PROFEZIE SUL 2012

 
ANALOGIE, COINCIDENZE, STRALCI E CONSIDERAZIONI
10450 E 2012, DATE PROFETICHE
 
 
 
 Inca, Maya, Indiani, Nostradamus, Malachia, autori e scienziati contemporanei concordano che nel 2012 o giù di lì accadrà qualcosa che segnerà la fine di un’era sulla Terra.  
 
 Secondo gli INCA del Perù la storia umana è divisa in tre Ere.
La prima va dalle origine fino all’arrivo degli Spagnoli in America; la seconda inizia con la conquista spagnola e arriva ai giorni nostri, mentre la terza inizia nella nostra epoca ed è chiamata “il tempo di un nuovo incontro umano”.  Secondo questo calendario, la tradizione andina prevede 3 anni di transizione, 7 anni di preparazione e 12 di manifestazione della nuova Era. Alla fine degli anni 80 l’umanità si trovava al termine di un’Era , il 1° Agosto 1990 ha segnato l’inizio di una trasmutazione cosmica denominata PACHACUTI. A questo periodo di trasformazione, durato tre anni (dal 1990 al 1993), sono seguiti sette anni di preparazione (dal 1993 al 2000), periodo che in lingua Quechua prende il nome di TARIPAIPACHA.
Mentre ora viviamo in un periodo di manifestazione denominato INKA MALLKU (candidato a diventare Inka), iniziato il 1º agosto 2000 e che terminerà il 1º agosto 2012.
L’oroscopo Inca ci parla di un allineamento planetario che avverrà nel 2012. Un allineamento tra il centro della nostra galassia con il Sole e la Terra, evento che avviene ogni 26.000 anni e che si era già prodotto 13.500 anni fa nell’altro lato della galassia. Si tratta in pratica della previsione di un’epoca d’oro per l’umanità e noi siamo chiamati a collaborare per creare le condizioni necessarie alla sua realizzazione. Tutti siamo possibili candidati a diventare Inka (ovvero persona capace di concentrare e distribuire energia vivente, appartenente al QUINTO LIVELLO).
 
 I Maya, i più grandi astronomi del mondo antico perché per la loro era la più sacra delle scienze e non si trattava di un mero sapere fine a se stesso, sono quelli che hanno fatto studi e previsioni astronomiche più avanzate ed attendibili. Avevano previsto alcuni eventi che poi si sono avverati con estrema precisione come l’eclissi solare del 1999. Per i Maya la creazione ha inizio il 13 agosto 3114 a.C. e lo scorrere del tempo è immaginato come un fenomeno ciclico che si rinnova attraversando ogni volta un periodo di grandi cambiamenti. All’interno della spirale spazio-tempo vi sono cicli che si ripetono periodicamente secondo un rapporto preciso che permetteva loro di fare profezie. Le precedenti ere (della durata di 5.125 anni: ciclo del loro lungo computo), erano dette rispettivamente, dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra. L’era che stiamo tuttora vivendo è nota come "Era dell’Oro". La fine dell’Era dell’Acqua coincise, sempre secondo la visione di alcuni esperti in misteri e civiltà antiche, con la fine del Regno di Atlantide a causa di un diluvio. Probabilmente, si trattò dello stesso Diluvio Universale descritto nel Vecchio Testamento della Bibbia. I Maya calcolarono che l’era attuale sarebbe finita dopo 13 cicli da 1444 giorni e…… calcolatrice alla mano si arriva appunto al 21 dicembre 2012.
Pertanto il calendario Maya ha una durata di 5125 anni, partendo nel 3114 a.C. e terminando nel 2012 d.C. Gli studiosi si sono sempre chiesti cosa questo volesse significare e la risposta fu trovata grazie ad una stele che riporta una iscrizione dove viene specificata con esattezza la data del 21/12/2012 come punto conclusivo del loro calendario e delle loro previsioni Tre calendari contengono rimandi interni che indicano proprio tale giorno quello che come annuncia la profezia del QUINTO SOLE segnerà il ritorno dei “nuovi dei”.    
 
