Storie di Natale

IL GIORNO DI NATALE?
Un falso storico!

L’etimologia delle parole Natale, Christmas, Kerstfeest o Weihnachtsfeiertag, rinviano alla ‘nascita’ o alla ‘natività’. Natale deriva dal latino ‘natalis’ col significato di ‘relativo alla nascita’ mentre ‘natalem’ indica la nascita; ‘Christ’s Mass’ deriva dall’inglese arcaico ‘Cristes mæsse’, dove ‘christ’ deriva dal greco christos (Cristo) e ‘mæssee deriva dal latino ‘missa’ ovvero messa.

GesuSecondo i Vangeli, la nascita di Cristo viene fatta risalire al periodo della strage degli innocenti di Erode il Grande, ma secondo gli studiosi tale data non sarebbe attendibile. Erode morì nel 4 a.C., quindi prima della nascita di Cristo, e il suo successore Erode Antipa non fu un re ma solo un tetrarca e nessuna fonte parla di un eccidio ai danni dei nuovi nati in quel periodo.  Per i Vangeli, Gesù nacque durante il censimento chiesto da Cesare Augusto e quando regnava Erode,  periodi alquanto discordanti considerato che come detto, Erode morì nel 4 a.C. mentre il censimento di cui si parla si tenne probabilmente tra l’8 ed il 7 a.C. data in cui, secondo gli astrologi, ci sarebbe stata una congiunzione dei pianeti. Se è impossibile stabilire con esattezza il mese della nascita di Gesù lo è ancora di più stabilirne il giorno. Fatto sta che non doveva essere dicembre se si considera che a Betlemme, in quel mese, le temperature sono molto basse e come il Vecchio Testamento dice, in Palestina l’inverno portava piogge e basse temperature. Condizioni contrastanti con quanto dice Luca in merito alla nascita di Gesù, quando descrive i pastori che vegliavano di notte i loro greggi. Come dice Werner Keller nel suo libro ‘La Bibbia aveva ragione’: “neppure nella Terra Promessa poteva esserci bestiame al pascolo in quel periodo”. In effetti, fino al III secolo, quando a Roma il Natale non si festeggiava ancora, veniva invece festeggiato il 28 marzo in Tunisia e il 20 Maggio in Egitto, date molto più probabili evidentemente. Anche i laici si sono cimentati nel trovare una data e, una trentina d’anni fa, l’astronomo inglese David Hughes lanciò una teoria secondo la quale Gesù sarebbe nato il 15 settembre. Dulcis in fundo, anche il luogo di nascita di Gesù sarebbe falso. Matteo e Luca scrivono che nacque a Betlemme, come noi tutti sappiamo e crediamo, ma non è così. Marco da parte sua afferma, molto più verosimilmente, che Nazareth è la ‘patris’ di Gesù.  Perché questo? Perché secondo la profezia Gesù doveva nascere a Betlemme ed i vangeli sono stati, evidentemente, adattati a tale profezia.
In tempi passati era perfino considerato blasfemo voler conoscere fatti e dettagli terreni della vita di Gesù. Papa Clemente Alessandrino natale_arte_popolare scrisse: “Costoro non si accontentano di sapere in che anno è nato il Signore, ma con troppa curiosità cercano anche il giorno!”, mentre papa Origene teorizzò: “Nelle Sacre Scritture solo i peccatori, non i Santi, celebrano la loro nascita”.  La data del 25 Dicembre mette d’accordo cristiani e protestanti ma non ortodossi, armeni e copti anche se quest’ultimi, stranamente, optano per il 6 e 7 gennaio, comunque date invernali.
Nei tempi antichi per i popoli nordici, la festa di Yule rappresentava l’ultimo giorno invernale e festeggiato perché la Grande Dea Madre dava alla luce il piccolo Dio Sole. Il Natale per loro è poi diventato Jul.  Nell’antica Roma le celebrazioni di Yule furono sostituite con quelle per adorare Saturno ed il dio Mithra durante il periodo tra il diciassettesimo e ventiquattresimo giorno di Dicembre.  Praticamente si festeggiava ancora la fine dell’inverno e la rinascita del Sole e quindi della luce.  D’altronde, in Israele il Natale è detto anche ‘Festa delle Luci’.
Per i cristiani, Cristo è luce e dall’imperatore  Costantino in poi tutte le festività pagane furono trasformate e ricondotte alle ricorrenze della nuova e irrompente religione del Cristianesimo. Dalla conta degli anni che partiva dalla fondazione di Roma, con il monaco Dionigi si passò a contare le annate a partire dall’Annunciazione di Maria, per lui avvenuta il 25 marzo del 753 dalla fondazione di Roma e che divenne l’Anno 1 dell’Era Cristiana. A Roma nel 274, prima della legalizzazione del Cristianesimo, l’imperatore Aureliano, con l’istituzione del culto ‘Sol Invictus’ stabilì di festeggiare il ‘dies natalis’ dopo il solstizio d’inverno, ovvero quando le giornate cominciavano realmente a diventare più lunghe. Intorno al 352, con l’avvento del Cristianesimo, papa Giulio I fece coincidere la festa pagana del solstizio con il giorno del natale del Gesù, quello che noi festeggiamo.

