IDENTITA’ NAZIONALE

STATI UNITI DI ITALIA?
SABAUDI E BORBONI

 L’articolo 1 della Costituzione Italiana recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.”
L’articolo 5 sancisce, invece, che “La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali.”
L’anno scorso noi Italiani abbiamo festeggiato i 150 anni dell’Unità di Italia….e dire festeggiato è un eufemismo….
La repubblica (dal latino res publica, ovvero “cosa pubblica”) è una forma di Stato in cui la sovranità appartiene ad una parte più o meno vasta del popolo che la esercita nei modi e nei limiti fissati dalle leggi vigenti. Le prime Repubbliche a formarsi in Italia furono le Repubbliche Marinare nel 1800, con una autonomia locale antesignana del federalismo. Si trattava di città portuali italiane (come Amalfi, Genova, Pisa e Venezia) che a partire dal Medioevo godettero, grazie alle proprie attività marittime, di autonomia politica e di prosperità economica.
Tutti sono abituati a considerare l’Italia una nazione, un unico paese, ma se questo è vero da un punto di vista geografico, praticamente non lo è a livello politico, economico, sociale e culturale. Tali differenze insieme a diffidenza e rivalità sono purtroppo molto radicate.
Siamo molto lontani dal federalismo degli USA e diventa quasi un controsenso che l’Italia sia stata una dei paesi fautori dell’Europa unita.
Quello che dal 1800 in poi è stato il sogno di molti intellettuali e politici e che ha portato a numerosi conflitti e guerre per avere un Italia unita e indipendente, ancora oggi non lo è. Vien da chiedersi se la spedizione dei Mille di Garibaldi del 1860 sia stato un bene o un male, considerato che qualcuno del Nord considera il meridione come una delle cause di tutti i mali dell’Italia.
Sono ancora molti i “lasciti” che noi Italiani, volenti o dolenti, ci portiamo dietro dai tempi del Regno delle due Sicilie (governato dai Borboni spagnoli) e dal Regno di Sardegna (governato dai Savoia francesi). Probabilmente molti non sanno che, come gli storici fanno notare, al momento dell’unità non era il Meridione l’area più svantaggiata d’Italia, ma il Levante, così come fu il Sud a beneficiare per prima delle politiche migliorative sabaude per il libero scambio e il miglioramento delle infrastrutture. Il primo censimento del 1871 mostra che regioni come il Lazio, la Campania e la Sicilia, a livello industriale, dell’artigianato e dell’agricoltura, non erano da meno al Piemonte, alla Lombardia e alla Liguria, mentre quasi tutte le regioni dell’est che si affacciano sull’Adriatico, tranne il Friuli, erano molto meno sviluppate e produttive. A metà dell’ottocento, il debito pubblico del Regno delle due Sicilie era circa quattro volte più basso di quello del Regno di Sardegna. Qualcun altro dimentica che sono occorse tre guerre di indipendenza per liberare l’Italia dagli stranieri e che, comunque fossero andate le cose, Savoia e Borboni erano imparentati tra loro.
A rendere più difficile l’unificazione ci fu anche l’identità locale e la lingua, dato che la lingua Italiana non era conosciuta da tutti e non era ancora la lingua nazionale e, come diceva Alessandro Manzoni, a quei tempi era una lingua morta. Al nord era prevalente il dialetto piemontese ed il francese, mentre al sud il napoletano, il romano, il siciliano e lo spagnolo. Si è dovuto attendere la formazione di una identità nazionale (cosa che probabilmente manca ancora oggi), della pubblica amministrazione e dell’istruzione obbligatoria del 1877, a far sì che l’Italiano diventasse la lingua nazionale.  Ma nonostante questo, ancora oggi alcuni dialetti rappresentano la lingua usata tutti i giorni da moltissime persone.
A livello ideologico, già alla fine dell’Ottocento ci furono molti nostalgici, settentrionali e meridionali, che propagandavano e auspicavano il ritorno dei Savoia al Nord e dei Borboni al sud.
Dopo aver fatta l’Italia bisogna fare gli italiani“, come disse lo scrittore Ferdinando Martini, resta un dilemma mai superato. Dopo 150 anni dall’unificazione molti si chiedono chi sono gli Italiani e perché devono stare insieme. Perfino nell’ambito di una stessa regione esistono screzi e rivalità tra le varie provincie, con alcune città che ne odiano un’altra, figuriamoci tra regioni diverse e molto distanti tra loro. Di fatto esiste l’Italia geografica ma non esiste l’Italiano, non vi è una identità nazionale così come esiste in altre nazioni come la Germania, la Francia o negli USA. Mi chiedo se uno stato straniero invadesse il sud d’Italia, quanta gente del nord verrebbe volentieri a combatterebbe e viceversa quanti del sud andrebbero a combattere per liberare il nord, a costo della propria vita.
Alla luce di queste oggettive constatazioni, il dubbio posto nel titolo di questo post è tangibile e reale, purtroppo.

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