CREDENZE POPOLARI

SUPERSTIZIONI, MAGIE E
ANTICHE CREDENZE POPOLARI


Voglio raccontarvi una storia vera che mi è capitata quand’ero un bambino.
A quel tempo era alquanto comune per i ragazzi soffrire di “verme solitario”, ma prima di andare avanti spiego a coloro che non lo sanno cosa è la teniasi.

Taenia è il nome di un parassita pluricellulare appartenente alla famiglia dei Platelminti (vermi piatti). Questo parassita, comunemente noto come tenia o verme solitario, vive nell’intestino degli animali, uomo compreso, dove può raggiungere la lunghezza di otto metri. La tenia è priva di apparato digerente, dato che assorbe direttamente le sostanze nutritive presenti nell’intestino dell’ospite. Tale verme ha un aspetto nastriforme, con una testa (scolice) caratterizzata dalla presenza di uncini e ventose, che gli consentono di aderire alle pareti intestinali. Il resto del corpo è diviso in tanti piccoli segmenti, chiaramente distinguibili, lunghi circa 1- 1,5 cm e chiamati proglotidi (forma e colore richiamano quelli tipici delle tagliatelle). Durante la defecazione una persona o animale che ospita una tenia nel suo intestino elimina insieme alle feci anche le uova del parassita, che possono così andare a depositarsi su erbe e piante. Alcuni animali che si nutrono di questi vegetali vengono così infestati dalla forma larvale, che va ad incestarsi nei loro muscoli. a A questo punto un essere umano sano che si nutre di carne ricavate dall’esemplare infetto, avrà un’elevata probabilità di essere a sua volta infestato dal verme solitario e di sviluppare la cosiddetta teniasi. La Tenia è particolarmente longeva e se non si interviene farmacologicamente o chirurgicamente può vivere molti anni. Nei Paesi industrializzati l’incidenza dell’infestazione da verme solitario è oggi molto più bassa di quella dei Paesi più poveri, dove le norme igienico sanitarie sono inferiori. Inizialmente la teniasi è asintomatica e solo dopo qualche mese il verme solitario può dare segni di sé. Il soggetto colpito dalla tenia ha spesso più fame e si sente debole e stanco.

Dopo tanti anni ora non ricordo come e perché la mia famiglia si accorse che avevo la teniasi, e probabilmente dovetti pure assumere qualche purgante o altre medicine e per questo dovevo fare la cacca nel vasino per verificare se la tenia veniva eliminata.
A quell’epoca avevo 5-6 anni e sebbene il tempo passava, la cura non aveva effetto.
Evidentemente mia mamma dovette parlarne con mia nonna la quale, una mattina, si presentò a casa e, Mia nonna dicendomi che avrebbe cercato di curarmi, mi chiese di abbassarmi i pantaloni e di sdraiarmi sul letto. Lo feci intimidito e curioso di cosa avrebbe fatto, e come solito lei mi rassicurò solleticandomi e facendomi ridere. Poi mi disse di stare fermo e con le dita cominciò a disegnare delle croci sulla mia pancia, dall’ombelico all’inguine, mentre sotto voce blaterava delle frasi di cui ora non ricordo nemmeno una parola. Si trattava probabilmente di una breve preghiera, che ripetuta decine di volte assomigliava ad una lagna o cantilena. L’intervento durò 3-4 minuti, dopo di che lei mi baciò e accarezzandomi mi disse che aveva finito.
La cosa, meravigliosa o miracolosa, fu che dopo qualche giorno, facendo cacca nel vasino, notai il verme che era venuto fuori. Incredibile, era come una anguilla lunga più di 50 cm. che se stava lì ferma nella cacca. Felice ed impaurito allo stesso tempo, chiamai la mamma per fargli vedere cosa era uscito dal mio intestino. Tutto finì lì e io non ebbi mai più tale malattia.
Mia nonna non era una “fattucchiera”, non lo era mai stato, ma sebbene una fervida credente cristiana, lei dava però credito al malocchio e alle piccole fatture. Io non so se lei già conosceva quella sorta di sortilegio, probabilmente tramandatole dai suoi avi, o se avesse
chiesto a qualche persona più “esperta” il modo come farlo. Sta di fatto che, casuale o meno, funzionò.

Mia nonna era il tipo di persona che buttava sale grosso fuori dalla finestra durante i temporali con paurosi fulmini, invocando Santa Lucia. Oppure lanciava sale sulla nostra auto quando si partiva per qualche viaggio, seppure breve. Quando eravamo bambini lei preparava dei piccoli sacchettini in cui poneva alcune icone metalliche di certi santi, ognuno protettore di qualcosa, che noi potevamo portare al collo con una collanina, oppure tenuti da una spilla da balia sulla canottiera.  Lei era anche influenzata dai vecchi detti e quando i miei fratelli erano oramai dei giovanotti, lei gli diceva, per esempio, di non uscire in gita il giorno della pasquetta, perché si diceva (?) che in quel giorno dovevano sempre avvenire degli incidenti.
Altri antichi sortilegi o credenze popolari che ora ricordo sono:
rompere il vetro o far rovesciare dell’olio era di cattivo auspicio a cui occorreva porre un rimedio, mentre era di buon auspicio se inavvertitamente veniva versato del vino.
Non si poteva mettere la pagnotta di pane sotto sopra sul tavolo così come non bisognava mai raccogliere uno spillo o un ago trovato per caso a terra.
I dentini da latte che i bambini perdevano dovevano essere nascosti in un buco per evitare che qualcuno li prendesse o che un animale li mangiasse. Poi il bambino doveva recitare
“Muro, muro vecchio,
damme un dente novo
che te ne do uno vecchio”.
Quest’usanza si può mettere in relazione con il culto per la pietra e per la terra che emana energia dalle sue viscere.
Chi aveva denti “radi” sarà certamente era favorito dalla fortuna.
Mettere la scopa fuori dall’uscio serviva a scacciare il malaugurio e a tenere lontane le streghe.
La mamma non doveva tagliare le unghie al neonato con le forbicine ma con la bocca per evitare che da adulto diventasse un soggetto propenso a rubare.
Per disinfettare le ferite e farle rimarginare vi si applicava sopra la tela di ragno.
Non mettere mai entrambi le mani unite sopra la testa (nel modo in cui camminano i detenuti) perché è portatore di sventure.
Ogni volta che io avevo il singhiozzo mi era stato detto di bere sette piccoli sorsi d’acqua trattenendo il fiato fino a quando il singhiozzo spariva. E vi garantisco che questo metodo davvero funziona.
Vecchi detti, antiche credenze, oscura magia popolare, tutte cose che sono andate perse nei secoli.

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