INQUINAMENTO ACUSTICO

IL SILENZIO

copyright A.Veraldi
Si sa, il silenzio rilassa, aiuta a scoprire “l’io interiore” e favorisce la meditazione; in parole povere fa bene ed è necessario.
Ma, a meno che non si vive in montagna o in piccolo borgo rurale, a tutti noi che viviamo in popolate città, specialmente al sud, ci è sconosciuto il silenzio.
Questa disabitudine ci porta perfino a sentire disagio nel momento in cui ci ritroviamo in un ambiente dove, al contrario, l’inquinamento acustico è quasi assente.
Quello che dico può sembrare strano o inverosimile a coloro che non si trovano, come me, nelle condizioni di non poter godere, anche se solo per parte del giorno, del silenzio o della pace dell’udito come mi piace definirla.
Per uno come me che è nato, cresciuto e vive tuttora a Napoli, è difficile che assapori momenti di silenzio che durino più di qualche minuto.

Di notte, dirà qualcuno…. di sicuro di notte l’inquinamento acustico scende al minimo ma, considerato che si presenta prevalentemente a notte fonda, ore in cui normalmente si dorme, il silenzio non viene avvertito e quindi vissuto e apprezzato.
Di giorno, inutile parlarne, rumori di tutti i tipi e anche di notte non sono inconsueti suoni e voci provenienti dagli appartamenti vicini, così come il rombo dei motori dei veicoli che ancora circolano per la strada o le sirene delle autoambulanze e della polizia. Con l’urbanizzazione delle zone periferiche e l’industrializzazione dei centri urbani, in città vi sono molte attività che si svolgono anche quando la città dorme: forni, panetterie, servizi di vigilanza e socio-sanitari, trasporti, ospedali, pub, discoteche, feste, ecc. Gli animali, poi, li si sente di più di notte, specialmente i cani – basta che uno abbaia che tutti i cani del vicinato rispondono a tono – come a rivendicare una presenza sonora e di comunicazione che gli è negata di giorno, quando i rumori circostanti hanno la meglio sui loro latrati. Da tempo, nella mia zona, poi, i fuochi d’artificio non si sparano solo a Capodanno ma per qualsiasi altra occasione, dal compleanno al gol di Cavani, e c’è qualcuno che afferma sia anche un mezzo di comunicazione utilizzato dalla malavita. Quindi non meravigliatevi se all’una di notte  sentite i botti di una batteria di fuochi che vi fanno svegliare dal sonno.
E’ per questo che quando mi capita soggiornare in montagna o in un piccolo paese di campagna – raramente, in verità –  la prima cosa che la mia mente avverte è il silenzio. Il buio della notte, specie quando si è a letto, amplifica questa sensazione e l’imprevista “diversità”, come lo è il buio per la vista, porta la  mente a sentirsi a disagio, a sentire un vuoto e portare capogiri. Come a voler compensare questa “mancanza” le orecchie cominciano a fischiare e si cerca di “ascoltare” il silenzio che pesante ci circonda.  Occorre tempo prima di poter convivere con una “realtà acustica” così diversa da quella in cui si proviene e per goderne dei suoi benefici.

Bisogna concentrare l’attenzione dello spirito, non lasciarsi assorbire dalla vita di superficie, stabilire in ogni giornata una zona di silenzio, affinare la sensibilità dell’anima.
(Carlo Gnocchi)
Forse solo il silenzio esiste davvero.
(José Saramago)
Il silenzio è il maestro dei maestri perché ci insegna senza parlare.
(Maurice Zundel)
Il rumore non può imporsi sul rumore. Il silenzio sì.
(M. Gandhi)

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