COSTUMI SESSUALI DEGLI ULTIMI 100 ANNI

EVOLUZIONE DEI NOSTRI COSTUMI SESSUALI

Parlare dei costumi sessuali di un popolo, significa analizzare temi importanti, per molti scabrosi, come educazione sessuale, rapporti sessuali, masturbazione, omosessualità, pornografia, adulterio, contraccezione, ecc. ecc.…
E, riferendoci all’Italia, è impossibile non tener conto del ruolo assunto dalla Chiesa nei confronti di tali tematiche, trattandosi uno di quei paesi in cui è nata la religione cristiana, nonché sede della città del Vaticano e del papato.
Lungi da me il voler fare un trattato su un argomento che richiederebbe uno studio lungo e approfondito, il mio scopo è solo quello di verificare, a grandi linee, le differenze, laddove ci sono state, e di analizzarle in un ottica di evoluzione, avulsa da qualsiasi condizionamento.

Sebbene i “Tre saggi sulla teoria sessuale” di Freud furono pubblicate nel 1905, essi non sconvolsero da subito le abitudini sessuali delle popolazioni. Teorie che come si sa, scoprono ed analizzano la sessualità degli adulti e dei bambini, e che associano ad alcune malattie nervose i traumi subiti nell’infanzia o agli impulsi sessuali repressi. D’altronde, fino a metà 900, Freud era considerato quasi un ciarlatano che aveva osato calunniare l’intoccabile innocenza infantile. Ma rispetto all’Ottocento, grazie anche alla rivoluzione industriale, nel 900 è la figura femminile a cambiare e ad assumere una valenza differente.

La donna che comincia a lavorare in fabbrica, ad interessarsi di politica e ad andare all’università, la porterà a rivendicare i suoi diritti e ad avere consapevolezza della sua parità, e quindi anche ad acquisire una coscienza diversa della propria sessualità. La lenta perdita del puritanesimo e la disinvoltura nei comportamenti legati al sesso iniziano, però, prima nelle donne appartenenti alle classi sociali più alte. Questo perché lo spirito borghese era ancora assoggettato a molti tabu e a rigidi precetti religiosi che imponevano una assoluta morigeratezza. I fidanzati non potevano dormire nello stesso letto o stare troppo tempo da soli, mentre tutte le parti del corpo al di là di faccia, spalle e piedi erano considerati indecenti. Per la chiesa ogni pulsione sessuale o atto sessuale al di fuori del matrimonio era considerato un peccato mortale. Ma oltre questa rigorosa facciata morale e religiosa ve n’era, per fortuna, un’altra più libertina e tollerante mantenuta nascosta o di cui non se ne parlava. I bordelli, prima di tutto, dove ogni uomo poteva soddisfare i propri bisogni di natura sessuale e dove ogni giovane iniziava la propria attività sessuale, a meno che non era uno di quei pochi fortunati ad entrare nelle grazie di qualche nobildonna che lo iniziava alle gioie del sesso. Le cameriere e le donne di servizio venivano spesso “usate” dal capofamiglia per soddisfare i suoi bisogni extraconiugali o per fornire ai giovanissimi i primi rudimenti dell’arte amatoria. Negli anni successivi, durante il fascismo, lo Stato era ancora condizionato dai precetti religiosi e dalla Chiesa che era considerata il garante dei buoni costumi e dell’ordine pubblico. Pertanto, fino alla seconda guerra mondiale i nostri costumi sessuali seguirono questa doppia morale. Con il fascismo, l’uomo acquista autorità e virilità, e se da un lato ci si scaglia contro l’omosessualità dall’altra si mantengono le case chiuse e si invoglia all’uso dei “preservativi”, ma solo come mezzo per evitare la trasmissione della sifilide e non come antifecondativi. La fine della guerra, l’arrivo degli americani e l’inizio della ricostruzione porta ad un breve periodo di transizione. La voglia di vivere e di ricominciare porta ad una maggiore libertà di costumi e alla soddisfazione dei propri bisogni materiali, tra cui il sesso. Inoltre, con i successivi governi sostenuti dal nascente partito politico “Democrazia cristiana”, seppur ancora strettamente connessi col potere temporale della Chiesa, la libertà e la democrazia non potevano più relegare la “libertà sessuale” a pochi e ristretti ceti sociali. La maggior parte dei film che il cinema italiano propone in quegli anni ne sono la dimostrazione anche se, come in passato, la morale perbenista copre e va di pari passo con quella più libertina. E’ il periodo della “Dolce vita”, dell’emancipazione femminile e l’inizio della corruzione dei valori sociali. La Chiesa non sta a guardare, e la sua influenza, come sempre, condizionerà la politica e i costumi degli anni successivi. Ne è un esempio la legge Merlin che nel 1958 porterà alla chiusura dei bordelli.

