FANTASMI DEL MARE

 
MARY CELESTE
 
 
 
Era il 13 dicembre 1872 quando nelle acque tra il Portogallo e l’arcipelago delle Isole Azzorre venne avvistato un brigantino, una imbarcazione d’altri tempi, con le veli spiegate e in perfetto stato, ma a bordo non c’era traccia dell’equipaggio. Era la canadese “Mary Celeste” la cui misteriosa apparizione rimane un mistero ancora oggi.
 
Da quando l’uomo ha osato sfidare gli oceani, le apparizioni spettrali, fantasmi o mostri degli abissi echeggiano attraverso i mari. Qualsiasi nave non ha difesa contro la potenza degli oceani.
Prima dell’era dei satelliti meteo e dei GPS i marinai ricorrevano ai miti e alle leggende per spiegare ciò che non poteva essere spiegato.
Omero nell’Odissea ci narra di Cariddi, un mostruoso e vorace vortice che inghiottiva intere navi e di Scilla, una bizzarra creatura che attirava i marinai verso la morte.
 
Le prime mappe recavano la scritta “infestate dai draghi” sui mari inesplorati e le leggende su tali mostri si sono succedute fino al XIX secolo. L’oceano è per noi un luogo pieno di misteri in quanto conosciamo meglio lo spazio che il fondo del mare. I marinai sulle navi vivevano nel terrore perché molti non sapevano nuotare e dal mare vedevano emergere creature di ogni genere all’epoca sconosciute: elefanti marini, che scambiavano per sirene o calamari giganti che ritenevano mostri marini. Era più l’impatto emotivo a spaventarli di quanto in realtà avessero visto.
Per neutralizzare i pericoli del mare i marinai si affidavano a superstizioni senza tempo. Regole da applicare ai vivi e ai morti; regole che valgono ancora oggi.
Alcuni ritengono che le navi fantasma siano governate dalle anime dei marinai defunti, altri che una nave abbandonata solchi le acque alla ricerca del suo equipaggio smarrito. Alcune volte il ritrovamento di una nave alla deriva è dovuto al fatto che l’equipaggio è stato indotto ad abbandonarla ritenendo che c’era un grave problema meccanico oppure, nel caso di imbarcazioni più piccole, che esse siano state colpite da qualche onda anomala, trasformando le imbarcazioni in navi fantasma. Ma a volte non è facile capire il motivo per cui la nave è vuota come è il caso della Mary Celeste.
 
Nel 1872 il brigantino Dei Gratia” navigava a qualche centinaia di miglia dalla costa dello stretto di Gibilterra quando il comandante individuò un altro brigantino a circa 5 miglia di distanza. Avvicinatisi e saleti a bordo, trovarono uno scenario da brivido: alcune tele lacerate, timone che girava da solo, bussola rotta, acqua nella stiva, la scialuppa mancante ed una mappa con una traiettoria per le Azzorre. Nessuna traccia dell’equipaggio mentre il carico, diverse centinaia di litri di alcolici, era intatto, tranne pochi barili trovati vuoti. Gli impermeabili e tutti gli altri effetti personali degli uomini erano stranamente al loro posto. La leggenda tramandata nel corso degli anni vuole che nella cucina di bordo, apparecchiati sul tavolo, vi fossero dei pasti con del tè ancora caldo. L’equipaggio della Dei Gratia condusse la Mary Celeste nel porto più vicino di Gibilterra dove le voci di una nave fantasma si diffusero a velocità del vento.
 
