SOPA & PIPA

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Chissà se il grande sciopero di Internet contro i due progetti di legge americani (SOPA e PIPA), che minano la libertà di espressione sulla Rete servirà a qualcosa. Sta di fatto che ancora una volta, per colpa delle majors cinematografiche e discografiche, si criminalizza e censura internet per il solo scopo di massimizzare i guadagni… come se fossero pochi! Come sempre, queste potenti e ricche lobby hanno mani dappertutto e la capacità di influire sulle scelte legislative di un paese, come dimostrano i due progetti di legge presentati al parlamento americano da alcuni senatori e denominati SOPA e PIPA.
Il primo, acronimo di Stop Online Piracy Act, è un progetto di legge che punta a introdurre misure inedite e feroci volte ad arginare la diffusione di materiale digitale pirata. Solo che, invece di concentrarsi su chi crea e diffonde contenuti protetti da copyright, il provvedimento va a colpire qualunque sito che consenta la condivisione di uno qualsiasi di questi contenuti. Questo non vale solo per portali interamente dedicati alla condivisione di file come Pirate Bay, ma anche a social network e piattaforme web generaliste come Facebook, YouTube, Google, WordPress, ecc. Una volta che il tribunale ha notificato un’ordinanza contro un sito, il procuratore generale USA può fare terra bruciata attorno a quel sito bloccando la sua indicizzazione, i pagamenti attraverso circuiti che abbiano sede in America (come PayPal) e altri servizi correlati.
Insomma, un provvedimento di portata eccessiva che rischia di soffocare la libertà di espressione.
Noi e il Sopa non potremmo mai coesistere”, scrive Cory Doctorow sul blog Boing Boing, seguitissimo da mediattivisti e difensori della libertà di espressione in Rete: “ Non potremmo pubblicare link ad altri siti a meno che non siamo del tutto sicuri che su quei siti non esistano link che rimandino a qualunque cosa che possa essere considerato una violazione del copyright. Inserire un solo link richiederebbe di controllare milioni (o decine di milioni) di pagine web, solo per essere sicuri di non stare in qualche modo minando la possibilità di cinque studi di Hollywood, quattro etichette discografiche multinazionali e sei editori globali di massimizzare i propri profitti.”
Tale legge non risolverebbe il problema della pirateria, dal momento che i pirati avrebbero comunque a disposizione altre scorciatoie per continuare a infrangere il copyright senza rischiare di finire nella Rete del SOPA.
Come se non bastasse, si aggiunge il  Protect IP Act che entrerebbe in azione là dove si tratta di colpire siti stranieri al di fuori della giurisdizione americana. In origine, il PIPA prevedeva addirittura l’impiego – poi scartato – di tecniche per bloccare il Domain Name System (Dns) delle pagine web straniere colpevoli di diffondere contenuti pirata. In pratica, sarebbe come cancellare un numero di telefono dall’elenco telefonico in modo tale che nessun americano possa più chiamarlo. La stessa identica arma di censura usata dal regime cinese, tanto per intenderci.
Che il diritto d’autore, per come è concepito e protetto oggi, vada ripensato è fuori dubbio ma fenomeni come  copyleft, Creative Commons e i software open source hanno dimostrato che non solo copyright e libera condivisione possono convivere, ma che in alcuni casi i contenuti protetti da diritto d’autore possono beneficiare di una diffusione parallela in Rete senza bisogno di censure e restrizioni.
La cosa che fa più rabbia e che per l’ulteriore arricchimento di pochi si limita la libertà degli altri, mentre legislatori e politici con poche conoscenze d’informatica propongono scellerati progetti di legge che colpiscono nel mucchio senza risolvere il problema. E’ come se per evitare morti da armi da fuoco si vietasse la vendita di proiettili! La rete ed internet sono il più grande e libero progetto di condivisione umana mai esistito e NESSUNO deve metterci le mani per controllarlo o censuralo!

GIU’ LE MANI DA INTERNET!

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