MAGI E STELLA COMETA
MagiDei Re Magi e del loro lungo viaggio se ne trova una piccola menzione solo nel Vangelo di Matteo, mentre nemmeno nel Vangelo apocrifo di Giacomo si parla dei loro nomi o della loro provenienza. Quel poco che conosciamo di loro lo dobbiamo ad alcuni testi apocrifi armeni di epoca medievale. Secondo gli storici la parola antica ‘magi’ deriva da ‘maghi’ e farebbe riferimento ai sacerdoti dei Medi, astrologi e indovini, una popolazione dell’attuale Iran sottomessa dai Persiani.
Tra i quattro evangelisti l’unico che fa un accenno alle stella di Betlemme è Matteo, e nei testi sacri non si trovano altre informazioni in merito. Però, mentre per l’apostolo Matteo si trattava di astro miracoloso e quindi di una manifestazione divina, nel tempo molti studiosi hanno cercato di trovare una spiegazione affidandosi alla scienza. Uno di questi è stato Johannes Kepler che, volendo dare una spiegazione scientifica del fenomeno, calcolò la frequenza delle congiunzioni astrali tra Giove e Saturno (allineamento di questi pianeti che quando in quella posizione appaiono in cielo come un grande astro luminoso), e andando indietro nel tempo, constatò che mantegnaanche nel 7 a.C. vi era stata tale allineamento dei pianeti che aveva portato ad una forte luminescenza visibile ad occhio nudo nel cielo. Anche per l‘astronomo americano Michael R. Molnar il fenomeno sarebbe dovuto al parziale oscuramento di Giove da parte della Luna che si è verificato nel 7 a.C. Alcuni famosi artisti italiani del trecento sostituirono la stella luminosa con una cometa, ed il primo fu Giotto con la sua raffigurazione della Natività nella cappella degli Scrovegni a Padova.

ALBERO DI NATALE
xmas tree

Non vi è popolo al mondo che non abbia associato l’albero all’archetipo della abbondanza e della felicità, dove l’albero addobbato per il solstizio d’inverno, che terminava con la notte più lunga dell’anno, auspicava il ritorno del Sole e della luce.  Tuttavia, non ritroveremo più alberi decorati fino al 1510 quando il monaco tedesco Martin Lutero ne preparò una in casa con un piccolo abete. Abete che, secondo alcune leggende, rappresenta l’albero del Signore.
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PRESEPE
Quando Yeshua Bar Yosefa, ovvero presepio del Cuciniello del 1879,Museo San Martino,NapoliGesù, nacque, il tempo si fermò e, come un presepe vivente, uomini e animali restarono immobili  dando luogo ad una scena che artisti e pittori denominarono “Natività” e di cui il mondo dell’arte ne è ricco di rappresentazioni. Sebbene in Francia vi sono state rappresentazioni presepiali della natività, con la produzione di ‘santons’ (statuine del presepe) in anni precedenti, in Italia il presepio o presepe è una tradizione che si fa risalire a San Francesco d’Assisi, quando nel 1223 rappresentò nella città di Rieti la Natività in una grotta, con Gesù che nasce in una mangiatoia insieme ad un bue e un asinello. L’allegoria era il ritorno alle origini e la rinuncia ai beni materiali, tanto professata dal santo.

