PHORUSRHACIDAE

 
GLI UCCELLI DEL TERRORE
 
 
Tutti noi siamo abituati a vedere i polli come selvaggina e animali tra i più miti e indifesi, eppure non era così nel Cenozoico.
Infatti, in quel periodo esisteva una specie particolare di uccelli di grandissimi dimensioni e anche volendo, difficilmente saremmo riusciti a farli al forno, anche perché l’uomo non era ancora comparso.
 
I forusracidi (Phorusrhacidae), noti volgarmente come "Uccelli del terrore" ("terror birds") per la loro efficienza nella caccia, sono una famiglia estinta di grandi uccelli carnivori non volatori, diventati i predatori dominanti in America meridionale nel corso del Cenozoico, tra 62 e 2 milioni di anni fa assieme ai mammiferi marsupiali ed ai coccodrilli, dopo l’estinzione dei dinosauri.
Dopo l’emersione del canale di Panama, dal Nord America calarono i canidi e i felidi che entrando in competizione con i forusracidi, portarono all’estinzione gli "uccelli del terrore". I parenti attuali più prossimi sono i seriema del Sudamerica.
 
 
Oltre alle forme sudamericane come Phorusrachos e Andalgalornis, è nota anche una specie diffusa in America settentrionale, Titanis welleri, per dimensioni una delle più grosse, che era presente in Texas e Florida.
 
L’altezza di questi uccelli variava dal metro ai tre metri. Una specie recentemente scoperta, Kelenken guillermoi risalente al Miocene medio (15 milioni di anni fa), scoperto nel sud della Patagonia nel 2006, rappresenta il più grande cranio di volatile mai scoperto. Alto quanto un autobus ed una lunghezza di 71 cm, aveva un becco di 46 cm ricurvo come il rostro di un’Aquila per un peso di circa 180 Kg!.
Si pensa che fosse facilmente in grado di cacciare mammiferi di taglia media. Molte delle specie descritte come Phorusrhacidae erano più piccole, tra 0,6 e 0,9 metri di altezza, ma il nuovo fossile appartiene ad un uccello che probabilmente raggiungeva i tre metri di altezza.
Anche se non vi è sicurezza, si crede che i più grandi uccelli del terrore fossero estremamente agili e abili corridori, in grado di raggiungere velocità di 48 km/h.
Le ali di questi terrificanti animali si erano evolute, almeno in alcune specie, in strutture simili a ganci da macellaio, che potevano essere utilizzati come vere e proprie braccia per afferrare e abbattere le prede.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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