IL SEGRETO DI OAK ISLAND

 
L’ISOLA DEL TESORO
 
 
 
 
 Un bottino da nascondere, una flotta che salpa per le Americhe prima di Cristoforo Colombo, una battaglia vinta grazie ai Templari, una setta segretissima che si riunisce nelle foreste delle Ardenne, un’isola avvolta nella nebbia dove una grande caccia al tesoro, che dura da oltre 200 anni, coinvolge un presidente degli Stati Uniti, attori di Hollywood e vari milionari americani e canadesi. Sembra la sceneggiatura di un film di avventura ed invece è quello che è successo a OAK ISLAND.
 Un isola che a insieme a centinaia di altre formano la Nuova Scozia, provincia del Canada nell’oceano Atlantico.
 
image  Nel 1795 l’isola di Oak era completamente inaccessibile e per questo, forse, era un luogo ideale per nascondere qualcosa. I primi a scavare nell’isola furono tre ragazzi del luogo.
 Era il 1795 quando, per gioco, si misero a caccia di tesori nascosti perché da tempo si diceva che l’isola nascondesse il bottino di qualche pirata. Così, scelto il luogo che secondo loro era più propizio, cominciarono a scavare e dopo pochi metri trovarono delle pietre accuratamente disposte. Tre metri più sotto trovarono dei tronchi di quercia e dopo altri 10 metri un’altra piattaforma fatta di tronchi. A quel punto dovettero fermarsi, un impresa troppo ardua per loro. Ma, la febbre per la ricerca di un qualche tesoro si diffuse rapidamente e il pozzo fu chiamato Money Pit”.
 Molte le persone interessate tra cui l’allora presidente Roosevelt e personaggi famosi come John Wayne e Errol Flynn.  Negli anni, le società che hanno condotto e abbandonati gli scavi nel pozzo di Oak sono state più di dieci, di cui la prima nata nel 1795 e le ultime, la Triton alliance e la Blankenship, che proprio l’anno scorso hanno dichiarato di voler continuare gli scavi. Nel 1802 dando credito alle storie, gli scavi ripresero e a 30 metri di profondità il morale degli uomini andò alle stelle. Si trovarono di fronte a un’enorme lastra di pietra piana, di porfido egizio, materiale reperibile solo in Egitto, con una pietra che recava incisioni indecifrabili.
 Dopo accurati studi sui simboli si pensa che la scritta reciti: “Forty Feet Below Two Million Pounds Are Buried” (quaranta piedi più giù sono sepolti due milioni di sterline).
 
 
 Era ormai notte quando, sondando il terreno sottostante con un piede, sentirono qualcosa di resistente. Si dice che fosse lo scrigno di un possibile tesoro, o un’altra lastra.
I lavoratori, esausti, decisero di rimandare la scoperta al giorno dopo, ma li aspettava una brutta sorpresa. Nel corso della notte l’acqua dell’Atlantico aveva completamente allagato il pozzo, e i tentativi di svuotarlo furono vani, il livello dell’acqua rimaneva costante. Era come se, per svuotare il pozzo, bisognasse svuotare l’intero oceano. Nel corso degli anni sono stati fatti circa centinaia di tentativi, l’ultimo dei quali, datato 1966, ma fu un ennesimo insuccesso.
 Si capì, però, che l’acqua che allagava il pozzo proveniva da alcuni canali laterali che sarebbero poi stati scoperti in seguito. Una struttura così complessa fece pensare che davvero quel luogo nascondesse qualcosa e così la sua fama si diffuse anche oltre i confini della Nuova Scozia.
 
