SHOWMEN

TRIBUTO A
MARIO MUSELLA


Alla maggior parte dei giovani di oggi il nome di Mario Musella, così come quello dei Showmen, non dice niente, eppure egli meritava una celebrità e un successo maggiore. Il suo talento artistico ha come unica “sfortuna” quella di appartenere ad un italiano nato a Napoli e di essere stato il precursore di un genere musicale non ancora radicato in Italia. Infatti, agli inizi degli anni sessanta, insieme all’inseparabile amico James Senese, entrambi con un ascendenza nordamericana, propongono un genere musicale che, nonostante affondasse le sue radici melodiche nella canzone melodica italiana e classica napoletana, era fortemente influenzato da “rhythm & blues”  e “funky”, con una vena jazz data da Senese, generi musicali  d’oltreoceano. Mai come in questo caso si può parlare di “talento incompreso”, che anticipava i tempi portando qualcosa di nuovo (underground?), e per questo denigrato e sottovalutato dai produttori e dai discografici di quel periodo. Periodo in cui era di moda una musica da nightclub, come “Una rotonda sul mare” di Fred Bongusto e “Champagne” di Peppino di Capri, o da melodie sbarazzine come “Tu vuò fa l’Americano” di Carosone, non si poteva accettare un rock sconvolgente e stravolgente come quello proposto da Musella e Senese: “che ce ne facciamo di bluesmen italiani se ve ne sono già tanti in America?”, questo è quello che pensavano i discografici che ascoltavano i loro brani.


Mario nasce a Marano in provincia di Napoli nel 1945 e purtroppo ci lascerà prematuramente a soli 34 anni, nel 1974. A Napoli, con Senese, forma i sui primi gruppi “Gigi e i suoi Aster” e “Vito Russo e i 4 Conny“, per poi fondare nel 1966 gli Showmen, con la partecipazione di James Senese (sax, flauto, percussioni e voce), Franco Del Prete (batteria e percussioni), Luciano Maglioccola (tastiere), Elio D’Anna (sax, flauto) e Giuseppe Botta (chitarra), gruppo che, seppur di brevissima vita, segnerà la storia della musica italiana.
Oltre ad essere un bravo bassista e compositore, Mario era un valente cantante con una voce forte, profonda e calda, molto piacevole da ascoltare. Claudio Baglioni dichiarò che “la voce di Mario scuoteva, ammaliava, entrava dentro, forse la più bella in assoluto con quella di Demetrio Stratos…”, mentre Pino Daniele nel 1980 gli dedicherà il nome del suo LP, soprannominandolo “Nero a metà”. Certo, lui e Senese non sembravano napoletani o italiani, almeno dall’aspetto.

I primi successi dei Showmen sono rielaborazioni, nella loro chiave melodica, di pezzi classici come “Non si può leggere nel cuore” e “Un’ora sola ti vorrei”. Nel 1969 partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Tu sei bella come sei”.
Il gruppo si scioglie nel 1970, quando Elio d’Anna forma gli “Osanna” e l’anno dopo Musella, Senese, Botta e Del Prete decidono di ricomporre gli Showmen aggiungendo alla formazione Gianmichele Mattiuzzo (tastiere e voce), Mario Archittu (trombone e pianoforte), Piero Alonzo (chitarra) e Gennaro Aletto (basso), incidendo un solo LP prima di sciogliersi definitivamente.
James Senese e Franco Del Prete in seguito daranno vita al gruppo jazz-rock “Napoli Centrale”.
Tra le loro indimenticabili canzoni mi va di menzionare anche:  “Credi credi in me”, “Sto cercando”, “Gloria ricchezza e te”, “Mi sei entrata nel cuore”.






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