TEMPO DI CRISI

SPERPERO.
.condizionatori

.

Il ministro Brunetta avrebbe fatto meglio a rivolgere le sue attenzioni ad altre problematiche che riguardano i ministeri e le amministrazioni pubbliche perché in tempo di crisi, come quella che da tempo ci attanaglia, con la frenetica ricerca di soldi, di tagli e di risparmi, l’accanimento contro i fannulloni o le assenze per malattia, anche se ha portato qualcuno a lavorare di più e qualcun altro ad assentarsi di meno, non ha “fruttato” così tanto alle casse dello Stato in termini economici. Come addetto ai lavori posso, con cognizione di causa, affermare che ci sarebbe il modo per avere dei concreti guadagni e un minore spreco di risorse se si ponesse l’attenzione sull’energia elettrica e sulla gestione e manutenzione delle apparecchiature in dotazione ai ministeri e alle pubbliche amministrazioni.

Specialmente in questo periodo, con temperature così elevate, ditemi quale ufficio, ente o amministrazione non è provvista di impianti di condizionamento. A parte quelli centralizzati su cui il dipendente non ha molte possibilità di intervento, noto che in giro v’è una disinformazione e una negligenza da brivido.

E, credetemi, ne ho davvero visto di tutti i colori!

Impiegati che hanno il condizionatore acceso mantenendo porte e finestre aperte perché l’aria “viziata” deve essere cambiata o, semmai, perché convinti che l’aria condizionata faccia male, ma non vi rinunciano. Chi, invece, mentre nella propria abitazione lo regola a 27 gradi, consapevole che è la temperatura più adatta, non esita a regolarlo su 23°C  nel proprio ufficio. Ma il peggio è che spesso gli apparecchi non vengono spenti a fine lavoro e, se non  c’è qualcuno che di routine ha questo compito, che si tratti di un unita interna, esterna o di un semplice ventilatore, rimarrà acceso per tutta la giornata e per l’intera nottata. E se capita di venerdì, gli apparecchi rimarranno inutilmente accesi per tutto il weekend perfino!

Moltiplicate i kilowatt consumati per le ore di funzionamento e per i numerosi climatizzatori presenti sul territorio nazionale e calcolerete sommariamente il consumo e lo spreco.

Lo stesso discorso può essere fatto di inverno per il riscaldamento, le cose non cambiano.

Meno grave in termini energetici e di inquinamento, ma non per questo plausibile, è poi lo spreco dell’illuminazione elettrica. Le luci non vengono spente quando si lascia l’ufficio o quando si lascia una stanza od archivio dove di solito si va solo per un breve periodo di tempo.

Ho sentito dipendenti rispondermi: “Che m’importa, mica pago io!”

E anche in questo caso, se non c’è un addetto che le spegne a fine giornata, le luci rimangono accese giorno e notte.

Purtroppo è principalmente una mancanza di cultura ma anche una questione di umiltà e di sensibilità. Il medico, l’avvocato, il funzionario o il dirigente non si  “abbassa” a spegnere gli interruttori quando va via, non sia mai!

ILLUMINAZIONE

Altro discorso interessante potrebbe essere quello che riguarda il telefono, non tanto oggi che le telefonate costano poco, ma se si guardano i costi esorbitanti delle bollette SIP  pagate dagli enti negli anni passati, qualcosa non torna.

L’ignoranza e la trasandatezza raggiunge l’inverosimile, poi, con i macchinari con cui si lavora e mi riferisco a computer, stampanti, fax, fotocopiatrice, ecc..

Casomai, le stesse persone che trattano con riguardo e scrupolosità il proprio computer che hanno a casa, non ci pensano due  volte a prendere a calci quello con cui lavorano nell’ufficio.

Fax e fotocopiatrici sono le apparecchiature più tartassate dall’ignoranti e da chi, in genere, non ha molta dimestichezza con tali “complicate” periferiche. Ricordo di un ispettore che per anni ha chiesto al primo che incontrava in ufficio, il piacere di aiutarlo nel fare delle copie fronte retro con la fotocopiatrice perché non era in grado usarla.

Ma di esempi se ne potrebbero fare molti altri.

Uffici, enti, amministrazioni e ministeri sono presenti su tutto il territorio nazionale con a volte interi palazzi dedicati e con un numero astronomico di stanze e di apparecchiature elettriche ed elettroniche impegnate ogni giorno.

Che sia menefreghismo, negligenza, incompetenza, arroganza o puro vandalismo, suppongo che un intervento mirato su questo tema porterebbe ad un sostanzioso recupero in termini economici e di risorse per il nostro paese. E chissà se non è anche il ministro Brunetta uno di quelli che non si attenta a spegnere gli apparecchi nella sua bella stanza al ministero quando va via!

 

 

 

 

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