 Secondo la profezia degli indiani Hopi del nord America, alla nascita del Bufalo Bianco (avvenuta nel 1995) sarebbero seguiti 17 anni (dal 1995 al 2012), al termine dei quali la fine di un’Era sarebbe coincisa con l’inizio di una trasformazione che farebbe emergere la QUINTA UMANITA. Si parla del ritorno di un corpo celeste/entità che ciclicamente ritorno nel nostro sistema solare portando dei stravolgimenti. Forse lo stesso che 54.000 anni fa sconvolse la crosta terrestre, che 12.000 anni fa portò il diluvio o che 2000 anni fa annunciò la venuta di Cristo.
Coll’avvento del 5° ciclo cambierebbe il nostro modo di pensare e di vivere.
 
 Nel caso si trattasse solo di un passaggio evolutivo e di variazioni genetiche, sono i “Bambini Indaco” i precursori di una nuova e migliore umanità?
 A partire dagli anni ‘80 una nuova razza di bambini, secondo alcuni, sembra sia apparsa sulla Terra.
Bambini speciali ed unici che sembrano possedere fin dalla più tenera età caratteristiche che li distinguono nettamente dai coetanei. Una nuova razza nata in previsione dei cambiamenti epocali che dovrebbero avvenire dopo il 2012? Tali soggetti avrebbero capacità psichiche molto al di sopra di quelle considerate normali e un aspetto quasi regale, con un compito comune da portare avanti. Secondo la tradizione spirituale ogni essere è circondato da un campo magnetico chiamato “aurapercepibile solo da persone con spiccata capacità sensoriali. Forma, dimensione e colore dell’aura conterrebbero molte informazioni relative allo stato fisico, mentale ed emotivo di ognuno di noi.
Spesso l’aura non cambia, si trova sopra la testa e rimane la stessa nel corso degli anni attorno ad una determinata persona. Ma può capitare che essa cambi anche in modo istantaneo.
Nel 1986 la ricercatrice Nancy Ann Tappe percepì in alcuni bambini la presenza di un colore nell’aura fino ad allora mai visto, l’indaco. Tale fenomeno all’ora limitato, si sarebbe poi lentamente incrementato.
Le capacità fuori dal comune dei bambini indaco sono indubbie e secondo alcuni questa sarebbe addirittura solo la prima fase di un fenomeno più complesso che vedrebbe la comparsa di nuovi bambini sempre più sensitivi e telepatici, con una naturale predisposizione e abilità alla guarigione, i cosiddetti “Bambini di Cristallo”. Ancora più particolari sarebbero quelli che gli studiosi chiamano “Bambini delle Stelle”, individui fortemente intelligenti con innata capacità di comprendere l’energia ed i suoi meccanismi. Rappresenterebbero gli scienziati del futuro ed avrebbero addirittura un numero maggiore di parte attivo di DNA rispetto al comune. D’altronde negli anni le mutazioni genetiche sono state numerose, partendo da quella che ha generato l’homo sapiens. Alcuni bambini indaco affermano di essere in grado di aprire dei veri e propri varchi con altre dimensioni e quindi la possibilità di avere contatti o di vedere mondi diversi dal nostro.   
 
  I discendenti degli antichi Maya aspettano  il ritorno dei “Teschi di Cristallo” che secondo la profezia farebbero risorgere la loro antica civiltà. Tali teschi erano simbolo di morte e di rinascita per i Maya, avendo inciso al loro interno la storia dell’umanità e la loro realizzazione sarebbe iniziata con gli Aztechi e proseguita con i Maya, per questo citati negli antichi scritti e forse legati al 2012. Il primo e più famoso teschio di cristallo o del destino, fu trovato per caso da A. Mitchell Hedges nel novembre 1923 quando allora ragazzina era col padre adottivo, un archeologo, nel sito maya di Lubaantun nel Belize. Un teschio ricavato da un unico grosso cristallo di rocca che da subito sembrò essere più di un semplice reperto archeologico.
Secondo antiche leggende si viene a conoscenza che di questi teschi ne esisterebbero 13, separati molti anni fa in attesa di essere riportati tutti insieme nello stesso luogo per dare all’uomo “una formula per salvarsi”. Nonostante i mezzi tecnologici oggi disponibili, non si è ancora in grado di stabilire l’età (il cristallo non è databile) ed il modo col quale esso sia stato realizzato. Perfino oggi, non sarebbe facile ottenere una simile precisione e brillantezza.
 
