METE A RISCHIO

 
 
I POSTI A RICHIO DA VISITARE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI
 
 
Quest’anno le previsioni in merito alle vacanze ed al turismo non sono molto positive e, come se in tutto il mondo la sola crisi economica non bastasse, vi sono previsioni catastrofiche per il futuro dovute a tsunami, variazioni climatiche e livello del mare che sale che porterebbero alla scomparsa di alcune delle più conosciute mete turistiche.
Eccone alcune.
 
MALDIVE
 
 
Questo gruppo di isole dell’Oceano Indiano sta a circa tre metri sopra il livello del mare ma, gli scienziati temono che potrebbero essere sommerse entro il 2050. I 63 milioni di dollari spesi nel 1990 per creare delle barriere non ha risolto il problema, così il governo è in trattative per trasferire tutti i suoi 386.000 residenti nello Sri Lanka, in Australia o in India. Questo significherebbe la fine del turismo e delle isole Maldive. Più di 600.000 persone le visitano ogni anno, ed il turismo rappresenta il 30 per cento del prodotto interno lordo.
 
CROAZIA
 
 
La costa dalmata, con le sue pittoresche spiagge bianche, è diventato un luogo di élite da circa un decennio. Dal 1999 ad oggi, secondo le statistiche, il turismo è salito da 5 milioni a 11 milioni. Per contribuire a incrementare le entrate la Croazia inizialmente ha incoraggiato gli investimenti stranieri per l’acquisto di nelle ville che costellano la sua costa. Ma l’anno scorso il governo ha invertito la rotta con l’imposizione di una nuova serie di leggi sulle proprietà che impone ai proprietari di avere un permesso commerciale o residenziale, un processo che può richiedere fino a un anno. Il governo, infatti, ha paura degli investimenti stranieri, colpendo indirettamente il turismo, che costituisce il 12 per cento del PIL del paese.
 
 
 
A causa del flusso turistico, dell’acidificazione degli oceani, dell’aumento delle temperature e del livello dell’acqua, i 135.000 miglia quadrati di costiera corallina delle coste dell’ Australia del nord si stanno riducendo rapidamente. Per rallentare l’erosione le autorità hanno imposto limiti sul passaggio delle navi e ha bloccato alcune aree che circondano la barriera corallina. Ma, finora, queste misure hanno avuto uno scarso risultato dal momento che a gennaio, l’Australian Institute of Marine Science ha evidenziato che la crescita del corallo naturale è diminuito del 14 per cento dal 1990 ad oggi. Gli esperti dicono che entro il 2050 la temperature dell’acqua aumenterà di 1,5 ° C e la barriera corallina si ridurrà del 95%.
 
Kilimangiaro (Tanzania)
 
 
Circa 15.000 scalatori affrontano ogni anno il Kilimangiaro, rendendo le montagne uno delle mete più popolari al mondo. Ma i ghiacciai che coprono tali vette stanno regredendo rapidamente. Dal 1912 ad oggi l’84 per cento dei ghiacci si è sciolto e oggi coprono meno di un miglio quadrato. Gli scienziati ritengono che il ghiaccio potrebbero scomparire completamente entro il 2020 e questo porterebbe alla fine del Kilimangiaro come meta per gli escursionisti. Probabilmente, per questo motivo, negli ultimi anni il numero di scalatori sta aumentando e parte dei guadagni viene utilizzato per lo studio sulle variazioni climatiche e per campagne pubblicitarie.
 
ALPI  (Svizzera/Italia)
 
 
Più di 8 milioni di persone ogni anno sono in viaggio verso il confine Italo-Svizzero e molti di essi per sciare sulle vette più famose al mondo. A causa del riscaldamento globale si stima che circa il 40 per cento dei ghiacciai della catena montuosa scomparirà entro il 2100. Le altitudine più basse, più a rischio, sono già state colpite e gli addetti devono spesso ricorrere alla neve artificiale per terminare la stagione turistica. Alcuni proprietari stanno vendendo mentre altri intendono trasformare i loro centri sciistici proponendo altre attività che non necessitano della neve.
 
GALAPAGOS (Ecuador)
 
 
Il numero di visitatori per l’arcipelago, dove Charles Darwin sviluppò la sua teoria dell’evoluzione, dal 1990 è aumentato, passando da 40.000 a 180.000. Il traffico aereo, nel frattempo, è aumentato del 193 per cento dal 2001 ad oggi. Si suppone che tali tendenze aumenteranno quest’anno a causa del 200° anniversario della nascita di Darwin. Ancora oggi, gli scienziati ritengono che l’ambiente delle Galapagos rappresenti il più intatto e puro dal punto di vista della biodiversità. Per tale motivo vi è preoccupazione per l’impatto dell’aumento del traffico sull’ambiente. Gli studiosi ritengono che il 39 per cento delle specie animali, il 50 per cento delle specie marine e il 59 per cento delle specie vegetali sono minacciate. Per arginare il problema, l‘Ecuador sta prendendo in considerazione l’ipotesi di limitare il numero massimo di turisti all’anno e l’imposizione di un quota di iscrizione che potrebbe arrivare a 300 euro.
 
 
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