VEGETARIANISMO

STORIA del VEGETARISMO

Il Vegetarianismo (in Italia detto anche vegetarismo) indica una forma di alimentazione attraverso una dieta a base vegetale (frutta, verdura, ecc), con esclusione di carne (carne rossa, pollame, pesce, crostacei o molluschi). Nel caso la dieta sia più restrittiva, escludendo anche tutti i derivati di origine animale come latticini, uova, gelatina e miele, si parla di vegetalismo che deriva dal termine inglese “veganism”, una contrazione di “vegetarianism”, con cui gli inglesi indica i vegetariani. Tale forma di alimentazione ha motivi di ordine morale, religioso e salutistico.
L’uomo nasce come vegetariano dal momento che durante la preistoria si cibava solo di quello che la natura gli offriva, ovvero, frutta, erba e radici. Solo più tardi qualcuno cominciò a cibarsi di carogne o di animali uccisi durante le prime battute di caccia, mentre l’uomo divenne onnivoro solo dopo l’invenzione del fuoco, grazie al quale gli alimenti cotti diventavano più commestibile. La vera svolta avvenne poi 10 mila anni fa, con l’inizio delle coltivazioni e degli allevamenti, grazie ai quali l’uomo si facilitò la sopravvivenza.
Successivamente, con l’istituzione di città organizzate e di società più complesse, l’uomo cominciò a riflettere sulle proprie scelte alimentari e fu allora che si sentirono i primi vagiti del vegetarianismo. Le prime notizie sul vegetarismo, inteso come tradizione diffusa tra un numero significativamente vasto di persone, si riferiscono all’antica India, grazie alla diffusione del Zoroastrismo che era contrario ad ogni forma di violenza anche sugli animali (chiamato ahimsa in India e di cui Gandhi ne era un sostenitore). Principio questo su cui si basarono anche altre religioni come l’induismo, il buddismo, il taoismo e il giainismo i cui effetti etico-filosofico e culturali sono percepibili ancora oggi. Ma anche in Occidente, e già nell’antica Grecia, si trovano tracce di questo misticismo che porta al rifiuto della carne, anche se non ebbe influssi duraturi come in India. Le prime idee furono quelle dell’orfismo, un movimento mistico che riportava all’equilibrio originario, per allontanarsi dalla condizione umana, attraverso la purificazione del corpo, e avvicinarsi a quella divina. Gli
adepti ai culti orfici credevano nella trasmigrazione delle anime e quindi evitavano qualsiasi cibo di natura animale. Il più convinto sostenitore del vegetarianismo fu il filosofo Pitagora, tant’è che i primi seguaci di una dieta vegetariana venivano chiamati “pitagorici”. Anche Empedocle, tra il 490 e il 430 a.C., si distinse come fautore del vegetarismo, in modo specifico per il rispetto degli animali. Successivamente, alcuni dei principali platonici e neo-platonici praticarono una dieta vegetariana. Essi includevano Plutarco, vissuto tra il 46 e il 127 d.C., Apollonio di Tiana, Plotino e Porfirio, vissuto tra il 233-234 e il 305 d.C., il quale scrisse il trattato “Sull’astinenza da esseri con un’anima”, il testo antico più elaborato che si conosca sull’alimentazione vegetariana. Anche il poeta Ovidio riteneva che la natura offrisse cibo a sufficienza per bandire l’uso della carne. Perfino il padre della medicina, Ippocrate, diede consigli etici e salutistici sul vegetarianismo. Durante il Medioevo, a causa del Cattolicesimo, il vegetarismo in Europa venne considerato un eresia, com’erano considerati i Catari che tra l’altro si astenevano da qualunque alimento associato agli animali. Poche erano le persone che parlavano di questo argomento e tra questi Leonardo Da Vinci che asserì: “Verrà il tempo in cui giudicheremo il mangiare gli animali nello stesso modo in cui oggi giudichiamo il mangiare i nostri simili: il cannibalismo”. La successiva era industriale portò, purtroppo, la popolazione ad allontanarsi sempre più da etica e salutismo a causa del lavoro in fabbrica e alla massiccia produzione di cibo industriale.
Nejamin Franklin (1706-1790) si rese conto che con una dieta vegetariana: “apprendeva più in fretta ed aveva un  miglior acume intellettuale.”
Il longevo e famoso ballerino russo Nijinsky Vlaslav (1850-1950), convinto vegetariano, affermò: “da quando ho smesso di magiare carne i miei pensieri sono più chiari e corro invece di camminare.”
Lev Tolstoj (1828-1910) noto pacifista, scrisse: “mangiare carne è immorale, poiché comporta un’azione che è contraria al sentimento morale, quello di uccidere“.
Qualche esile controrivoluzione la si ritrova nel movimento sociale “Lebensreform” (Riforma della vita) nato in Germania alla fine del 1800 e che proponeva uno stile di vita più naturale, attraverso una salute alimentare con alimenti biologici, il nudismo, la liberazione sessuale, medicina alternativa, e astensione da alcool, tabacco, farmaci, e vaccini. Uno dei suoi seguaci, Arnold Ehret che più tardi emigrò in California, con le sue idee influenzò il neo nascente movimento hippy.
Nel 1847 nel Regno Unito fu fondata la prima “Vegetarian Society” che poi prese piede anche in altri paesi. La “International Vegetarian Union”, l’unione delle varie società nazionali, fu fondata nel 1908.  Nel mondo occidentale, la popolarità del vegetarismo è cresciuto nel corso del 20° secolo per motivi nutrizionali, etici e, più recentemente, anche a causa delle crescenti preoccupazioni ambientali ed economiche. E’ un dato di fatto che un eccessivo consumo di carni rosse è nocive alla salute mentre gli allevamenti sono responsabili dell’emissione di gas serra, e le culture di cereali per i mangimi hanno altissimi costi energetici.
Chissà,  che si stia avverando quanto previsto da Leonardo?

Oggigiorno vi sono diverse tipologie di vegetarismo o filosofie di pensiero a seconda del tipo di alimento da escludere o includere nella tipica dieta vegetariana.
Ovo vegetariani – includono uova ma non i latticini.
Latto vegetariani – escludono le uova ma non i derivati del latte.
Ovo-latto vegetariani – includono sia uova che derivati del latte e miele.
Veganiescludono qualunque prodotto derivi dagli animali, anche lana e pelli.
Crudisti – includono solo prodotti non cotti, mentre le verdure possono essere cotte ma a certe temperature.
Fruttariani – includono solo frutta, noci e altri semi a patto che non si danneggi la pianta.
Vegetarianismo
Buddista – escludono tutti i prodotti di origine animale ed anche vegetali che hanno un aroma simile all’aglio e alla cipolla.
Vegetarianismo
Giainistico – includono i derivati del latte ma escludono uova, miele e radici vegetali.
Macrobiotica – questa dieta è prevalentemente a base dei prodotti derivati dal grano e di altri semi.

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