 
 Perfino in Africa si ritrovano tracce di alcune profezie legate al futuro. A Mali vi è il misterioso popolo dei DOGON una antica civiltà che probabilmente discende degli Assuanti, antico popolo vissuto ad Assuan nell’Egitto meridionale che avrebbe appreso le conoscenze astrologiche degli egiziani. Resta difatti un mistero il fatto che essi fossero a  conoscenza della presenza delle due stelle di Sirio, stelle non visibili ad occhio nudo e scoperte dagli astronomi solo nel 1862, (forse il decimo pianeta solare che i Sumeri chiamavano Nibiru).
I Dogon, le cui conoscenze vengono tramandate oralmente dai saggi, sanno da secoli che Sirio è una stella multipla e che l’orbita ellittica della stella più piccola (detta Sirio B), richiede un tempo di 50 anni per essere completata; inoltre per loro Sirio B è costituita da materia più pesante della stella principale.
I villaggi e le abitazioni dei Dogon si trovano incastonati nelle mura roccioso di falesia al di sotto di altre disabitate e impossibile da raggiungere se non dall’alto.
Chi o cosa abitava in quelle costruzioni impervie?
Secondo i Dogon viveva un popolo venuto dal cielo ed in grado di volare chiamato Nommo il cui corpo era a forma di pesce da cui sarebbe scaturita la civiltà dei Tellem insieme alla presenza spirituale degli Andoumboulou.
A tal proposito anche i Sumeri parlavano di esseri anfibi rappresentata dalla divinità Oannes mentre Abideno, discepolo di Aristotele, quando parla dei re dei Sumeri menziona “un semidemone, che giunse dal mare. I Tellem avrebbero trasferito le loro conoscenze al popolo locale ed in particolare sul ciclo di Sirio e dell’era dell’acqua che ritornerebbe nell’anno 2012.
 
 Esiste una profezia egizia che parla della fine dei tempi. La si trova nel famoso “Libro dei Morti” dell’antico Egitto e sembra unisca insieme due date importanti, il 10450 a.C. ed il 2012 d.C. 
Il geroglifico originale pare che dica:
<Calcolando e tenendo in debito conto i giorni e le ore propizie delle stelle di Orione e delle 12 divinità che le reggono, ecco che esse congiungono le mani palmo a palmo ma la sesta fra esse pende sull’orlo dell’abisso nell’ora di disfatta del demonio>.
Le 12 divinità dell’antico Egitto simboleggiano le 12 costellazioni dello zodiaco e le mani che si congiungono stanno a significare il passaggio da un segno dello zodiaco all’altro. La sesta divinità o costellazione sarebbe quella dell’ACQUARIO che sostituirà, nel 2012, quell’attuale dei PESCI. Ogni costellazione nel nostro cielo ha una durata di circa 2160 anni e gli antichi egizi avrebbero iniziato il loro conteggio dalla costellazione del Leone. Perché?
Secondo alcuni studiosi lo dimostrerebbe la disposizione delle Piramidi e del loro rapporto con la via Lattea e con la cintura di Orione (rappresentato da Osiride, il dio egiziano della morte) com’era visibile nel 10450 a.C. e come supposto dagli egizi. Se si considera la disposizione al suolo delle tre piramidi (SUD) e l’angolo che esse formano con i meridiani terrestri, si propone una connessione con l’11.mo o il 12.mo millennio.
Per indicare una data e perché questa indicazione si conservi nei secoli occorre prendere come riferimento solo la volta celeste. Molti popoli antichi a riguardo sembrano aver avuto conoscenze avanzate. Molto lentamente il Sole si sposta attraverso le 12 Costellazioni dello Zodiaco. Esso impiega circa 2160 anni per attraversare ogni singola Costellazione, le Stelle infatti appaiono muoversi al ritmo di un grado ogni 72 anni. Per compiere l’intero ciclo processionale di 360 gradi sono necessari 25920 anni. Adesso noi vediamo sorgere il Sole all’alba del 21 Marzo proiettata verso la Costellazione dei Pesci, la prossima Costellazione sarà quella dell’Acquario. Una cosa incredibile è che Civiltà distanti tra loro nello spazio e nel tempo abbiano indicato un’UNICA data, il 10450 a.C. forse quella d’inizio della Civiltà Umana?
Anche l’orientamento della Sfinge che veglia sulle Piramidi con il corpo di leone lascia supporre alla costellazione del Leone (EST). Sfinge, che secondo ultimi studi sulla sua erosione, avrebbe dai 5000 agli 8000 anni in più di quelli dichiarati dall’archeologia ufficiale. Una data in cui, stando alle conoscenze attuali, non esisteva ancora alcuna civiltà evoluta.
Il 10450 a.C. sembra così unire paesi tra loro distanti nel tempo e nello spazio. In particolare, le misteriose ed antiche città in Cambogia (NORD e quelle in Bolivia (OVEST).
Le antiche città indù e buddiste di Angkor Wat e di Angkor Thom in Cambogia presentano complessi in cui sono stati costruiti alcuni dei più grandi edifici di pietra esistenti.
Fanno parte di un formidabile arcipelago di tombe, templi e grandi città geometriche che insistono su un’area di circa trecento chilometri quadrati nelle pianure del fiume Mekong e che confermerebbero la profezia dei Maya. Sulle antiche pietre della città idraulica di Angkor sono incisi simboli che raccontano leggende tra cielo e stelle che compongono la costellazione del Drago, il Serpente del Cielo. La disposizione dei Templi riproduce fedelmente la mappa delle Stelle come era in cielo all’alba dell’equinozio del 10450 a.C.  E la mappa che i templi disegnano sul suolo ruota magicamente attorno al numero 72.
Settantadue sono le strutture architettoniche  presenti; 72 è il numero legato al drago raffigurato nel re cobra dalle 7 teste, lo stesso che forse salvò Budda dalla tempesta o raffigurato dagli antichi egizi. Stranamente 72 sono i gradi di latitudine che separano Angkor dalla piana di Giza. Se la posizione delle piramidi di Giza rappresentavano per gli antichi astronomi il meridiano zero, Angkor si trovava esattamente a 72° ad Est. Se si procede il giro del pianeta dopo altri 72° si incontrano le profondità dell’oceano, forse la mitica Atlantide? Altri 72 gradi e si arriva alla misteriosa isola di Pasqua e all’altezza del parallelo che taglia gli ultimi 72 gradi ad est c’è l’impenetrabile foresta amazzonica.
La mitologia cambogiana recita: <Il settimo giorno un serpente alato scenderà dal Cielo e colpirà la Terra>.
 
