smith, ministro inglese, si dimise nel 2009 dopo aver chiesto il rimborso della pay per view per due film acquistati per 67 sterline. Nel 2008 il Ministro degli Esteri finlandese Ikka Kanerva si dimise immediatamente dopo che i media rivelarono il suo scandalo: aver mandato un sms con il cellulare di servizio. Ed era il 1995 quando l’ex vice ministro svedese Mona Sahlin si dimise per aver comprato pannolini e cioccolata con le carte di credito fornite dallo Stato. Per loro cose gravi, per noi quisquiglie.
Nulla da meravigliarsi se poi altri paesi della comunità europea, Germania in testa, ci criticano e ci guardano storto.
E non dovremmo nemmeno meravigliarci  noi, il popolo sovrano, che restiamo a guardare e, se il caso, alle elezioni diamo di nuovo il nostro consenso a persone inaffidabili e corrotte.

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riferimenti: riadattamento articolo-http://it.notizie.yahoo.com/foto/scandali-dimissioni-europa-italia-slideshow

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