PERVERSIONI NELLA MITOLOGIA GRECA

PASIFAE ED IL MINOTAURO

Quando Pasifae, moglie del re di Creta Minosse (figlio di Zeus e di Europa), chiese all’ateniese Dedalo di aiutarla ad accoppiarsi con un toro, l’inventore non seppe dire di no!

Si trattava del bellissimo toro bianco che il dio Poseidone aveva fatto emergere dalle acque come richiesto da Minosse, che lui doveva poi sacrificare in suo onore. Ma Minosse lo tenne per se sostituendolo con un altro. Poseidone non dimenticò il mancato sacrificio e, per vendicarsi, fece in modo che sua moglie Pasifae se ne innamorasse. Pasifae mentre entra nella vacca di legno
Dedalo si trovava a Creta come profugo per sfuggire a una condanna per omicidio, mentre Pasifae rimase   colpita dalla bellezza del toro incontrato sulla spiaggia.
Per mantenere la promessa, Dedalo costruì una vacca di legno, cava all’interno, nella quale Pasifae doveva entrare, sistemandosi in modo tale che il suo posteriore si trovasse nella giusta posizione per poter fare sesso col toro. 
Rimasta per un paio di ore da sola con l’animale, l’inganno funzionò e la vogliosa Pasifae riuscì a soddisfare le proprie voglie carnali (come narra Ovidio nelle Metamorfosi).
In seguito il toro bianco si inferocì (chissà perché?!) e, catturato da Eracle e portato in Grecia, fu poi ucciso da Teseo
 
Comunque quell’unione diede anche i suoi frutti dal momento che la regina partorì il Minotauro, un mostro metà uomo e metà toro. La città di Atene, sottomessa allora a Creta, doveva inviare sette giovani maschi e sette fanciulle da offrire in pasto al Minotauro, che si cibava di carne umana.
                                  Teseo ed il Minotauro
 
Per questo, Teseo, eroe e figlio del re ateniese Egeo, si recò a Creta per sconfiggere il minotauro, riuscendo anche a fuggire dal labirinto con l’aiuto di Arianna (figlia di Minosse), che gli svelò come uscirne (usando il celebre “filo d’Arianna”).
Minosse, per nascondere il frutto di quel tradimento, chiese a Dedalo di rimediare facendogli costruire il famoso labirinto, così come gli aveva consigliato l’oracolo. Ma oltre a rinchiudervi il Minotauro, Minosse per precauzione fece rinchiudere anche lo stesso Dedalo e suo figlio Icaro.
Secondo una versione della leggenda, il costruttore per scappare costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera.
 Statua di Minosse    
 Durante il volo Icaro si avvicinò troppo al sole ed il calore fuse la cera, facendolo cadere in mare. Fuggito da Creta, Dedalo si recò in Sicilia a Camico (Agrigento), dove trovò rifugio presso il re Cocalo. Minosse non si arrese e si recò di persona da Cocalo per reclamare il prigioniero. Il re sicano, deciso a salvare il suo ospite, con la scusa di un bagno caldo fece “bollire” Minosse per poi rimandarne addolorato le spoglie ai cretesi.
Il poeta greco Sofocle scrisse una tragedia che racconta appunto tale vicenda, mentre la cittadina siciliana di Eraclea Minoa si chiamerebbe così proprio per onorare il nome del re cretese morto a Camico.
Anche Dante ricorda Pasifae e il suo amore bestiale nel Purgatorio, dove la sua storia è gridata dalle anime del settimo girone come esempio di lussuria.
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