LA DEA DELLA LUNA NERA

 
 
LILITH
 
Lilith (1892), by John Collier
 
Il nome Lilith deriverebbe dal sumero “Lil” che significa tempesta e nella religione mesopotamica del 700 a.C. la divinità Lilitu rappresenta il demone (esseri per metà umani e per metà divini) femminile del vento e della tempesta. Lilith appare nella storia sumera "l’albero huluppu" i cui protagonisti sono Inanna e Gilgamesh.
Inanna trova un albero huluppu sulle sponde dell’Eufrate che è sradicato dall’erosione dell’acqua, lo prende con se per piantarlo nel suo giardino con l’intenzione di utilizzarne la legna per fare il proprio trono ed il proprio letto. Ma dopo dieci anni, quando l’albero è cresciuto, non può essere utilizzato.
« Quindi un serpente, che non può essere incantato fece il suo nido tra le radici dell’albero huluppu l’uccello Anzu mise i suoi piccoli tra i rami dell’albero e la vergine nera Lilith costruì la sua casa nel tronco».
Inanna, la giovane dea che ama sorridere, a questo punto piange, piange a dirotto ma non risolve la situazione. Chiama in aiuto il fratello Gilgamesh che, dotato di una forza prodigiosa, colpisce il serpente tra le radici, l’uccello Anzu fugge quindi con i suoi piccoli verso le montagne e così Lilith, verso i luoghi selvatici.
 
Secondo la lingua mesopotamica (l’accadico) Lil-itu ("signora dell’aria") potrebbe riferirsi alla divinità femminile sumerica Ninlil dea del vento meridionale e moglie di Enlil. Per gli antichi sumeri era la signora dell’aria figlia di Haia e di Nunbarsegunu (o Ninshebargunnu) ed il suo nome era Sud, ma quando si unì a Enlil cambiò in Ninlil. A volte è menzionata come figlia di An e Nammu (dea della creazione) che viveva in Dilmun (Bahrain) e secondo quello che racconta il testo di "Enlil e Ninlil", fu violentata da Enlil mentre si bagnava nuda nel fiume. Nell’antico Iraq il vento del sud è associato con l’aggressione portata dalle tempeste di polvere meridionali e in generale con le malattie.
Nella mitologia babilonese Lilu, Lilitu e Ardat Lili formano una terna di demoni mentre la mitologia mesopotamica è spesso formata da terne divine dove Lilu è il demone maschile, Lilitu quello femminile e Ardat Lili la giovane figlia.
 
Attraverso la mitologia assiro-babilonese questa figura femminile entra anche nel folklore giudaico come un demone notturno, ovvero la civetta che lancia il suo urlo nella versione della Bibbia di Re Giacomo (la versione inglese della Bibbia usata dalla chiesa anglicana).
Nella Bibbia, il nome di Lilith è citato una sola volta (è un hapax) nel libro di Isaia (dove si descrive la desolazione di Edom):
« Gatti selvatici si incontreranno con iene, i satiri si chiameranno l’un l’altro; vi faranno sosta anche le lilit e vi troveranno tranquilla dimora » (Isaia 34:14),
mentre secondo la tradizione della cabala del VIII sec. d.C. (parte della tradizione esoterica ebraica) è il nome della prima donna creata, la prima vera compagna di Adamo precedente ad Eva. Lilith per essersi rifiutata di sottomettersi alle richieste sessuali di Adamo e per aver nominato il nome proibito di Dio fu costretta ad abbandonare il giardino dell’Eden. A seguito del litigio, Lilith sarebbe salita al cielo, trasformandosi in un demone in incessante ricerca di infanti e di seme maschile. Dannata per questo, divenne uno spirito della notte simbolo di Babilonia e dei nemici di Israele e nel’immaginario popolare ebraico fu temuta come terribile demone notturno capace di portare danno ai bambini di sesso maschile e dotata degli aspetti negativi della femminilità: adulterio, stregoneria e lussuria. Esiste una tradizione secondo la quale viene posto attorno al collo dei neonati di sesso maschile un amuleto con iscritti i nomi dei tre angeli Senoy, Sansenoy e Semangelof [detti anche Sanvi, Sansavi e Semangelaf) per proteggerli da Lilith prima della circoncisione rituale – vedi appresso (*) ].
Secondo un’altra versione si traccia un cerchio magico attorno alla culla con i nomi degli angeli, mentre un’altra tradizione prevede che si aspetti a tagliare i capelli ad un ragazzo per far credere a Lilith che si tratti di una ragazza. Inoltre, è sempre Lei che provoca le eiaculazioni notturne ai ragazzi adolescenti da cui si generano entità soprannaturali (come i jinn nella tradizione arabo-islamica), comportandosi in tal modo come spirito succubo analogo femminile dello spirito incubo maschile. Difatti, lo Zohar (il Libro dello Splendore della Cabala) spiega che il demone Lilith, figura impura, coopera strettamente con l’angelo Satana.
 
