Digit Ratio, Rapporto Indice/Anulare

Evoluzione della Mano
Dita & Personalità

Mostrami la mano e ti dirò chi sei!

Lo studio sulle mani non finisce mai di sorprenderci, dopo la chiromanzia, che predice il futuro attraverso lo studio del palmo della mano, studi nuovi e più seri rivelano la nostra personalità dipende dalla lunghezza delle dita.

Il dato da prendere a riferimento è il rapporto (2D/4D, chiamato Digit Ratio) che viene fuori dividendo il valore della lunghezza dell’indice (2° dito) con quello dell’anulare (4° dito). Se il dito indice è più corto dell’anulare, il rapporto a 2D/4D dà luogo ad un numero minore di uno, e indicherebbe una elevata esposizione al testosterone nell’utero durante il periodo fetale.
Il Digit Ratio è quindi sintomo di un dimorfismo sessuale, e nonostante  il secondo dito (indice) è in genere più corto per entrambi  i sessi, il valore del Digit Ratio è quasi sempre maggiore nei maschi che nelle femmine.
Alcuni studi hanno dimostrato una relazione tra tale valore e i diversi tratti fisici e comportamentali. Ci sono alcune prove che tale rapporto è anche indicativo dello sviluppo umano e della crescita. L’ormone testosterone e l’esposizione agli estrogeni influenzano il feto già durante la gestazione. Alcuni autori suggeriscono che la sessualità, la salute e il comportamento, anche in età avanzata, sono correlati col Digit Ratio. Di seguito è riportato un elenco non esaustivo di quello che comporta un suo valore alto o basso, con alcune patologie dimostrate dagli studi, ed altre di cui si suppone che siano comunque correlate al Digit Ratio.

Valori più elevati del Digit Ratio  (dito indice più grande) sarebbero responsabili di:

• bassa quantità di spermatozoi.
• aumento del rischio di infarti nei maschi.

• predisposizione all’obesità o altre disfunzioni metaboliche, nei maschi.
• meno predisposizione al cancro alla prostata.
• peso inferiore alla nascita per i soggetti maschi.
• aumento rischio depressione per i maschi.
• meno predisposizione all’alcolismo.
• predisposizione all’ansia nei maschi.
• ridotte performance nelle attività sportive.
• migliori performance scolastiche per i maschi.
• parafilia (o fetish estremi) per i soggetti maschi.
• sessualità più accentuata nelle donne.

Valori bassi del Digit Ratio (dito indice più piccolo) sarebbero responsabili di:

• caratteristici tratti di personalità, correlati sia con valori bassi che alti.
• comportamento deciso/duro nelle donne.
• aggressività nei maschi.
• capacità musicali nei maschi.
• un ruolo più femminile nei maschi omosessuali.

[La lunghezza delle dita ed il loro rapporto varia a seconda dell’orientamento sessuale e dell’ordine di nascita tra fratelli. Tra gli eterosessuali, il rapporto 2D: 4D è sempre maggiore negli uomini che nelle donne, soprattutto per la mano destra. La Digit Ratio per le donne gay e più simile a quello degli uomini. Gli uomini con più fratelli maggiori hanno più probabilità di essere omosessuali e di avere una mano destra più marcatamente femminile in merito al rapporto 2D: 4D,  rispetto agli uomini senza fratelli.]
• maggiori dimesione del pene.  [come riportato da alcuni ricercatori nella Gazzetta asiatica di Andrologia,
valori minori 2D:4D sarebbero collegati a una maggiore dimensione del pene. I ricercatori dell’Università Gachon Gil Hospital in Sud Corea, hanno condotto lo studio su 144 volontari di 20 anni di età e su anziani che dovevano sottoporsi ad intervento chirurgico urologico. Mentre gli uomini erano sotto anestesia, i ricercatori hanno misurato sia la lunghezza delle loro dita che quella del pene, sia in stato di riposo (flaccido) che allungato. I peni flaccidi più corti subiscono un maggiore allungamento se tirati e, considerato che tale allungamento è strettamente correlato alla effettiva misura del pene in erezione, tale misurazione è molto attendible. I ricercatori hanno trovato che la lunghezza media del pene flaccido era di 3,0 pollici (7,7 centimetri), con un range da 1,6 a 4,7 poll (da 4 a 12 cm). Le lunghezze ottenute in stretching variava da  3,0 a 6,7 inches (da  7,5 a 17 cm), con una media di 4,6 pollici (11,7 cm). Il rapporto medio della digit ratio era 0,97, con un oscillazione tra 0,88 e 1,12, rendendo le differenze alquanto minime. Ma, nonostante queste minime differenze, valori bassi di digit ratio erano comunque correlate ad un pene più lungo.]

Come detto,  il valore derivante dal rapporto tra la lunghezza del dito indice e di quello dell’anulare è influenzato dall’esposizione agli androgeni nell’utero materno e, quindi, tale valore può essere utile per conoscere, successivamente, se ci sia stata una maggiore o minore esposizione a tali ormoni. Gli studi condotti su topi indicano che una maggiore esposizione prenatale agli androgeni promuove principalmente la crescita del quarto dito.

Peter L. Hurd è un biologo la cui ricerca si è concentrata principalmente sullo studio dell’evoluzione del comportamento aggressivo, di comunicazione e di altri comportamenti. Egli ha verificato la corrispondenza tra i valori Digit Ratio e il grado di aggressività dei soggetti. Molti studi effettuati sia sugli esseri umani che sugli animali  suggeriscono che la variabilità del comportamento aggressivo degli adulti,  è in gran parte dovuta all’esposizione prenatale agli androgeni. Gli uomini che hanno l’anulare più lungo dell’indice sono più aggressivi e litigiosi. Infatti, Hurd ha dimostrato che gli uomini con valori di Digit Ratio più simili a quelli femminili hanno mostrato una minore tendenza all’aggressività. 

Un altro studio, condotto da un team statunitense, rivela che anche la lotta e il combattimento  avrebbero influito sull’evoluzione della mano umana. Il team di ricercatori dell‘Università dello  Utah, ha utilizzato strumenti per misurare la forza e l’accelerazione dei colpi inflitti da alcuni sportivi di arti marziali. Ne è venuto fuori che la struttura del pugno fornisce supporto e aumenta la capacità delle nocche a trasmettere la forza del colpo. David Carrier suggerisce, infine, che la mano dell’uomo può essersi evoluta per un motivo meno nobile: per adeguarsi all’uso delle armi da fuoco. Secondo Carrier e il suo collega Michael Morgan, gli scimpanzé attuali hanno palma e dita lunghe con un pollice corto, mentre il palmo e le dita umane sono molto più piccole ed il pollice più lungo e più forte. Questa diversa conformazione della mano permette di chiuderlae meglio e di imprimere più forza al colpo.

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