I RE MAGI

 
La verità sui tre Magi
 
 
I tre magi, tra i personaggi più noti della tradizione cristiana e simbolo delle tre età dell’uomo, sono, molto probabilmente, solo un invenzione.
Non si conosce se ne erano tre e da dove venissero, non è vero che seguissero una cometa e che i loro nomi fossero davvero Melchiorre, Baldassare e Gaspare. Questo, ed il fatto che tra gli Apostoli sono citati solo nel Vangelo di Matteo, mette in discussione la loro esistenza. C’è da dire che col nome "magi" si identificavano, comunque, i sacerdoti dei Medi, popolo antenato dei Curdi vissuto nel VI secolo a.C. sottomessi dai persiani. Erodoto li cita come indovini e studiosi di astri, seguaci del profeta Zoroastro.
Di fatto non erano re ed ai tempi di Gesù l’impero persiano era finito mentre i magi, considerati pagani dagli ebrei, avevano ripreso i loro riti e gli studi astronomici. Probabilmente, Matteo inventò la storia dei re Magi per lanciare un messaggio anche ai non ebrei. Un semplice intento propagandistico e simbolico come altri personaggi di alcune note favole.  Stesso discorso per la cometa dal momento che nell’anno ‘uno’ nessuna cometa è passata vicino alla Terra, tranne quella di Encke che, però, non era visibile ad occhio nudo. Tali studi furono anche confermati da autori esperti sull’argomento come Tacito e Plinio il Vecchio, il più scrupoloso osservatore dei fenomeni celesti che registrò il passaggio di molte stelle come quella di Halley. Presumibilmente l’astro a cui Matteo e Giacomo accennano nei loro scritti si riferisce alla congiunzione Giove-Saturno che abbinati dovevano apparire come una grande stella. Tale teoria fu formulata dall’astronomo tedesco Johannes Kepler nel 1603 secondo i cui calcoli il fenomeno era avvenuto più volte durante il 7 a.C. Dal momento che, come noto, la data della nascita di Cristo è errata e che quella più probabile può essere datata dai 4 anni prima agli otto anni dopo l’anno uno, il racconto di una stella luminosa dei Vangeli diventa quindi più probabile.  Matteo parla genericamente di "alcuni" Magi provenienti dall’oriente (qualunque paese asiatico o arabico) e non specifica nè i loro nomi nè che fossero re.  Ma a parlare di Magi vi sono anche alcuni testi antichi definiti apocrifi come il Vangelo armeno che, addirittura, scende  nei particolari specificando, tra l’altro,  che il viaggio dei Magi durò 9 mesi, che i loro nomi erano appunto quelli di Melkam, Baethasar e Gaspar e tutta la mercanzia che la loro carovana trasportava (oro, incenso, mirra, aloe, porpora, mussolino, cannella, cinnamomo, argento, zaffiri, perle, libri esoterici, ecc.) Altrettanto fantasioso è il Vangelo arabo-siriano che parla dei tre fratelli magi che con un seguito di 12 mila cavalieri tornarono in patria con un pannolino del Messia da bruciare ritualmente sul fuoco. Forse, anche in questi casi si tratta di fantasie create per identificare Gesù col Messia atteso da chi non era ebreo.
Nei secoli anche l’iconografia dei magi nell’arte sacra ha subito delle variazioni di epoca in epoca. Dai tre magi col tipico copricapo frigio dei sacerdoti zoroastriani presenti negli affreschi del III e IV sec. nelle catacombe di San Callisto a Roma alle corone presenti nelle raffigurazioni di Duccio Buoninsegna dell’inizio trecento presenti nel Duomo di Siena (foto sotto). Giotto è il primo a sostituire la stella con una cometa mentre nel 400 i tre re assumono l’aria di signori rinascimentali con tanto di cavalli ed il Mantegna ne dipinge, poi, uno con la pelle nera.

Si dice che al”inizio del IV sec. Santa Elena, madre dell’imperatore Costantino, era tornata dal Gerusalemme con tre salme mummificate, accreditate come i resti dei Magi, portandole nella basilica di Santa Sofia a Costantinopoli. Sant’Eustorgio, vescovo di Milano, intorno al 345 le fece trasferire nel capoluogo lombardo, nella chiesa che attualmente porta il suo nome. Oggi quel sarcofago, tranne pochi frammenti, è vuoto perché nel 1164 Barbarossa trafugò le reliquie portandole a Colonia dove si troverebbero tuttora.
 
Indipendentemente dalla verità storica che nessuno conosce con certezza, si continui pure ad abbellire il presepe con la presenza delle tre statuine così come anch’io ho sempre fatto!
 
 
 
riferimenti: focus storia 01/2008 

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