L’antica città di Tiahuanaca in Bolivia (OVEST) sembra orientata verso la costellazione dell’Acquario. La cultura tiahuanaco (o tiwanaku) fu un’importante civiltà preincaica che si fa risalire a 4000 anni fa ma che potrebbe essere molto più antica e quindi la più antica mai esistita.
Questa cultura prosperò a oltre 4000 metri di quota, in una zona dove la carenza d’ossigeno rende difficile persino respirare, ma i suoi uomini riuscirono a spostare pietre di peso fino a 200 tonnellate e inventarono tecniche di costruzione modulare, che sarebbero ancora oggi d’attualità. La più famosa e misteriosa struttura del sito è la cosiddetta “Porta del Sole” dove è raffigurato un calendario solare di cui non si è ancora capito appieno il significato.
Di quello che resta del sito si trova un tempio sotterraneo ed una grande vasca rettangolare profonda 2 metri con al centro tre grandi stele che si trovano nella stessa posizione delle stelle della cintura di Orione, proprio come le tre piramidi d’Egitto. Anche qui, il particolare orientamento del sito con la costellazione dell’Acquario – come altri siti megalitici del mondo – sembra indicare la data del 10450. 
 
Ecco così trovati i simbolici siti raffiguranti una delle quattro costellazioni poste ai punti cardinali di quella fatidica data: il Leone ad Est (Sfinge), Orione a Sud (Piramidi di Giza), Drago a Nord (Angkor Wat e Angkor Thom); ad Ovest la costellazione dell’Acquario che può essere rappresentata da Tiahuanaco con i motivi acquatici delle statue del Kalasasàya e dei canali – riversanti acqua – della Piramide di Akapàna, orientati ad Ovest. L’Acquario è stato nel passato anche rappresentato come un uccello, un fagiano o un’oca (antichi romani), un falco (Maya), un uccello Garuda (Indù). Quest’ultimo è spesso collegato alla Fenice della mitologia egiziana e greca; era soprattutto un simbolo di immortalità e di rinascita….. qualcosa avrebbe dovuto rinascere?
 
