CLASSI SEPARATE PER SESSO

 

CLASSI SINGLE-SEX A SCUOLA

Nei paesi anglosassoni, e in altre parti del mondo, prende piede l’idea di tornare alle classi divise per sesso nelle scuole.
In Italia non ci sono classi separate nelle scuole pubbliche, anche se quando io ero bambino esisteva tale regola. Ho frequentato la scuola pubblica e, fino alle media, le classi sono state separate per sesso. Troppo giovane e impreparato all’epoca per giudicare, ma ora credo di poter dare il mio contributo.
Il dibattito oggi è infuocato, specie in Inghilterra ed in America, con coloro che sono a favore e chi si scaglia contro. Naturalmente, come ogni scelta ha i suoi pro e contro, anche questa avrà i suoi, così come anche l’attuale sistema di istruzione a classi miste ha i suoi lati negativi e positivi. Dal momento che molte cose sono cambiate rispetto al passato e, alla luce delle nuove conoscenze in materia di istruzione, vale la pena provare, se questo può migliorare il rendimento scolastico di ogni studente.
Non dobbiamo mai esagerare nelle critiche.
Il fatto che gli studenti sono in classi separate non significa che essi non staranno insieme nella mensa o nei corridoi, per esempio. Passando qualche ora a scuola insieme con le ragazze o con i ragazzi non aiuta un ragazzo a diventare un “vero” uomo o una ragazza a diventare una donna, durante il ciclo scolastico. Voglio dire, ragazzi o ragazze non avranno problemi psicologici se stanno in classi separate. Spesso, la presenza di entrambi i sessi in aula, soprattutto per i giovani, porta a più distrazioni e, come è stato ampiamente dimostrato, i ragazzi e le ragazze hanno esigenze diverse in ambito educativo, sociale e logistico.
Il sistema scolastico attuale, in molte parti del mondo, ha delle lacune come i dati chiaramente dimostrano. In Italia, dove il livello di preparazione degli studenti è diminuito negli ultimi decenni, così come in America, dove a Chicago lo sciopero degli insegnanti di pochi giorni fa ne è un espressione. Ho letto che a Chicago solo il 20% degli studenti raggiunge la sufficienza, solo il 4% arriva al diploma e solo il 6% alla laurea entro il 26mo anno di età. E Chicago non è un caso unico o raro al mondo.
Certamente la crisi scolastica è dovuto a diversi fattori e molte cose devono cambiare, ma quando si ha l’opportunità di apportare una modifica che può essere positiva, perché rinunciare?
Inutile ed eccessivo l’uso di paroloni come “sessismo”, “discriminazione”, “mancanza di opportunità”, “inefficacia”, “segregazione” o “inferiorità morale delle donne”.
Non credo che un breve periodo di prova possa portare chissà quale tipo di danno, e male che vada, la scuola può sempre ritornare alle classi miste…. non ci vedo niente di assurdo o di così indecente!

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