La Château italiana

 
I MISTERI DI ALTARE
 
 
 
Altare è un paese di circa 2500 abitanti in provincia di Savona, in Liguria e, sebbene noto per le sue vetrerie, per alcune strane analogie può essere considerato la Rennes italiana. Perché?
Qui nei primi del ‘900 l’allora parroco monsignor Giuseppe Bertolotti senza badare a spese realizzò per la propria parrocchia migliorie degne di una cattedrale, pur rimanendo lui e il paese, del tutto anonimi e sconosciuti al grande pubblico, analogamente a quanto successo a Rennes-le-Château in Francia ad opera del curato Bérenger Saunière (1852-1917).  
Ma le analogie non finiscono qui.
Giuseppe Giovanni Bertolotti nacque a Cairo Montenotte (Savona) il 4 febbraio 1842. La sua era una famiglia modesta, il padre Luigi è indicato sugli atti come maniscalco e la madre, Rosa Giordano, una semplice sarta. Dopo Giuseppe arrivano altri sette figli: Enrichetta, Rosalia, Cesarina, Giovanni Battista, Antonia, Alberto, Giuseppa, anche se questi ultimi tre moriranno in tenera età.
Il 3 ottobre 1869 Giuseppe assunse l’incarico di parroco ad Altare, luogo a cui legherà la sua vita e la sua leggenda, rimanendoci fino alla morte, presso la chiesa parrocchiale di Sant’Eugenio. Ma qui la gente si sentiva molto più vicino un altro santo, San Rocco, il patrono dei vetrai, che, altra coincidenza, è venerato anche a Rennes-le-Château. A San Rocco è dedicata un’antica piccola chiesa posta all’inizio del paese che era particolarmente cara al sacerdote e che stranamente (altra coincidenza) come a Rennes è raffigurato con la ferita riportata sulla gamba destra mentre secondo al tradizione la ferita dovrebbe trovarsi sulla gamba sinistra.
Inspiegabilmente, nel 1875 Bertolotti iniziò a spendere in modo anomalo per un modesto sacerdote e i primi interventi riguardarono proprio la chiesa di Sant’Eugenio con una serie di lavori di restauro e abbellimento che, a fasi alterne, dureranno fino al 1927. Come Saunière anch’egli venne misteriosamente in possesso di una cospicua somma di denaro, utilizzate per la chiesa e per i parrocchiani. La chiesa ha qualcosa che ci ricorda quella di Rennes-le-Château anche se le dimensioni sono notevolmente maggiori, però alcuni dettagli creano una sorta di legame.
Bertolotti era molto legato alle sue tre sorelle a cui, a partire dal 1901 regalò dei palazzi sontuosi. Villa Agar, destinata a Enrichetta che, nel 1951 divenne un ospedale mentre attualmente è una casa di riposo. Tra il 1905 e il 1906 alla sorella Rosalia fece costruire, dallo stesso architetto, uno splendido edificio in stile Liberty, Villa Rosa, che nel 1992 divenne Museo dell’arte vetraria di Altare. Infine, per Cesarina fece restaurare un intero palazzo. di fronte alla chiesa (oggi è piazza Bertolotti) in modo veramente originale e artistico con un grande bassorilievo sulla facciata che dà alla struttura un aspetto maestoso. Non dimenticò di certo i fratelli e per loro fa costruire un osservatorio meteorologico e sismico che avrà poi sede in uno dei due palazzi che lui stesso possiede in paese. Si aggiunga a questo tutta una serie di elargizioni milionarie a enti civili e strutture religiose come agli asili nido del luogo a cui donò un intero palazzo nel cuore di Savona. Lui stesso aveva un tenore di vita molto alto con una specie di fattoria con ettari e ettari di terreno e pascoli per cavalli. Lo stesso Bérenger Saunière non avava avuto yna esistenza così lussuosa. Non da ultimo, Bertolotti scelse come stemma personale un drago, prerogativa dei vescovi e non certo di un prete di campagna.
 