 Il fosso è caratterizzato da innumerevoli trappole e barriere disposte ogni metro circa. La costruzione di questo fosso, dimostra che i costruttori erano abili ingegneri e che avevano conoscenze architettoniche avanzate. Il fosso non è ancora stato scoperto del tutto e gli scavi sono a circa 200 m.  Oggi sul posto, le due società lavorano con approcci diversi dal passato  mentre gli studi della Steel Company of Canada ha stabilito che la grande quantità di fibra di cocco non poteva provenire dall’isola (forse dai Caraibi o dalla Florida) e che i pezzi di metalli ritrovati a 30 metri risultano forgiati prima 
 
 La scoperta più interessante è stata quella che uno dei canali laterali è collegato ad una spiaggia artificiale dalla quale partiva una galleria di 150 metri con un portata di 8000 litri di acqua oceanica al minuto, completa di sistema di filtraggio (tronchi e fibre) che impediva al bacino di ostruirsi anche per secoli. Pertanto tale struttura è sicuramente opera dell’uomo indipendentemente se siano stati Vichinghi, pirati, Spagnoli o i Templari addirittura. 
 
 Ma cosa c’entrano i Templari?
 
 E’ noto che nel 1307 Filippo il Bello di Francia si trovò col regno sull’orlo della bancarotta e cercò di ottenere un grosso prestito dall’ordine religioso dei Templari che però gli venne negato. Con strategia e forza militare decise di prenderlo lo stesso. Infatti, grazie ad un processo pilotato istituito nel 1307, fece accusare i cavalieri templari di eresia, arrestandoli in tutto il paese ed estorcendo sotto tortura confessioni per condannarli.
 Le accuse che investirono il Tempio erano infamanti: sodomia, eresia, idolatria. Vennero in particolare accusati di adorare una misteriosa divinità pagana, il Bafometto
 Papa Clemente V, di fronte alle confessioni, con la bolla Pastoralis præminentiæ ordinò a sua volta l’arresto dei templari in tutta la cristianità.
 Il processo durò 7 anni terminando con l’uccisione al rogo dell’ultimo Gran Maestro Jacques de Molay e Filippo il Bello distrusse il sistema bancario dei templari, e, benché una bolla papale avesse trasferito tutti gli averi dei Tempari agli Ospitalieri, riuscì ad addurre a sé parte del tesoro. Ma si dice che già prima del 1314 alcuni Templari, consci della situazione, fuggirono dalla Francia svuotando i loro forzieri.
 Con alcune navi salparono dal porto di La Rocchelle e mentre alcuni andarono in Portogallo, cambiando il none del loro ordine in “Ordine dei Cavalieri di Cristo” venendo ben accolti, altri fecero rotta verso la Scozia. Posto ideale perché in quegli anni la Scozia era in guerra con gli inglesi il cui re Edoardo II era stato scomunicato dal papa e si dice che all’ultima battaglia gli scozzesi ebbero la meglio proprio grazie all’aiuto della cavalleria templare. In Scozia oltre a molte famiglie nobili soprattutto i Sinclair aiutarono i rifugiati e misero a loro disposizione la cappella di Rosslyn e le grotte circostanti, dove si pensa che i Templari nascosero il tesoro e le loro armi.
 
 
 Probabilmente, verso la metà del 1400 tale nascondiglio non dovette essere più sicuro e con l’aiuto della nobile famiglia Sinclair si misero in cerca di un nuovo posto più lontano e poco raggiungibile. Nell’anno 1398 dodici navi con a capo Herry Sinclair, signore delle Orcadi e Cavaliere del Tempio partirono verso rotte sconosciute (note ai Vichinghi) verso la Groenlandia per approdare molti giorni più tardi in quella terra che ricerche e studi moderni, identificano nella Nova Scotia. Tale viaggio, avvenuto cento anni prima di quello di Cristoforo Colombo, è raccontato e documentato in un diario dell’allora noto navigatore Nicolò Zeno che partecipò al viaggio insieme al fratello Antonio. Il resto è leggenda e si suppone che sull’isola il pozzo possa essere stato il nascondiglio cercato, d’altronde Sinclair e Templari avevano i mezzi e le capacità per farlo.
 
 
Il mistero rimane!
 
 
 
 
Questa voce è stata pubblicata in Scienza, Fantascienza & Mistero. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...