LA DATA DI NASCITA DI CRISTO

 
Magi, Stella e nascita di Gesù
 
 
Nel precedente post intitolato  “I RE MAGI”  di circa un anno fa, scrivevo dei re Magi con qualche accenno alla cometa e alla data di nascita di Gesù. A poche settimane dal Natale, vorrei riprendere il discorso per approfondire l’errore di calcolo che Dionigi il Piccolo commise quando introdusse la nuova datazione dell’era cristiana o volgare, che non è stato più possibile rettificare e di cui ne subiamo le conseguenze.
 
L’Esiguo, come era soprannominato il dotto monaco Dionigi, nacque in Scizia (l’attale Russia) nel 450 e morì a Roma nel 526 ed è famoso per avere calcolato la data di nascita di Gesù, collocandola nell’anno 753 dalla fondazione di Roma e per avere introdotto l’usanza di contare gli anni a partire da tale data (anno Domini).
Intorno al 525, Dionigi ricevette dal cancelliere papale l’incarico di elaborare un metodo matematico per prevedere la data della Pasqua in base alla regola adottata dal Concilio di Nicea (chiamata anche regola alessandrina). All’epoca, si usava contare gli anni a partire dalla fondazione di Roma oppure dall’inizio del regno di Diocleziano (il 284) o, ancora, dal principio dei tempi, calcolato secondo le età convenzionali dei patriarchi biblici. Nel compilare la sua tabella delle date di Pasqua, Dionigi scelse, invece, di numerare gli anni secondo un criterio del tutto nuovo, partendo dall’Incarnazione di Gesù Cristo.
La data di nascita di Gesù era stata da lui stesso determinata con un calcolo basato sui Vangeli e sui documenti storici che aveva a disposizione. Egli prese a riferimento la morte di Gesù avvenuta nell’anno 782 di Roma (il quindicesimo del regno di Tiberio) data in cui Luca nel Vangelo, dice che Gesù aveva trenta anni e così arrivò all’anno 753 (782-29) dalla fondazione di Roma, che per il monaco diventava l’anno 1 a.C. del suo nuovo calendario.
La scelta del 25 Dicembre come mesed i nascita, sembrerebbe dovuta esclusivamente al solo tentativo di far coincidere le date di nascita e di morte che, insieme all’’istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, è tardiva, risalendo al IV secolo.
Nella tradizione liturgica antica il Natale e l’Epifania erano difatti,  festeggiati simultaneamente.
Il calcolo di Dionigi fu approvato da papa Giovanni II e, a partire dall’VIII secolo, adottato in tutto  il mondo cristiano su impulso di studiosi come Beda il Venerabile (monaco e storico inglese vissuto nel monastero benedettino di San Pietro e Paolo a Wearmouth).
 
Ma perché secondo molti studiosi la datazione di Dionigi è errata?
 
Purtroppo, la data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportata né dai Vangeli, le principali fonti storiche su Gesù, né dalle altre fonti extra-cristiane.
Però, il Nuovo Testamento offre alcuni utili indizi che andiamo ad analizzare.
 
1) Nel vangelo di Matteo viene menzionata la strage degli innocenti ordinata da Erode il Grande dopo la nascita di Gesù. Erode morì verso al fine del 4 sec. a.C. e si può ragionevolmente pensare che ordinò l’uccisione dei bambini molto prima della sua dipartita, perché se così non fosse, la sopraggiunta morte sarebbe stata di certo vista come una punizione divina e se ne sarebbe fatta menzione. E’ più presumibile, quindi, che la strage degli innocenti sia avvenuta uno o due anni prima della sua morte, ovvero tra il 6 e il 7 a.C.  D’altronde, Matteo ci dice che Giuseppe e Maria, dopo la nascita di Gesù, andarono in Egitto dove rimasero un po’ di tempo, almeno fino alla morte di Erode, prima di ritornare in Giudea. Egli dice, inoltre, nell’episodio della fuga in Egitto, che i Magi provenienti dall’oriente furono chiamati da Erode il quale, per stabilire la data di nascita del Messia, voleva conoscere quanto tempo prima era loro apparsa la stella che li aveva guidati fin là. Il fatto che egli diede l’ordine di uccidere solo i bambini dai due anni in giù, lascia supporre che la stella era apparsa due anni prima. Sicuramente i Magi giunsero a Betlemme quando Gesù aveva due anni, perché tanto fu il tempo che impiegarono per completare tutto il tragitto attraverso regioni impervie e desertiche.
Inoltre, Matteo si riferisce a Gesù sempre col diminutivo paidìon, che significa bambino piccolo.
 
2) Luca afferma che Publio Sulpicio Quirinio, mentre era in Palestina a combattere contro gli Omonadensi (tra l’8 ed il 6 d.C.), fu incaricato dall’imperatore Cesare Augusto di effettuare un censimento.  Invece, lo scrittore Flavio Giuseppe colloca con più precisione quel primo censimento, al 6 d.C. data in cui Quirinio divenne effettivamente governatore della Siria.
 
3) Luca riferisce che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione "nel quindicesimo anno di Tiberio". Ufficialmente, Tiberio successe ad Augusto il 19 agosto del 14, così l’anno decimo-quinto del suo impero va dal 19 agosto del 28 al 19 agosto del 29. 
Giovanni il Battista era nato 6 mesi prima di Gesù e quindi era suo coetaneo, iniziando a predicare proprio nell’anno decimoquinto di Tiberio, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, secondo quanto riporta Luca.
 