Il cosiddetto ”Edificio di Culto” collocato nello straordinario insediamento neolitico di Nevali Cori, nella Turchia sud-orientale, presenta un preciso allineamento verso sudovest. I due grossi monoliti posizionati sul pavimento dell’edificio, uno di fronte all’altro a formare una porta verso sudovest, puntano alla costellazione della Balena e, in prossimità della stessa, la costellazione nota come Eridano, il fiume celeste. Quest’ ultimo, rappresentato come fiume che scorre dalla stella Rigel, (il piede sinistro di Orione) e attraversa le zampe della Balena, è stato più volte definito quale controparte celeste sia del Nilo che dell’Eufrate. Ad Est di tale costellazione era possibile vedere quella del Cancro, ovvero il segno zodiacale che definì l’era processionale iniziata nel 9.220 a.C. e terminata nel 7.060 a.C. circa. Nelle loro simbologie costruttive le antiche popolazioni volevano forse anche rappresentare la fine di un ciclo, di un’epoca probabilmente terminata con eventi catastrofici.
 
 
 Una delle profezie più angoscianti di Nostradamus è quella che riguarda l’avvento del terzo Anticristo, che ancora si deve realizzare.
<Il compimento del grande numero settimo apparirà al Tempo dei giochi di Ecatombe non lontano dalla grande età del millennio che gli entrati usciranno dalle loro tombe>.
Si tratta dell’ultima profezia e l’iscrizione sull’ultima pagina del libro fa pensare che si tratti di un testo proibito e si legge che è stato consegnato al cardinale Barberini a quel tempo direttore della biblioteca vaticana.
Probabilmente la chiesa voleva che nessun altro possedesse il libro a causa delle sue ultime immagini dove tra l’altro viene raffigurato l’allineamento tra la Croce  Divina in cielo e la Croce mondana in Terra e dato che l’allineamento capita una volta ogni 13.000 anni e che le due croci non si allineano dall’11.000 A.C.  è stato calcolato che un nuovo allineamento potrebbe capitare in un arco di tempo che comprende 20 anni: dal 1992 al 2012.
E’ lo stesso allineamento previsto dalle antiche civiltà?
Intorno all’anno 2.000 d.C., la configurazione celeste era ribaltata rispetto a quella del 10.450 a.C.; il Drago era in basso, Orione in alto; il Leone e l’Acquario si scambiano la posizione e così la Sfinge guarda ora verso Est il sorgere all’orizzonte dell’Acquario.
 
Che dire, poi, delle profezie di San Malachia.
Qualcuno dice che la maggioranza di queste profezie si sia avverata. Intorno al 1140 il vescovo Irlandese Malachia profetizzò le successioni papali sino al tempo in cui Pietro sarebbe ritornato sulla terra per riprendere le chiavi della Chiesa.
Secondo alcuni, queste profezie sono state scritte con la collaborazione ispirata di San Bernardo e furono pubblicate per la prima nel 1595 col nome di  "Lignum Vitae". Le profezie di Malachia si riferiscono per lo più al luogo di provenienza dei pontefici, allo stemma della famiglia e agli eventi storici che avrebbero caratterizzato i vari pontificati. Esse sono costituite da 111 motti in latino che descrivono e identificano 111 papi che secondo Malachia si dovevano avvicendare sul trono di Pietro, dal 1143 ad oggi. Il centoundicesimo papa sarebbe stato identificato come papa Benedetto XVI, ovvero Joseph Ratzinger, mentre l’ultimo, il 112/mo come  Petrus romanus. A quest’ultimo papa che chiude la profezia, Malachia ha dedicato addirittura dei versi:
<In persecutione extrema sacrae romanae ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibi transactis, civitas septis collis diruetur, ed Judex tremendus judicabit populum suum. Amen>. La traduzione è:  Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa, siederà Pietro il romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni; quando queste saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta, ed il temibile giudice giudicherà il suo popolo. 
Ma secondo alcuni, la profezia di Malachia non specifica che il 111/mo sia l’ultimo papa. Infatti la profezia arriva al centoundicesimo papa, e poi parla di un ultimo papa, non di un centododicesimo, pertanto, ci potrebbero essere altri papi fra il numero 111 e l’ultimo.
 