Il comandante Benjamin Briggs (foto a lato), sua moglie e la loro figlioletta, più i sette marinai del brigantino, non furono mai ritrovati. Quando in mare si ritrova una nave senza equipaggio è possibile fare qualsiasi ipotesi, più o meno fantasiose e ciò vale anche per la Mary Celeste. Essa era salpata il 7 novembre 1872 dopo aver imbarcato un carico di alcool industriale per conto della Meissner Ackermann & Coin da Staten Island (New York) ed era diretta a Genova. Il comandante della Day Grace fece domanda per avere la ricompensa per aver riportato il brigantino col suo carico, ma le autorità si insospettirono. Il procuratore generale di Gibilterra si rese conto che c’era sotto qualcosa perché il brigantino era in condizioni troppo buone e sospettò che l’equipaggio di entrambe le navi fosse in combutta per spartirsi il denaro della ricompensa. Nell’udienza, però, gli investigatori dell’assicurazione non trovarono alcuna prova di frode. La stampa seguiva le udienze ogni giorno fornendo dettagli sempre più inquietanti come la lama di un coltello insanguinato che gli investigatori dissero di aver trovato nella cabina del comandante scomparso. Il procuratore pensò che fosse stato messo lì ad arte ed infuriarono le supposizioni su chi lo avesse fatto.
 
Si trattava forse di ammutinamento?
 
Quando la fama della Mary Celeste raggiungeva il suo culmine, la rivista britannica “Cornhill Magazine” pubblicò un articolo (gennaio 1884) con le dichiarazioni di un certo “Habakur Jephson” che sembrava una confessione. Egli sosteneva di essere stato un passeggero della Mary Celeste e che il viaggio era iniziato sotto pessimi auspici perché un passeggero sinistro aveva minacciato l’equipaggio e la famiglia di Briggs per poi sterminarli tutti. La sua dichiarazione suscitò scalpore anche se forniva una risposta al mistero. Comunque vero o falso che fosse, la nave aveva già una fama funesta. Infatti dopo la sua costruzione (1860) ci furono molte difficoltà per farla entrare in acqua e durante il primo viaggio il suo primo comandante si ammalò gravemente. La maledizione sembrava essere continuata anche col successivo comandante Briggs i cui parenti prossimi perirono tutti di morte prematura in mare. Si dice che alcuni marinai rifiutassero qualsiasi lavoro anche se ben pagati a causa della maledizione.
Ma maledetta o no, qualcosa a bordo era accaduto: pirateria, ammutinamento o tromba d’aria, il mistero è rimasto.
 
Ma questa non è l’unica nave fantasma della storia e vi sono casi simili in cui è impossibile dare una risposta logica. Un altro esempio di questo tipo di navi fantasma è il mercantile americano “MV Joyita, ritrovato nel Pacifico nel 1955. Dei 16 membri dell’equipaggio e dei 9 passeggeri non fu mai ritrovata traccia.
Nel 2006 il “Jian Seng fu ritrovato vicino alla costa dell’ Australia, senza che si sapesse molto della sua origine e delle ragioni per le quali si trovava lì. Ad agosto, il “Bel Amica fu scoperto al largo della Sardegna; gli uomini della guardia costiera ritrovarono cibo, artefatti egizi, mappe francesi del mare del Nord Africa ed una bandiera del Lussemburgo. Il tipo di goletta, somigliante a quelle in uso nel XIX secolo non è mai stato registrato né con il nome di Bel Amica, né con altri. Per la sua storia e apparizione, la nave è stata paragonata alla Mary Celeste.
 
Nessuno degli uomini scomparsi dalla Mary Celeste fu mai ritrovato, né si seppe mai cosa accadde loro sebbene nel 1873 furono segnalate due scialuppe di salvataggio nell’entroterra spagnolo, una avente una bandiera americana a bordo, l’altra contenente cinque corpi. Tuttavia questi corpi non sono mai stati identificati. Resta il fatto che migliaia di persone hanno perso la vita in disastri in mare e si dice che il destino di quelle anime smarrite non trovi mai pace. I fantasmi del mare sembrano esserci ancora oggi come nel caso della prestigiosa “Queen Mary”, ancorata nel porto di Long Beach e meta di turisti, i cui fantasmi sono diventati celebri. Ma questa è giusto un’altra storia da riservare per un eventuale prossimo post……..
 
Riferimenti:Trasmissione Yoyager Rai 2
 
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