ALFRED KINSEY

 
 
IL DOTTOR SEX E IL
“RAPPORTO KINSEY”
 
 
 
Il biologo americano Alfred Kinsey, professore di entomologia e zoologia, divenne famoso il tutto il mondo, negli anni ’90, con la pubblicazione di due libri che parlano di sesso. Nonostante le critiche e lo scandalo, i suoi studi contribuirono alla rivoluzione sessuale che dagli anno ’60 in poi interessarono l’America ed altri paesi.
 
Kinsey, nato nel 1894, era figlio di un pastore metodista estremamente severo e dai rigidi valori morali e pretendeva che lui studiasse ingegneria. Ma Alfred di nascosto studiò biologia e si laureò ad Harvard con una specializzazione in Tassonomia. Il motivo per cui l’allora 44enne biologo passò dallo studio delle “vespe galligene” di cui era un massimo esperto, a quello delle abitudini sessuali dei propri connazionali fu un corso sul tema “Matrimonio e famiglia” voluto dall’università dell’Indiana per i propri studenti di cui Kinsey fu nominato docente.
 
All’epoca egli era già sposato e padre di quattro figli e durante il corso si rese conto che i ragazzi non sapevano niente di sesso, così come nulla si sapeva sulla sessualità degli americani e per questo l’entomologo decise di colmare in modo analitico tali lacune.
Iniziò per prima ad intervistare gli stessi studenti e successivamente, per avere più dati, allargò l’indagine anche alla gente comune tramite l’uso di un questionario anonimo con oltre 300 domande che non lasciavano niente di inesplorato. Tale metodo era l’unico per avere dati certi dal momento che l’anonimato del partecipante era salvaguardato.
Kinsey per tutelare meglio la privacy si preoccupò personalmente di trattare con gli intervistati mentre nel frattempo la moglie (Clara Bracken McMillen), per approfondire il tema, cominciò a fotografare, filmare e cronometrare i rapporti sessuali dei volontari, assistita dallo psicologo Wardell Promeroy, dall’antropologo Paul Gebhard e dall’economista Clyde Martin.
Dopo poco, nel 1948, Kinsey pubblicò i lavori in un libro intitolato “Il comportamento sessuale dell’uomo generalmente conosciuto come “Il primo rapporto Kinsey” che sconvolse l’America. Uno dei suoi principi teorici più celebri fu la “Heterosexual/ Homosexual Rating Scale”, una scala a sette punti di valutazione per valutare l’orientamento sessuale di un soggetto. Kinsey poi fondò e diresse l’attuale “Institute for Sex Research” [fondato col nome originario di “The Kinsey Institute for Research in Sex, Gender and Reproduction” nel 1947, ( http://www.kinseyinstitute.org/ )], dove collaboratori ed allievi continuarono la sua opera.
Il libro è diviso in tre parti: (1) "Storia e metodo", che ha definito i metodi di indagine e di colloquio; (2) "Fattori che influenzano la sessualità", come età, stato civile, religione, ceto e comportamento sessuale e (3) "Fonti dello sfogo sessuale", che approfondisce comportamento e tutte le altre manifestazioni legate al sesso, tipo le emissioni notturne, la masturbazione e il rapporto sessuale.
Completano il volume centinaia di tabelle e grafici con dati statistici.
 
I dati raccolti anche se non andavano contro la morale corrente, ma solo contro quella che si voleva affermare, suscitò l’ira dei religiosi, dei puritani e dei perbenisti in genere. “Pok”, nomignolo affibbiato a Kinsey, fu per questo soprannominato “Dr. Sex” e accusato di contribuire alla perdita dei valori morali ed i suoi lavori messi in discussione. Il senatore repubblicano Joseph McCarthy lo accusò perfino di far parte di un complotto comunista che voleva indebolire i valori della nazione americana.Kinsey morì il 25 agosto del 1956, all’età di 62 anni.
 
Tutt’oggi, al campus dove ancora funziona il ‘Kinsey Institute’, tra gli studenti si dice che l’astio di una parte d’America non si è ancora placato, mentre il “rapporto Kinsey” compare al IV posto tra i dieci libri considerati più dannosi del XX secolo.
Eppure tale volume, con 200.000 copie vendute in pochi mesi in America, divenne un best-seller che probabilmente molti lessero di nascosto come un manuale di educazione sessuale di cui se ne sentiva tanto il bisogno. A leggerlo oggi non si scoprirebbe niente di scabroso, trattandosi di una semplice ricerca che forniva solo dati statistici. Tra l’altro, si legge che:
il 17% dei maschi ha avuto da 1 a 3 partner oltre la propria moglie; che il 46% della popolazione maschile ed il 14% di quella femminile ha avuto rapporti bisessuali. Che circa il 50% dei mariti e il 26% delle mogli ha avuto rapporti extraconiugali; che l’89% degli uomini e il 69% delle donne fa ricorso a fantasie erotiche durante la masturbazione. Che il 92% dei maschi e il 62% delle femmine pratica la masturbazione; che il 68% degli uomini e il 50% delle donne ha fatto sesso prima del matrimonio.
 
La colpa di Kinsey, se c’era, era solo quella di aver reso pubblico le abitudini e le inclinazioni sessuali degli americani, rompendo quel velo di pudore e di ipocrisia cui tutti erano abituati in un America dove la contraccezione e l’adulterio erano puniti dalla legge. Il lavoro di Kinsey divenne, col tempo, un punto di riferimento in materia di sesso e tradotto in 11 lingue fece il giro del mondo. Arrivò in Italia tra il 1950 ed il 1955 in un periodo in cui anche da noi, in tema di sesso, le cose non andavano meglio che in America. In quel tempo, chi violentava era costretto a sposare il suo violentatore, il nudo o qualsiasi allusione al sesso era vietato e censurato, mentre l’omosessualità era considerata una malattia.
Pok con Gebhard
 
Cinque anni dopo apparve il secondo rapporto di Kinsey dedicato, questa volta, al comportamento sessuale delle donne, “Il comportamento sessuale della donna del 1953. Grazie anche a tali testi, la rivoluzione sessuale americana cominciò a farsi sentire nel mondo intero. Le donne, in particolare, usarono gli studi di Kinsey per affermare l’esistenza di una sessualità femminile, inoltre il sesso non era più qualcosa di sconveniente da non praticare così come le differenti inclinazioni personali in merito. Le ballerine che si esibivano semi nude non fecero più scandalo e anche sugli schermi cinematografici cominciarono ad apparire le prime scene di nudo e di sesso. Probabilmente anche la rivista “Playboy” nacque sull’onda di tali cambiamenti.
 
La libertà sessuale era iniziata!
 
[Embrace of Dora Natella, by “Art show” in ‘The Kinsey Institute’ site]
 
« Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso. »
(Alfred Charles Kinsey, “Il comportamento sessuale nel maschio umano”)
 
« Un omosessuale con una certa esperienza può senza dubbio trovare un numero maggiore di partner tra maschi di quanti un
eterosessuale maschio con una certa esperienza non ne trovi tra femmine. »
(Alfred Charles Kinsey, da” Il comportamento sessuale dell’uomo”, Bompiani, Milano 1950)
 
 
 
 
 
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