Nel 1886 il re Umberto I conferì a Bertolotti la croce di Commendatore dell’Ordine dei santi Maurizio e Lazzaro, un ambito titolo concesso a pochi. Ma, ancora più raro sarà l’attestato che riceverà nel 1895, sempre da parte del re, quale Grand’Ufficiale del medesimo ordine e Bertolotti avrà il privilegio di essere l’unico sacerdote al mondo a poter vantare tale attributo. Inoltre, Papa Leone XIII lo nominò Cappellano d’onore e, in seguito, Protonotario Apostolico, mentre Pio X gli concesse il titolo di Abate Mitrato e poi, nel 1907, quello di Vescovo Vicario della basilica di San Giovanni in Laterano a Roma, carica paragonabile a quella di “Vice Papa”! Ma Bertolotti rifiuta tale carica con la motivazione di non poter lasciare la propria comunità. Anche se per motivi opposti, lo stesso era accaduto a Bérenger Saunière che si rifiuta di lasciare Rennes- le-Château quando il proprio vescovo lo destina ad altra sede per punizione. In entrambe i casi, questo insolito attaccamento alla propria parrocchia o al villaggio lascia supporre la presenza di qualcosa di molto importante da non poter lasciare incustodito. Segreto questo, che entrambi questi personaggi hanno portato con loro nella tomba anche in considerazione del fatto che sia i predecessori che i loro successori, alla guida delle stesse parrocchie, non abbiano lasciato poi il benché minimo segno del loro passaggio.
Altri misteri legano questi due strani personaggi della chiesa e queste località come la venerazione per Maria Maddalena. 10nxp39
 