Per anni si è sostenuto che la Torah ebraica racchiudesse tutto ciò che avviene nel mondo e ultimamente alcuni rabbini l’hanno analizzata servendosi del computer e di codici nascosti scoprendo eventi storici veramente accaduti e di altri da avvenire, come una cometa che dovrebbe colpire la Terra nell’anno ebraico 5776 equivalente al 2012.
 
Il terzo mistero di Fatima recita: "..altri Miei figli venuti dal Cosmo, edificheranno, costruiranno il nuovo mondo, nel quale il male e il peccato mai più esisteranno, perché in perfetta armonia con il Regno dei Cieli. Verranno altri Miei figli dall’Universo, per educare in armonia vibrazionale le vostre menti oggi allucinate.."
Mentre Padre Pio ha scritto:
"…Verranno cose tremende. Io non riesco più a intercedere per gli uomini. La pietà divina sta per finire. L’uomo era stato creato per amare la vita, ed è finito per distruggere la vita…Quando il mondo è stato affidato all’uomo era un giardino. L’uomo lo ha trasformato in un rovaio pieno di veleni. Nulla serve ormai per purificare la casa dell’uomo. È necessaria un’opera profonda, che può venire solo dal cielo… Una meteora cadrà sulla terra e tutto sussulterà. Sarà un disastro, molto peggiore di una guerra. Molte cose saranno cancellate. E questo sarà uno dei segni…”
 
“Il Sole cambierà strada e la Luna si perderà fra i monti, le stelle pioveranno sulla Terra… Montagne invisibili passeranno nel cielo, e quando una di queste si vedrà, mancherà il tempo della preghiera. Sentirete allora il pianto di mille madri, perché mille uomini saranno schiacciati dalla montagna…” Questo è parte di quanto ha detto nelle sue profezie il monaco Basilio, profeta russo vissuto all’epoca di Pietro I° il Grande, a Mosca.
 
 Ultimamente un nuovo tassello profetico si è andato ad aggiungere sulla Time-Line del 2012, si tratta della Profezia di Orione.
Tutto nasce dal libro “The Orion Prophecy”, di Patrick Geryl e Gino Ratinckx, pubblicato in America nel 2001 dove gli autori parlano di un rarissimo allineamento celeste tra Orione ed Aldebaran (la stella più brillante della costellazione del Toro) che dovrebbe avvenire tra quattro anni, e cioè nel 2012. L’ultima volta che questo fenomeno si è verificato è stato nell’anno 9792 avanti Cristo.  Geryl e Ratinckx, precisano che esso avviene in concomitanza con la profezia del settimo Katun contenuto nel codice di Dresda dei Maya.
In definitiva, Osiride, il dio egiziano della morte e dell’oltretomba, che è rappresentato in cielo da Orione, sarebbe il ‘segnale’ dei cambiamenti epocali nel mondo e lo slittamento dei Poli e la fine Atlantide, i cui figli dispersi avrebbero fondato l’Antico Egitto, sarebbero correlati con l’ultimo allineamento Orione-Aldebaran. E il prossimo allineamento sarebbe dunque foriero di nuovi cambiamenti.
 
 
Quello che alla fine colpisce di più o consola (!) è il notare che è la letteratura moderna a parlare maggiormente del 2012 come un epoca di sconvolgimenti apocalittici o come fine del mondo. Secondo alcuni autori o scienziati dovrebbero avvenire notevoli variazioni di magnetismo e di rotazione delle Terra che addirittura si fermerebbe per 72 giorni per poi cominciare a girare nel verso opposto. Altri invece hanno previsto in questa data, l’arrivo di Nibiru, il pianeta X, che si schianterà sulla terra. Per altri ancora, sanguinose invasioni aliene.
L’elenco potrebbe continuare…. dopo il 2012, anno così precisamente individuato dai Maya, cosa ci attende?
Che ci attenda una rinascita o la devastazione, l’illuminazione o l’estinzione, l’innalzamento dello spirito o una letale vanità, alla fine saremo solo noi a scrivere l’ultimo capitolo del libro perduto.
 
 
 
 
 
 
Riferimenti: Trasmissione Voyager di R.Giacobbo
 
 
 
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