L’ESTINZIONE DELLE API

 
  
API E PROFEZIE DEI MAYA
 
 
 
 
La causa improvvisa della moria delle api che da tempo sta facendo preoccupare zoologi e naturalisti non ha, ad oggi, ancora una causa certa.
Il “World Watch Institute” (fondato a Washington nel 1975, offre a studiosi e politici informazioni globali ed interdisciplinari sui fenomeni del nostro tempo ed in particolare sulla situazione ecologica del globo, pubblicando annualmente un rapporto) ha espresso la sua preoccupazione denunciando il fatto che in molti stati americani un terzo degli alveari è già scomparso. Anche se tale fenomeno non ha avuto l’eco che meritava, gli effetti negativi derivanti potrebbero essere, invece, molto seri.
 
“Quando le api scompariranno all’Uomo resteranno circa 4.000 anni di vita. Non più impollinazione, non più piante, non più animali, non più uomo”
 
Questo è quanto in tempi non sospetti scrisse Albert Einstein. Ma già i Maya con le loro “profezie” avevano predetto un radicale cambiamento (la fine delle Terra?) nel mondo previsto per dicembre 2012. Le varie civiltà che si sono succedute nei millenni hanno spesso ritenuto l’ape un insetto molto importante, considerandolo perfino sacro. Questo grazie al fatto che la cera veniva usata per l’illuminazione ed il miele come alimento energizzante e dolcificante. Inoltre l’ape era strettamente correlata con il Trascendente perché il suo miele veniva assimilato alla vitale rugiada, dono del cielo.
Le api erano considerate messaggere divine e presso i greci erano consacrate alla dea Demetra, simbolo di morte e di resurrezione. Per i Maya l’ape rappresentava il Paradiso e sarebbe stata inviata sulla Terra dagli dei per favorire l’elevazione spirituale dell’Uomo. Per gli egizi era presa a riferimento sia come simbolo di ubbidienza e di valore che per i riti funebri, mummificazione compresa. In tempi più moderni, nel nord-est della Francia nel giorno del Venerdì Santo gli allevatori ponevano sulle arnie una croce di cera per assicurarsi un buon raccolto di miele. A Saint-Martin-Le-Chatel esiste una chiesetta dedicata ai santi Filippo e Giacomo ritenuti protettori delle api.
 
La dea Ape per i Sumeri
 
 
Ma quale sarebbe il motivo della scomparsa delle api?
Agli inizi si pensava fosse una conseguenza delle culture OGM, dell’effetto serra, del buco dell’ozono o dell’uso indiscriminato di pesticidi e di concimi chimici, ma, dal momento che le api si sono bene adattate negli anni a tali circostanze, secondo un recente approfondito studio dell’università tedesca di Landau le cause sarebbero invece da attribuire ad uno squilibrio elettromagnetico che da anni interesserebbe il nostro pianeta. Squilibrio che deriverebbe da una eccessiva presenza di sorgenti a radio-frequenza, quali TV, radio, cavi elettrici, radar, cellulari e forse da una anomala attività solare. Tale inquinamento sconvolgerebbe il sistema di comunicazione ed orientamento di uccelli ed insetti e delle sensibili api in particolare.
Targhette d’oro greche (British Museum) 
 
Secondo gli studi del ricercatore Maurice Cotterel sui cambiamenti che stiamo vivendo, in relazione alle attività delle macchie solari e sul calendario dei Maya, ci troveremmo oggi nella “Quinta era”. Secondo il calendario Maya, l’attuale “Età dell’Oro” (la quinta, governata dal dio Quetzalcóatl, il serpente pennuto dell’antico Messico precolombiano, patrono di tutti i sacerdoti e simbolo della morte e della resurrezione) terminerà nel 2012. Secondo il ciclo dei mondi l’epoca attuale veniva considerata il quinto mondo, mentre le quattro precedenti Ere dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra sarebbero tutte terminate con distruzioni e sconvolgimenti ambientali.
Decodificando le loro complesse rappresentazioni astronomiche, gli autori rivelano il significato delle profezie, giungendo alla conclusione che la nascita e la fine della civiltà coincidono con i cicli delle macchie solari.
 
Il dio Quetzalcóatl
 
Cosa ci dobbiamo aspettare?
Secondo Maurice Cotterell e Adrian Gilbert, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuta ad uno spostamento dell’asse del pianeta. La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici, come quello occorso il 26 dicembre 2004 e descritti dallo storico Velikvosky nel libro "Earth in Upheaval". Cotterell, in base ai suoi studi ha concluso che la profezia relativa alla fine della quinta Era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista per il 2012. Chissà, forse fu proprio uno spostamento dell’asse terrestre che circa 10.500 anni fa fece sprofondare Atlantide e Lemuria o che provocò il Diluvio Universale?
 
 
Il calendario Maya
 
Per qualche catastrofista lo spostamento dell’asse terrestre cambierebbe il clima ed un suo rapido movimento metterebbe perfino a rischio l’intera esistenza sulla Terra.
 
“Ape, svegliati, lavora per Dio e per me!”
[antico canto degli apicoltori di Nievre nel giorno della Candelora]
 
Geroglifico di un ape su un tempio a Luxor
 
 
 
 
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