La "Tentazione" di Michelangelo, con Adamo, Eva e Lilith
 
Alcuni passaggi scritti nel Talmud (che significa insegnamento, studio, discussione ed è uno dei testi sacri dell’Ebraismo e diversamente dalla Torah è riconosciuto solo dall’Ebraismo che lo considera una Torah orale) forniscono la miglior immagine del demone trovata finora nella letteratura giudaica Qui viene fatto riferimento alle origini mesopotamiche di Lilith e si prefigura il suo futuro come enigma esegetico della Genesi. Viene raffigurata con ali e lunghi capelli e come una "Seduttrice" assume forma di donna per abusare sessualmente degli uomini durante il loro sonno, così come tentò Adamo facendo versare il suo seme (la Qabbalah afferma che da questo seme sorsero molti demoni e in seguito, dopo 130 anni di dissolutezze, Adamo si riunì poi ad Eva).
Per questo, Lilith è associata al Rilievo Burney, una terracotta paleobabilonese che raffigura una divinità nuda dotata di ali, con artigli al posto dei piedi e affiancata da due gufi conservata al British Museum di Londra.
 
Rilievo Burney
 
Un’altra fonte che descrive Lilith come la prima figura femminile vista da Adamo è il licenzioso “L’alfabeto di Ben-Sira” intitolato a Yeshua ben Sira e scritto nel X secolo d.C. da autore anonimo (raccolta di storie su eroi della Bibbia e del Talmud, tramandato dai mistici Ebrei della Germania medievale che diventa ampiamente conosciuto con il Lexicon Talmudicum di Johannes Buxtorf del XVII secolo). Nel libro viene raccontato che Lilith, mentre in un primo momento provocò Adamo, poi fu spiritualmente vinta da quest’ultimo ed abbandonò l’Eden. Come prova della superiorità morale ed etica, spirituale e sapienziale del genere umano sui demoni, che stanno sul ‘mondo dell’impurità’ conosciuto come ‘l’altro lato’, è scritto:
« Ella disse ‘Non starò sotto di te,’ ed egli disse ‘E io non giacerò sotto di te, ma solo sopra. Per te è adatto stare solamente sotto, mentre io sono fatto per stare sopra».
Lilith pronunciò infuriata il nome di Dio, prese il volo ed abbandonò il giardino del Paradiso rifugiandosi sulle coste del Mar Rosso. Poi, abbandonò il Paradiso di propria iniziativa, prima della caduta dell’uomo e non toccando l’Albero della Conoscenza non fu condannata alla mortalità.
 
Raffigurazione del re Asmodai     
 
In seguito Lilith si accoppiò con Asmodai (demone biblico di origine iranica) e vari demoni che trovò oltre il Mar Rosso, creando una infinita generazione di Jinn. Adamo chiese a Dio di riportare indietro Lilith, cosi tre angeli, chiamati Senoy, Sansenoy e Semangelof, furono mandati per ricercarla. (*) Quando i tre angeli trovarono Lilith, le ingiunsero di tornare minacciandola di morte, lei rispose che non sarebbe potuta tornare da Adamo dopo aver avuto relazioni con i demoni e che non sarebbe potuta morire in quanto immortale. Ma quando gli angeli minacciarono di uccidere i figli che lei aveva generato con i demoni, li supplicò di non farlo promettendo che non avrebbe toccati i discendenti di Adamo ed Eva, se solo si fossero pronunciati i nomi dei tre angeli.
 
                                Wicca col pentagramma
 
La sua figura, iniziata a delinearsi nel Medioevo e alla fine dell’800, in parallelo alla crescente emancipazione femminile nel mondo occidentale, diventa poi il simbolo del femminile che non si assoggetta al maschile e, rivalutata nelle religioni neopagane, viene posta a fianco di simboli come quello della Grande Madre (la divinità femminile primordiale, presente in quasi tutte le mitologie note, in cui si manifestano la terra, la fertilità ed il femminile come mediatore tra l’umano e il divino). Per questo viene particolarmente considerata nella cultura della Wicca (la più diffusa e influente delle religioni appartenenti al movimento neopagano, culto mistico ed esoterico) dove c’è una leggenda secondo cui Lilith fu la prima donna creata, la prima compagna data da Dio ad Adamo. Ma Dio la cacciò dal paradiso terrestre perché rifiutava di sottomettersi ad Adamo, anche in ambito sessuale, rifiutando che fosse sempre e solo lui a possederla. Una volta scacciata Lilith vagò sulla terra e generò con Satana (qui simbolo della ribellione) le passioni umane.
 
 
Lady Lilith by Dante Gabriel Rossetti
 
 
 
 
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