Bisognerà attendere i movimenti sociali e politici di massa del ’68 insieme alle idee di Carl Marx per assistere a dei cambiamenti anche in tema di costumi sessuali. La sessualità della donna esce dal ghetto, aumentano i rapporti prematrimoniali, si parla di omosessualità e dell’uso dei contraccettivi. Contemporaneamente prende piede la pornografia e si accetta il sesso separato dall’amore. Tra gli effetti di questa sentita “libertà sessuale” vi è senz’altro l’uscita della omosessualità dall’ombra con i primi studi che non la considerano più una malattia, sebbene ancora oggi la Chiesa continui a condannarla. La sessualità ed il sesso diventano materie di studio e si parla di “salute sessuale”, con la pubblicazione di molti libri e riviste che parlano di sessualità.

Ma, di nuovo, Stato, Chiesa e Magistratura intervengono per porre controllo e freno alla libertà sessuale, come accadde da quel momento in poi nei confronti della pornografia. Gli anni che seguono vedono in primis l’escalation di internet, un nuovo e semplice modo per trovare e condividere informazioni in ogni angolo del mondo. Probabilmente, l’invenzione più importante di fine novecento è stata proprio quella dei computer e di internet che in pochi decenni hanno radicalmente cambiato i costumi di tutti i popoli. In tema di sesso questo ha portato le nuove generazioni ad accedere più facilmente a prodotti a contenuto sessuale e quindi ad ampliare le loro conoscenze. Lentamente è cambiato il rapporto con l’intimità che grazie ai media e a internet in primis, il corpo è messo a nudo, le testimonianze personali proliferano e si comincia a dare più peso alla presenza e alla prestanza fisica. Un altro avvenimento saliente di questi ultimi decenni è stata l’invenzione della pillola anticoncezionale, resa progressivamente accessibile a tutti ed ai giovani, con l’apertura negli anni Ottanta di molti centri di pianificazione familiare. La commercializzazione degli anticoncezionali orali e la progressiva generalizzazione del loro utilizzo, hanno ampiamente favorito la possibilità per le donne e gli uomini di dissociare chiaramente il piacere sessuale dall’attività procreativa. Come gli storici fanno notare, una delle differenze sostanziali più palesi avvenute nel corso di questi cento anni, è il raggiungimento di una consapevolezza sessuale dovuta dalla cosciente separazione tra istinto sessuale e procreazione, ovvero la distinzione tra atto sessuale fine a se stesso, per motivi di piacere, e atto sessuale per i soli fini riproduttivi. Ma, stranamente, a fronte di questi importati cambiamenti sociali, il comportamento sessuale non subisce grossi cambiamenti. Il sesso rimane un “bisogno” privato da fare di nascosto, mentre gli organi sessuali ancora una parte del corpo da nascondere e verso cui si ha sempre un’atavica vergogna. Un ultimo evento che ha poi caratterizzato questi ultimi decenni è l’arrivo e la diffusione, negli anni Ottanta, dell’AIDS. Superati i primi momenti di smarrimento, a tratti addirittura di panico, la comparsa del virus HIV ha dato un notevole slancio alle attività di educazione sessuale e di prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili, ma, contemporaneamente, ha aggiunto nuove paure a sfavore dell’attività sessuale, che gradualmente è diventata un qualcosa di cui temere e da fare con cautela. In un clima già così saturo di controllo, paure e moralità, una nuova malattia sessualmente trasmissibile non ci voleva proprio.

La rivoluzione provocata negli anni 2000 da internet in tema di sesso, porta i media (chissà perché) ad interessarsi continuamente del fenomeno, a parlare di «generazione porno» e a ingigantire certe tematiche da sempre esistite, come violenza, stupro, pedofilia, perversione. Secondo una inchiesta SMASH (Swiss Multicenter Adolescent Survey on Health), tra il 1993 e il 2002, la percentuale di giovani tra i 16 e i 20 anni che hanno riferito di essere stati vittime di una forma di abuso sessuale è rimasta stabile (15% circa per le ragazze e 2% per i ragazzi). Quindi, è probabile che la mediatizzazione a oltranza di questi fenomeni derivi semplicemente da una sopravvalutazione della situazione. La constatazione che dagli anni Ottanta ad oggi i comportamenti sessuali non sono cambiati di molto, porta a pensare che sono probabilmente i messaggi divulgati intorno alla sessualità e la sua apparente banalizzazione a caratterizzare l’evoluzione di questi ultimi anni.

