MANOVRA BIS 2011

 

LOBBY E POLITICI

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Altro che spiaggia e canzoni, la manovra bis Berlusconi-Tremonti di agosto è’ diventata il tormentone di questa afosa estate. E, come sempre, partiti, sindacati e giornali sono venuti all’attacco ed hanno avuto il loro da ben fare proprio durante il periodo feriale. Pur non volendo entrare nel merito della questione politica e delle diverse alternative che di sicuro c’erano (!) senza mettere di nuovo mano nella tasca degli italiani, voglio solo esprimere il mio pensiero che, suppongo, corrisponde a quello di tanti altri che come me non hanno voce in capitolo. La prima considerazione da fare, che a quanto vedo pochi hanno il coraggio di esternare, riguarda la maggior parte del popolo italiano e mi riferisco al ceto medio-basso, agli operai, ai lavoratori dipendenti, ai pensionati e pensionandi, che poveretti, non essendo ricchi e non appartenendo a lobby non hanno voce, non hanno forza, non hanno… niente! Quando si mette mano nelle tasche di alcune categorie privilegiate come possono essere quello del ceto medio-alto, degli industriali e dei professionisti allora la musica cambia. Le lobby, le associazioni di categoria, la confindustria e la maggior parte dei politici, scendono in campo e fanno sentire la loro voce, la loro indignazione e le loro proposte alternative. Guai a toccare i ricchi e coloro che in pratica contano più dei politici o del presidente della repubblica. Anche in passato, quando si è cercato di far fronte a qualche necessità economica (vedi terremoto dell’Aquila) chiedendo aiuto ai ricchi, si è gridato allo scandalo e timoroso il governo ha fatto marcia indietro. Quando invece si mette mano nelle tasche del ceto medio-basso, a parte le proteste di qualche partito e di una parte del sindacato, difficilmente si torna indietro…. qui si va sul sicuro perché a parte qualche manifestazione di piazza o qualche sciopero, nulla questi “poveretti” possono fare. La loro è una “lobby” virtuale che non conta, non c’è timore. C’è chi ha proposto di tassare le terze case o le imbarcazioni oltre i 4 metri, ma perché non farlo anche oltre i tre metri, o per tutte quelle imbarcazioni che sono di uso non lavorativo? Perché non tassare chi ha appartamenti di lusso, ville, palazzi, grossi capitali? Perché non tartassare chi dichiara un reddito annuo pari a quello di un semplice lavoratore quando si sa che invece è un imprenditore o un industriale o conduce una vita non di certo paragonabile a quello di operaio? E di queste persone in Italia ce ne sono tantissime (al nord principalmente)! Non lo si fa perché i politici ed il governo hanno paura o sono compromessi. Sono loro i potenti, chi ha il coltello dalla parte del manico, appartenenti a lobby che coi soldi comprano tutto, anche il silenzio e gli imbrogli. Alla fine, inutile dirlo, a pagare la crisi saranno come sempre i soliti ignoti, la maggioranza che non ha voce che non ha mezzi, potere e tempo per opporsi.

Permettetemi, infine, due ultime considerazioni. Se una persona che ha un patrimonio e all’improvviso, pur non avendoli, si trova nell’urgenza di avere dei soldi per pagare dei grossi debiti, cosa fa?

Logico, semplice, matematico! Vende qualche bene per realizzare. Il nostro governo, invece, che di beni ne ha per miliardi e miliardi di euro cosa fa, o cosa ha sempre fatto? Semplice! Politici, imprenditori e dirigenti pensano subito in quali “facili” tasche mettere le mani senza intaccare le loro, ovviamente!

A questo punto di proposta io ne farei un’altra, perché tutti i senatori e i deputati (i nostri governanti, praticamente) non si autotassano “regalando” una piccola percentuale dei loro lauti introiti e facilities, almeno in questo caso in cui il paese ne ha bisogno?!

Si parla di pensioni ed età pensionabile…. hmmm….sapete che ai parlamentari bastano solo un paio di anni di “servizio” per maturare la pensione (e che pensione!), altro che 35 o 40 anni!

Siate seri ed onesti, vi prego!

Parafrasande la frase “purtroppo s’è fatta l’Italia, ma non si fanno gli italiani”, oggi si può dire:  “NON SI FA L’ITALIA SE NON SI FANNO PRIMA I POLITICI”.

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