ESSERI EXTRATERRESTRI

L’ALIENO DI PRETARE D’ARQUATA

Particolare01

Il caso Caponi è stato uno dei più famosi e discussi casi di avvistamento di esseri alieni in Italia. Filiberto Caponi, un artista di Pretare d’Arquata, un paesino in provincia di Ascoli Piceno, divenne famoso nel 1993 per aver fotografato uno strano essere definito come un umanoide extraterrestre.

Era il 9 maggio quando di sera, ritornando a casa, egli sentì un lamento proveniente dalla strada sotto un muretto e avvicinatosi vide una specie di ‘palla bianca’. Credendo si trattasse di un gatto avvolto in un involucro di plastica, lo urtò col piede per farlo uscire ma, con suo stupore, la ‘palla’ si alzò in piedi saltando e scavalcando il muretto velocemente. Ritornato a casa, Filiberto, allo ventitreenne, ne parlò col padre ed insieme ritornarono sul posto per trovare qualche traccia di quello strano essere appena intravisto. A terra il padre trovò una specie di garza insanguinata che decisero di rimare giù, sopra una vecchia lavatrice, con l’intenzione di farla analizzare il giorno dopo. Stranamente la mattina dopo la garza era sparita e Caponi decise di farsi prestare una Polaroid dal cognato nel caso avesse avuto modo di rincontrare quella creatura.

Quindici giorni dopo, di mattina, Filiberto sentì di nuovo quei lamenti e questa vota armato di Polaroid uscì di casa con l’intento di fotografare ciò che vedeva e, difatti, quell’essere era ancora lì e lui ebbe modo di scattare un paio di foto.

Ritornato a casa, suo malgrado, si rese conto che le foto non erano venute bene.

Era l’alba dell’11 agosto quando appena sveglio e affacciatosi alla finestra, rivide quella creatura seduta davanti alla porta del suo laboratorio. Prese la macchina fotografica andò in strada e cominciò a scattare. Alla luce del flash la strana creatura girò la testa si incurvò e poi girandosi fece un balzo e scappò via. Sebbene questa volta le foto erano chiare, vi furono altre due occasioni per fotografarlo che gli permisero di riprendere il corpo senza quella copertura bianca che di solito aveva addosso.

La creatura fotografata da Caponi era alta circa 70 centimetri, aveva una testa sferica e la bocca con un’intensa salivazione, non aveva orecchie mentre gli occhi, a differenza di quello che normalmente altri avvistamenti fanno supporre, erano piccoli ed obliqui, la pelle scura e ruvida. Le braccia piccole rispetto alle gambe, che invece erano lunghe e muscolose con tre dita, sembravano atrofizzate ma anch’esse con tre dita. In alcune foto l’umanoide compare con cicatrici e due tubi che fuoriuscivano dal torace, inoltre, presentava due rigonfiamenti, uno sul collo e l’altro sul dorso.

 

Polaroid0

 

Le foto di Caponi furono pubblicate da giornali e riviste oltre che fare il giro del web.

Del caso se ne occupò il CUN e il CETI e tempo dopo, come lo stesso Caponi dichiara, fu contattato da alcune persone sconosciute, probabilmente agenti governativi, che gli intimarono di dichiarare che quanto visto si trattasse solo di un falso. Egli fu anche vittima di un processo penale per “diffusione di notizie false o esagerate tendenti a turbare l’ordine pubblico” e nel maggio 1994 fu scagionato.
In effetti il Caponi davvero costruì nel proprio laboratorio un modello di argilla a grandezza naturale simile al presunto EBE (Extraterrestrial Biological Entity) che aveva fotografato, ma affermò che lo aveva fatto solo successivamente e per mantenere vivo il ricordo di quello che aveva visto.

Sempre nel 1993 un’altra notizie, non confermata, fu divulgata in internet e secondo la quale i radar dell’aeroporto di Roma avevano avvistato un UFO e furono mandati due caccia dell’aeronautica militare italiana per abbatterlo. L’oggetto non identificato precipitò nei pressi del Monte Vettore, vicino Pretare d’Arquata.

Per molti il caso è stato archiviato e considerato non credibile, giusto un altro falso creato ad hoc come tanti altri. Chissà, ma se risulterà vero che anche un’altra persona, per ora anonima, ha visto quell’extraterrestre nei boschi circostanti, allora la vicenda dovrebbe essere riesaminata e tenuta nella giusta considerazione. Come sempre, in queste circostanze non si sa mai se dare credito allo scopritore o ai militari perché entrambi hanno valide ragioni per mentire.

med_gallery_2_33_530653

Questa voce è stata pubblicata in Scienza, Fantascienza & Mistero e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...