LE RUNE

 
 
Il  linguaggio segreto del mondo
 
 
La leggenda racconta che le Rune furono donate dagli dei al dio nordico Odino dopo il suo sacrificio (un complesso rituale sciamanico durato 9 giorni e 9 notti mentre era appeso a testa in giù all’albero cosmico Yggdrasil – il frassino, albero del mondo).
 
 Una rappresentazione di Yggdrasill
 
Dal sostantivo norreno (ligua germanica del VII sec.) la parola rún significa mistero,sussurro.  Le Rune custodivano una Conoscenza ed un Potere che solo gli dei potevano rivelare ed è grazie a loro che Odino potè accedere alla ‘conoscenza suprema’. Sciamani, sovrani e semplici uomini per secoli si affidarono al loro immenso potere per capire i segni del fato, per interpretare il volere degli dei e per proteggere ed onorare i defunti, incidendole sulle  lapide. Una scrittura, quella dell’alfabeto runico, enigmatica e piena di carica esoterica; le sue lettere sembrano strettamente legate all’alfabeto latino, greco e celtico oltre che al simbolismo dell’ogham druidico (l’alfabeto dei Druidi). La scrittura runica composta da 24 lettere è anche conosciuta come ""fuþark" dalle iniziali dei suoi primi segni:
 
  • Fehu (Bestiame)                                          f  (f)
  • Uruz (il toro selvaggio)                                 u  (u)
  • Thurisaz (Il martello del Dio Thorn; la spina)   th,þ  (þ=th)  
  • Ansuz (Il Dio As /Odino)                               a  (a)
  • Raidho (Viaggio a cavallo)                            r   (r)
  • Kanuan (La torcia)                                                         k    (k)
     
    Le prime incisioni trovate in Scandinavia risalirebbero al II e II sec. sebbene si pensi ad un origine ancora più antica e nel mondo anglosassone antico, grazie alla persistenza di pratiche pagane, l’uso di tale alfabeto è rimasto fino al X secolo. Ma la maggior parte delle iscrizioni, appartenenti ai Vichinghi, sono state trovate in Svezia e nell’isola di Oland in particolare. Nei secoli, dai 24 segni di partenza, l’alfabeto del  Futhark  subì profonde trasformazioni riducendosi a soli 16 segni per poi essere lentamente sostituito da quello latino e scomparire del tutto verso il XIV sec.
    Nel corso della storia diverse persone dedite all’occultismo hanno usato il potere delle Rune per realizzare desideri, proteggersi dal pericolo o realizzare sogni. Ma le Rune non furono rivelate per tali scopi. Perfino le "SS" naziste applicarono i segni delle Rune sulle loro insegne, traviando il loro reale significato.
    Odino. Illustrazione di Georg von Rosen
     
    Per meglio comprendere le origini ed il potere delle Rune, però, occorre accennare alla nascita dell’uomo secondo il poema Hávamál (mitologia norrena sulle leggende degli eroi germanici) dove è lo stesso Odino a parlare.
     
    «  Lo so io, fui appeso
    al tronco sferzato dal vento
    per nove intere notti,
    ferito di lancia
    e consegnato a Odino,
    io stesso a me stesso,
    su quell’albero
    che nessuno sa
    dove dalle radici s’innalzi.
    Con pane non mi saziarono
    né con corni [mi dissetarono].
    Guardai in basso,
    feci salire le rune,
    chiamandole lo feci,
    e caddi di là. »

    I figli di Borr crearono gli uomini da due alberi trovati sulla spiaggia, il primo Odino – spirito di vita, il secondo Vili – saggezza e movimento ed il terzo – forma, parola, udito e vista. L’impiccagione rituale effettuata da Odino era un modo per intraprendere il suo cammino iniziatico al fine di ricevere, con sacrificio (secondo le modalità dei sacrifici umani che venivano tributati al dio nella Scandinavia precristiana), le lettere magiche che gli permettevano, poi, di trasmettere a tutti gli uomini "la conoscenza".

    Ogni runa si compone di 3 aspetti ed è una triade che non può essere separata, in quanto nessuna di queste tre parti può avere senso da sola: ognuna implica l’esistenza e la sussistenza delle altre due.

    • Il suono (il nome pronunciato): valore fonetico della runa è la sua caratteristica vibratoria nell’aria e nello spazio. Questa rappresenta la qualità creativa che risiede nella magia della vocalizzazione. È la qualità alla quale pensiamo quando immaginiamo la parola di Dio, per esempio. Può essere applicata alla voce.
    • Il glifo della runa (la sua forma): rappresenta la sua qualità visibile. Questa è, forse, la caratteristica che riusciamo a comprendere meglio, in quanto – come esseri umani – riusciamo a trasporre un’enfasi eccezionale in quello che possiamo vedere. Può essere applicata alla vista.
    • Il contenuto simbolico: rappresenta il significato (o i significati) che sono stati attribuiti alla runa; tuttavia, è facile comprendere come anche questo aspetto sia solo un pallido riflesso del reale significato della runa, che resta, comunque, celato ai nostri 5 sensi. Questo perché le rune esistono in una realtà molto più estesa di quella tridimensionale e possono, quindi, solo essere accennate nel diagramma bidimensionale che siamo superficialmente disposti a concepire. Non può essere applicata, i significati delle rune possono essere concepiti e elucubrati soltanto da alcune menti, che hanno, come dire, un sesto senso, sovraterreno.

    Secondo Tacito, in Germania, sacerdoti, capi tribù o paterfamilias praticavano sortilegi leggendo la disposizione di pezzetti di legno, su cui erano incise le Rune, sparpagliati a caso su un telo bianco.

     

    Per chi volesse saperne di più sul significato di ogni Runa e sul loro uso vi rimando alle decine di siti presente in rete o alla consultazione di libri specifici.

     

     

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