INDIGNADOS

GLI INDIGNADOS ARRIVANO A NAPOLI

Iniziata a Madrid circa un anno fa con il movimento degli indignados, la mobilitazione giovanile che ha occupato per mesi la Puerta del Sol, si è poi diffusa in tutta la Spagna, in tutta l’Europa centrosettentrionale e perfino negli Stati Uniti, chiedendo “rispetto per le persone comuni che sono stritolate dai privilegi e dalle cattive scelte operate da lobby che hanno in mano le redini del sistema politico ed economico dei paesi”. Lo scorso 9 novembre, una cinquantina di giovani – cresciuti poi di numero tappa dopo tappa – provenienti da molti paesi europei, sono partiti da Nizza per dirigersi in Grecia passando per l’Italia, i due paesi colpiti più gravemente dallo tsunami finanziario, che ha costretto alle dimissioni i precedenti governi, poi sostituiti da esecutivi ‘tecnici’. La marcia iniziata a Novembre dovrebbe terminare a maggio ad Atene. Precedentemente, per partecipare all’evento mondiale “Occupy the world” le piazze di molte città italiane e di tutto il mondo,  erano già state occupate dagli indignati locali che protestavano “contro la dittatura finanziaria delle banche e della speculazione globale che usano la crisi per attaccare e smantellare i servizi pubblici, il welfare, la formazione, per cancellare i diritti e appropriarsi dei beni comuni“. Gli indignados italiani si sono anche incontrati sul web con un manifesto che riportava lo slogan “”Non portare bandiere e simboli di partito, movimenti o sindacati, ma solo la bandiera italiana e la costituzione. Non agire in modo violento”.
La settimana scorsa gli indignados in marcia avevano piantato le loro tende a Roma ed ora sono arrivati a Napoli. Come solito, si dedicheranno a spiegare e far condividere, dal maggior numero di persone e giovani che si rendessero disponibili ad aggregarsi, il loro sogno politico, tra sit-in, incontri e conferenze stampa su diverse problematiche. A Napoli si sono accampati in Piazza del Gesù e mi dispiace che durante queste ultime settimane le condizioni atmosferiche in tutta Europa non sono state troppo clementi. Per chi avrà il buon proposito di incontrarli e partecipare, sarebbe gradito un piccolo contributo che può limitarsi anche a bicchieri o piatti di carta. Forza Ragazzi, se avessi 30 anni in meno sarei di sicuro al vostro fianco.

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