In Francia esiste un altro piccolo villaggio che ha analogie con Rennes e si tratta del comune di BRENAC, nella regione LANGUEDOC ROUSSILLON. Qui si trova la chiesa dedicata ai martiri St Julien e Basilisse che stranamente come a Rennes e ad Altare è riccamente decorata e un prete ha lasciato un segno evidente del suo passaggio. La stessa raffigurazione di San Rocco e, anche qui, misteriosamente, le 14 stazioni della via crucis sono sistemate in senso antiorario mentre dovrebbero essere percorse in senso orario. Inoltre, anche qui, mentre le raffigurazioni degli apostoli è quella tipica dell’iconografia cristiana, quella di Giovanni è diversa, con faccia e vesti che ricordano le sembianza di una fanciulla. Ma Giovanni l’Evangelista è stato spesso raffigurato dall’aspetto efebico e differente da quello barbuto degli altri apostoli. In questa chiesa, in alto, ai lati del coro, spiccano le Tavole della Legge di Mosè ma, mentre le prime 7 numerazioni dei comandamenti, sono esatte, inspiegabilmente, l’ottava è indicata col numero 4, la nona col numero 16 e la decima dal numero romano VV, ovvero 5,5.
Forse anche Brenac fu oggetto delle attenzioni di vescovi e papi?
In questi posti la spiritualità si è sviluppata in modo particolare a volte in forte contrasto con la chiesa di Roma tanto da rasentare l’eresia. Come il caso di Maria Maddalena venerata come una dea. In tutte le chiese della regione la sua statua è sempre collocata in posti di primo piano e spesso la letta “M” che compare ovunque può essere riferita alla madre di Gesù o a Maddalena.
Che dire della grande statua della Vergine con bambino proveniente da Savona che orna la chiesa di Notre Dame du Cros a Caunes Minervois a 20 chilometri da Carcassonne
Anche se si  tratta di una semplice statua rovinata dal tempo, essa acquista un valore particolare perché proveniente da Savona. Tale statua viene menzionata nell’enigmatico libro “Il Serpente Rosso” (Le Serpentes Rouge) i cui tre autori si suicidarono nel giorno della pubblicaione avvenuta il 17 gennaio del 1967.
"Il Serpente Rosso" è un libriccino criptico di solo 13 pagine. Nella sua versione originale nelle prime 5 pagine si trova il testo conosciuto come Avant-Propos, nelle altre vi sono le immagini della Chiesa di Saint-Germain de Prés, delle tombe di re merovingi, della copertina di un opuscolo pubblicato nel 1861 "Gnomon Astronomique", la genealogia merovingia, la Gallia del 511, la Gallia del 632 circa, della Chiesa di Saint Sulpice, la pianta della stessa Chiesa (dove troviamo indicato il P-S , il Preacum ed il meridiano di Parigi) ed il quartiere Saint-Germain del 1615 (anche qui vi è indicato il meridiano). Fu scritto nel 1966 da tre uomini, più probabilmente tre iniziati, tali Pierre Feugere, Louis Saint-Maxent e Gaston De Koker. Si ritiene che appartenessero al cosiddetto "Priorato di Sion", che ancora oggi esiste, e ha la sua centrale nella chiesa di Saint Sulpice a Parigi. Il libro consta di versetti criptici, e ogni capoverso è dedicato ad un segno zodiacale. Quindi sono dodici capitoli più uno, in tutto tredici, in quanto è stato aggiunto il segno zodiacale del Serpentario, più noto forse come Ofiuco. Ad una prima lettura lo scritto sembra privo di significato ma se lo si mette in relazione con il Segreto di Rennes-Le-Chateau, allora il suo linguaggio oscuro simbolico ed ermetico acquista un valore.
Sarà vero che Saunière nascose i resti della Maddalena, dopo averli prelevati dalla falsa tomba della marchesa, celando un segreto che se rivelato avrebbe fatto tremare le fondamenta della Chiesa di Roma?
untitledGiuseppe Bertolotti morì la mattina di lunedì 2 marzo 1931 all’età di 89 anni. Le sue esequie, ovviamente, furono grandiose con tanto di carro funebre trainato da quattro cavalli bianchi. La folla che seguì il feretro fu immensa e tra i tanti amici e conoscenti del parroco c’era un altro parroco, Luigi Orione, il futuro santo e fondatore dell’ordine degli Orionini. Anche a lui, Giuseppe Bertolotti, aveva fatto del bene e donato somme cospicue di denaro.
Ma alla fine, la domanda è una e le risposte sono molte e tra queste ce n’è una che ci riporta con la mente e col corpo in Francia, perché è proprio da lì che, ogni mese, giungeva ad Altare un assegno con molti zero. Chi lo mandava e il perché sono motivo di ulteriori congetture e future ricerche; quello che ci interessa è lo strano collegamento che, ancora una volta, lega strettamente due misteri e due uomini di chiesa, lontanissimi eppure contigui e intersecanti.
Le uniche notizie più certe riguardano lo strano collegamento tra la famiglia Bertolotti e la duchessa di Galliera Maria Brignole Sale (1811 – 1888), fondatrice dell’asilo infantile di Altare e finanziatrice dell’ospedale di Genova, che prenderà il suo nome. La nobildonna apparteneva a una delle famiglie più importanti del capoluogo ligure e aveva sposato il marchese Raffaele De Ferrari uno tra i maggiori azionisti della compagnia che aveva realizzato il Canale di Suez e la ferrovia Parigi-Lione. L’amministratore dei beni della duchessa aveva sottratto beni per la cifra colossale di tredici milioni dell’epoca e prima di scappare all’estero lascia parte del bottino a Giovanni fratello di Bertolotti. Non se ne conosce il motivo, ma i soldi finiscono nelle mani del parroco che le restituisce alla duchessa. Da qui la forte amicizia che legherà i due e probabilmente il motivo per cui la duchessa fa delle donazioni al parroco e lo aiuterà nel ricevere tutte le attestazioni e i titoli che in seguito gli saranno conferiti. Inoltre, la nobildonna trascorreva buona parte dell’anno in Francia, dove morì nel 1888 ed è proprio da qui che, stranamente, a partire dal 1898 cominciano ad arrivare gli assegni ad Altare che, alla morte di Bertolotti, cesseranno di colpo.

 

 
Riferimenti: trasmissione “Voyager”, rivista “I Misteri di Hera; http://cosco-giuseppe.tripod.com/misteri.
 
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