4) Luca riferisce che all’inizio del suo ministero, di poco successivo a quello del Battista, Gesù aveva "circa trent’anni" dato che portò all’errore di Dionigi. Si può invece dedurre, che sia Giovanni che Gesù dovevano, invece, avere circa 36 anni in quel periodo. Pertanto, sulla base di tali dati, la data della nascita di Gesù è ipotizzabile attorno al periodo 7-6 a.C.
 
Nonostante il sostanziale accordo di alcune fonti, che propongono in generale gli anni 3-2 a.C. come anno di nascita di Gesù, il valore storico di queste date è solitamente rigettato da biblisti e storici moderni. Si suppone, infatti, che esse non corrispondano ad approfondite indagini ma rispecchino semplicemente l’indicazione di Luca, secondo cui Gesù aveva circa trenta anni nel quindicesimo anno di Tiberio, mentre altri posticipano la morte di Erode, suggerendo che da data del 4 a.C. sia solo stata associata a quella del successivo regno dei suoi figli.
 
Per quanto riguarda il giorno di nascita di Gesù, invece, l’unica indicazione è data da Luca in merito alla visione dell’angelo Gabriele a Zaccaria  mentre serviva nel Tempio di Gerusalemme durante il turno della classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva.
Conoscendo il calendario dei turni di servizio delle classi sacerdotali si può ricavare, con una certa precisione, in che periodo dell’anno Gesù nacque.  Alcuni studiosi, basandosi anche sui rotoli di Qumran, ritengono probabile per motivi diversi che il turno di Zaccaria si sia svolto tra la metà e la fine di settembre. Caso vuole che gli ortodossi festeggino ancora oggi l’annuncio dell’arcangelo Gabriele a Zaccaria il  23 settembre. Molte discussioni fra gli studiosi sono nate anche per il fatto che la notte in cui nacque Gesù, vi erano dei pastori che custodivano il loro gregge all’aperto (Luca 2,18). Secondo alcuni è improbabile che ciò avvenisse durante l’inverno, quando le temperature a Betlemme sono piuttosto basse e in base a questo ragionamento, Gesù sarebbe probabilmente nato in un periodo più caldo dell’anno. La presenza dei pastori, però, può essere letta diversamente perché nel periodo autunnale ed invernale alla periferia delle città si trovavano i recinti di pecore dato che con l’inizio dell’autunno finivano i pascoli estivi, lontani dai centri urbani.
 
 I Vangeli, quindi non ci aiutano molto.
Sta di fatto che Matteo non fornisce alcun dato storico mentre Luca, al contrario, cerca in qualche modo di fornire una cornice storica alla nascita ed alla vita di Cristo, commettendo, forse, qualche errore.  Come lo potrebbe essere perfino l’indicazione di Betlemme quale luogo di nascita che per molti biblisti è invece Nazareth.  
 
In merito alla “stella cometa” che secondo il racconto del Vangelo di Matteo guidò i re magi, la sua esistenza è messa in discussione e sono stati fatti diversi tentativi per identificare tale stella.
Nel capitolo II egli narra che i Magi, giunti a Gerusalemme, s’informano in giro per sapere dove era nato il re dei Giudei, dato che avevano visto sorgere la sua stella. Re Erode si preoccupò moltissimo e consultò sommi sacerdoti e scribi, poi chiamando segretamente i Magi a Betlemme.
Qui essi scorsero di nuovo la stella, la stessa che dall’inizio li aveva guidati e che li portò, poi, sul luogo dove era nato il Bambino.
Nessun altro testo sacro parla della stella o dei magi.
Il primo scienziato ad interessarsi alla stella fu Johannes Kepler, uno dei fondatori dell’astronomia moderna, che, osservando l’esplosione di una supernova, il cui bagliore può essere milioni di volte superiore a quello del Sole e durare molti mesi a secondo della distanza, ipotizzò che esso poteva essere il fenomeno celeste visto dai Magi.  Kepler calcolò la frequenza di congiunzione dei pianeti Giove e Saturno perché quando nei Pesci, l’allineamento da luogo ad una forte luminescenza.
Risalendo indietro nel tempo, concluse che tale configurazione si era verificata anche nel 7 a.C.
Probabilmente, la stella luminosa vista dai Magi non sarebbe altro che la particolare luminosità derivata da questo allineamento.
 
L’ipotesi della cometa di Halley è stata scartata dal momento che la sua orbita si completa circa ogni 76 anni e andando a ritroso essa sarebbe apparsa nel cielo della Giudea nel 12 a.C., data troppo distante anche da quella presunta calcolata tra il 6 o 7 a.C.
 
Recentemente due astronomi americani Michael R. Molnar e Mark Kidger hanno pubblicato entrambi un volume intitolato “La stella di Betlemme”.
Molnar, ricollegandosi alla teoria di Kepler e dopo nuovi calcoli astronomici ha spiegato che il fenomeno è dovuto all’oscuramento di Giove da parte della Luna verificatosi nel 7 a.C.
Kidger, invece, affidandosi a vecchissime mappe celesti babilonesi e cinesi, propende per l’ipotesi dell’apparizione di una stella nova verificatosi il 5 a.C. come un astro miracoloso probabilmente apparso per la grande occasione.
 
 
 
 
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