In passato, dopo il boom della pornografia, era facile avere accesso a materiale di tipo erotico ma, mai a nessuno è venuto in mente di chiamare la nuova generazione come una «generazione porno», termine semmai adatto ai giovani di oggi se si fa riferimento alle continue sollecitazioni cui essi sono sottoposti e che li inducono ad elaborare in maniera diversa i contenuti erotici. Uno lato negativo dei contenuti sessuali fornito da molti media in generale, è quello di far prevalere, come già detto, fisicità e prestazione, e ciò si ripercuote negativamente sull’individuo generando insoddisfazione e stress da prestazione sessuale. Mai come in passato si è assistito negli ultimi decenni, alla generalizzata preoccupazione di non avere un corpo sessualmente eccitante, all’ansia da prestazione, ad un aumento dei casi di eiaculazione precoce e, non ultimo, all’angoscia sulle dimensioni dei propri organi sessuali. Nonostante nella vita di tutti i giorni la sessualità è un fattore onnipresente, nella nostra società la sessualità provoca ancora oggi, come in passato, insicurezze e paure.

Paure e insicurezze legate spesso a fattori fisici, come malattie e stupri, perché purtroppo si conosce poco dei problemi legati al sesso e meno ancora dei problemi psicologici e degli istinti sessuali, apprendimento e discussione che dovrebbero essere fatte a partire dalla pubertà, quando è il momento più adatto per parlare di sessualità e di sesso con persone fidate e competenti. Considerato che gli organi sessuali sono una parte del corpo da nascondere e che l’uso a cui sono destinati è un argomento tabù, viene da se che dalla pubertà in poi qualsiasi incertezza o problematica legata alla sessualità non viene esternata dai giovani. Pertanto, laddove vi sono poi patologie o problemi psicologici, che porteranno inesorabilmente a disfunzioni o a deviazioni sessuali, senza una terapia o un supporto adeguato da parte di persone esperte e sensibili, il soggetto sarà lasciato a se stesso con tutte le conseguenze che ne deriveranno (sessualità repressa, insoddisfazione, complessi psicologici, comportamenti devianti, violenza). Non ci si deve poi meravigliare se sui giornali leggiamo di casi di omofobia, di molestie o di stupro, e con tutti noi che, ahimè, assurgiamo poi a severi giudici.

Conclusioni …. al di là di una certa libertà dei costumi sessuali, poco è cambiato dalla fine del 1800 ad oggi. Tra questi possiamo citare la nudità femminile che è un po’ più accettata, mentre quello maschile, per chissà quale motivo, è ancora tabù, sebbene in passato la nudità dei minorenni era accettata mentre oggi è diventata un reato grave. Sotto questo punto di vista, tutte le ammirevoli comunità nudiste dovrebbe essere considerate depravate e fuorilegge. Viene da chiedersi:

Cos’è la decenza? Chi stabilito quali sono i suoi limiti? Perché la nudità è un crimine?

Con questo non si vuole intendere che ognuno deve essere libero di fare ciò che vuole e dove vuole, ma non bisogna nemmeno nascondersi dietro paroloni come “etica”, “moralità”, “ordine pubblico” o “decenza”, per inveire, leggi alla mano, contro la nudità o la sessualità in qualsiasi luogo o situazione essa si manifesti. L’uomo nasce nudo mentre civilizzazione e religioni hanno fatto di tutto per farlo ricoprire praticando una continua strategia del terrore nei confronti del sesso. Per fare un esempio, per anni uomini politici, capi di stato, letterati e popoli erano a favore del razzismo, legiferando e agendo contro le persone di razza nera. Essi pensavano di essere nel giusto e per questo hanno condizionato e modificato la vita di milioni di persone, nel nome di una giusta causa. L’uomo che giudica e si pone al di sopra delle parti, assurgendo a dio. Chi ci assicura che anche nei confronti della nudità e del sesso, le migliaia di norme create dall’uomo e che le regolano non siano poi inaccurate o false?
E’ vero che negli ultimi decenni il sesso e la sessualità sono stati discussi, in particolare a livello scientifico, con tutti noi che ne sappiamo di più, ma a quanto pare è servito a poco se poi sesso & sessualità sono ancora considerati sconvenienti e se non inizia una approfondita e seria “educazione sessuale” sin dalla più tenera età. Sebbene, dall’alto delle nostre conoscenze, noi chiamiamo animali tutti gli altri “esseri viventi” escluso l’uomo, credo che abbiamo ancora tanto da imparare da essi!

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