ESPERIENZE ALIENE

 

IL CASO DEI CONIUGI VIDAL

 

Il 3 maggio 1968 i coniugi Vidal (il dottor Gerardo Vidal e sua moglie, la signora Raffo de Vidal) stavano rientrando dopo da una cena a casa di amici insieme ai coniugi Rapallini, che erano già partiti prima di loro per dirigersi alla città di Maipù (vicino Buenos Aires). Erano quasi arrivati quando una fitta nebbia avvolse la strada e la loro auto. I due caddero, stranamente, in uno stato di incoscienza e non si resero conto di cosa stesse accadendo. Quando si ripresero, si resero conto di trovarsi su una strada sconosciuta. Rimasero poi sbigottiti quando, fermatisi per chiedere a dei passanti dove si trovassero, seppero di essere in Messico ad oltre 6.000 km. lontani da dove dovevano essere! I loro orologi si erano fermati sull’ora di inizio viaggio mentre, invece, erano già passate circa 48 ore; erano incolumi sebbene la vernice dell’auto era completamente bruciacchiata. La stampa e le TV locali diedero ampio risalto all’accaduto anche se i coniugi Vidal risultarono irrintracciabili e non concessero mai alcuna intervista in proposito, anzi, la notizia fu smentita dai coniugi Rapallini.

Sta di fatto però, che alcuni parenti dei Vidal (anche parenti dei Rapallini) avrebbero confermato la storia ad alcuni amici intimi Si parlò di rapimento alieno e di teletrasporto e, a quanto pare, l’unico testimone indiretto dell’accaduto sarebbe stato un giovane, presunto parente dei Vidal, che venne intervistato nel talk show "Sabados circulares de Mancera", uno dei programmi televisivi più popolari di quel tempo. La notizia corse in tutto il paese, ed in breve spuntarono altre persone che asserivano di aver conosciuto i Vidal.

L’auto su cui i due avevano viaggiato, una Peugeot 403 bianca, fu inviata negli Stati Uniti per accertamenti e secondo gli ufologi che scrissero del caso, c’era stato l’intervento dei servizi segreti statunitensi e si ipotizzò che il silenzio dei Rapallini e la stessa irreperibilità dei Vidal fosse stata intimata proprio da questi e che anche il console argentino, Rafael Lopez Pellegrini, sarebbe stato obbligato a non fare parola del fatto in modo da poter dar tempo alle autorità di effettuare un’inchiesta. Di tutto è stato scritto circa l’assenza dei testimoni Vidal mentre, un’ulteriore indiscrezione pervenuta alla rivista "Flying Saucer Review" affermava che la signora Vidal sarebbe morta di leucemia all’ inizio del 1969, cioè pochi mesi dopo quella sconcertante avventura.
Dopo poco tempo il caso Vidal cadde nel dimenticatoi e per anni non se ne seppe più niente. Molti hanno tentato di fare ricerche per approfondire il caso e solo pochi anni fa, dalle risultanze di alcuni investigatori, risulterebbe che il tutto non fu altro che la propaganda di un film argentino poco conosciuto: "Che Ovni" (UFO), creata dal regista Annibal Uset, con la complicità di un giornalista. Il film racconta, infatti, di un rapimento alieno dove il protagonista insieme ad un’affascinante autostoppista, mentre viaggiano su una Peugeot 403 bianca, vengono rapiti da un Ufo per riappare dal nulla a Parigi dove, nel prosieguo della storia, lui diventa un famoso cantante e ballerino di tango.

Lo stesso Uset avrebbe confessato affermando che anche il nome "Vidal" era inventato e che il redattore del primo articolo di giornale sul caso lo avrebbe ideato ispirandosi ad una località vicino a Maipù denominata "Coronel Vidal".

 

 

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