Il piu antico presepe, terracotta del 1571, duomo di Modena

La cosa strana, è che nella Natività mancano, comunque, diversi personaggi importanti che facevano parte della famiglia di Gesù, mi riferisco ai suoi quattro fratelli e da almeno due sorelle, mentre in quella grotta di sicuro dovevano essere presenti altri bambini ma, nelle sacre scritture non ne viene fatta menzione.

BABBO NATALE
Una volta Babbo Natale si configurava con Sinter Klaas San Nicola che, secondo fonti storiche, era vescovo della città di Myra in Turchia nonché un uomo vecchio saggio e amante dei bambini, dove nel 350 d.C. si dice avrebbe sconfitto l’eretico Arius. Ad ogni ricorrenza della sua morte, avvenuta il 6 gennaio del 270 d.C., i bambini bravi ricevevano doni e leccornie.  Festività ripresa, poi, dai popoli europei che festeggiano l’epifania. A Myra c’era un fiorente porto e per questo egli divenne il santo patrono dei marinai. Negli anni la sua notorietà fece il giro dell’occidente e nel 1625 gli olandesi diretti nel Nuovo Mondo, posero sulla prua delle loro navi una statuetta di San Nicola o Sinter Klaas come loro loPubblicità CocaCola chiamavano, raffigurato con tanto di pipa, come protettore della ciurma. Il viaggio fu fortunato perché venne poi fondata  New York dove il santo ‘SinterKlaas’ continuò ad essere venerato. Tale venerazione si trasformò quando lo scrittore americano Clement C. Moore, nel 1883, lo raffigurò come un elfo che passando dai caminetti giungeva nelle case trasportato da una slitta volante trainata da renne. Nel 1860 il caricaturista Thomas Nast creò una vignetta di Santa Claus su un quotidiano americano, con faccia da sornione, barba bianca e vestito verde, così come lo conosciamo oggi, anche se si deve ad una successiva campagna pubblicitaria natalizia della Coca-Cola il suo caratteristico vestito rosso.

CURIOSITA’
Il Natale non è sempre stato sinonimo di festa. Durante la guerra civile inglese, dal 1647 al 1657, il governo puritano di Oliver Cromwell proibì la festività declassandola ad un comune giorno lavorativo e di  ‘penitenza’ per evitare bisbocce. Perfino il famoso giornale Times non menzionò il Natale per un lungo periodo, dal 1790 al 1835. Un simile provvedimento fu ripreso e variato anche in America, nel 1659, dalle colonie fondate dai puritani espatriate dall’Inghilterra. Nel Massachusetts la festività del Natale fu bandita almeno fino al 1681. 

Qualunque sia il vero giorno della nascita di Cristo o il luogo, credo che tale importante festività che ci accompagna da secoli, non morirà mai e con questo post volevo solo cogliere l’occasione per fare gli auguri in un modo diverso e spero istruttivo. Pertanto, al di là delle religioni o dei credi, il Natale rimane un momento di aggregazione, di preghiera, di riflessione, di rinascita e svago e l’augurio che mi sento di dare a tutti voi è quello di non stancarsi mai di combattere per avere un mondo migliore, di pretendere pace e uguaglianza perché al primo posto ci siamo noi, c’è l’uomo che è un figlio ed un essere terreno prima di tutto.

BUONE FESTE

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