SESSO E RELIGIONE

 
Il sesso nella storia
 
 
 
Senza sesso la vita stessa non esisterebbe.
 
Secondo i Greci, agli inizi del mondo, lo sperma del Padre Cielo cadendo fecondò la Madre Terra. Per gli Egizi, invece, il dio solare Aman con la masturbazione aveva creato la prima coppia divina.
Tra gli dei dell’Olimpo Zeus era il più donnaiolo e libertino insidiando ninfe, dee e mortali (noto il rapimento del bel Ganimede), popolando così Olimpo e Terra. Per molti popoli del passato l’accoppiamento era considerato un atto sacro e per questo rivestiva un ruolo di primo piano nella religione. La possibilità di procreare offriva, difatti, la possibilità di accomunarsi col divino, imitando gli dei che avevano popolato la Terra. Il piacere dava l’estasi portando la mente a livelli superiori e per questo le pratiche sessuali etero o omo erano parte integrante di molti rituali.
 
Ganimede rapito da Zeus
 
Il destino di ogni comunità dipendeva dalla fecondità umana e dalla fertilità della terra. Alcune civiltà per garantire buoni raccolti “fertilizzava” il terreno col proprio sperma durante riti propiziatori in onore della Dea Madre. Se gli uomini creavano statuette o pupazzi raffiguranti donne nude, le donne greche già allora usavano strumenti simili ai moderni vibratori sia per uso propiziatorio che per piacere personale.
Le donne egizie offrivano agli dei amuleti raffiguranti i propri mariti con ben evidente un grosso pene al fine di migliorarne le loro prestazioni a letto. La stessa dea Iside aveva costruito un fallo d’oro col quale aveva, dopo la morte del povero marito Osiride, concepì il figlio Horus. Quello che era mancata ad Iside era stato, invece, dato in eccesso a Priapo, divinità divenuta molto cara a Romani e Greci. Il suo smisurato membro ne fece la divinità della fertilità e la forza generatrice della Natura.. Priapo era parente del dio egizio Bes e dei satiri, le depravate divinità dei boschi metà uomini e metà capre.
 
La nudità, il sesso e lo stesso organo sessuale maschile non era vergogna, anzi, veniva spesso rappresentato ed esposto in pubblico nelle cerimonie religiose. I Greci in onore di Dioniso (Bacco il corrispondente dio romano) svolgevano riti orgiastici e lo stesso facevano i romani per i riti iniziatici dei Baccanali durante i quali gli adepti si violentavano a vicenda. In origine, ai Baccanali celebrati in onore di Dioniso (dio dell’agricoltura) prendevano parte i pastori che di ritorno dal periodo di transumanza, con la sola compagnia delle pecore, ai sacrifici animali facevano seguire pratiche sessuali che duravano alcuni giorni. D’altronde anche la cerimonia romana dei Lupercali (vedi intervento:
http://antveral.spaces.live.com/blog/cns!B82C8038190F5EA4!963.entry oppure http://tony_.go.ilcannocchiale.it/?YY=2008&mm=2&dd=15 ) più antica della stessa Roma, era una celebrazione del sesso durante la quale le ragazze vergini potevano essere iniziate da un qualunque pellegrino. Lo stesso accadeva in Fenicia dove presso le sacerdotesse della dea Astante si recavano tutte le ragazze in età da marito per essere messe a disposizione dei visitatori in cambio di pochi soldi. Idem per le donne babilonesi che almeno una volta nella loro vita dovevano offrire la loro verginità a pagamento nei templi della dea Ishtar. Soldi che venivano offerti alla dea.
 
 
Baccanali (Auguste Léveque)
 
Discorso diverso, invece, per le sacerdotesse di Venere chiamate Ierodulie che dedicavano la loro esistenza al santuario presso il quale si prostituivano in cambio di obuli da donare al tempio. Gli uomini che vi si recavano provavano l’ebbrezza di congiungersi con la dea della fertilità.
L’esatto opposto avveniva alle vergini Vestali latine protettrici del focolare che, al servizio della dea Vesta, non potevano, invece, avere rapporti per i primi 30 anni, pena la morte.
 
 priapo
Priapo da giovane
 
Ogni primavera il re e la sacerdotessa di Inanna nella città sumera di Ur, durante la celebrazione delle “nozze sacre” (ierogamia) facevano sesso in pubblico per garantire fertilità al popolo e alla terra. Ma a parte tali antiche tradizioni pagane, il legame sesso-religione lo si ritrova anche nell’Antico Testamento dove incesti, stupri, prostituzione e trasgressioni sessuali sono numerosi. Anche per la società ebraica il tema base era la fertilità e per essa tutto era possibile. Si pensi all’episodio delle figlie di Lot che convinte di essere rimaste sole al mondo dopo la distruzione di Sodoma e Gomorra, per continuare la stirpe praticarono l’incesto accoppiandosi più volte col proprio padre. Tamar arriva a prostituirsi con Giuda, suo suocero, pur di assicurare la discendenza che non era riuscita ad avere nonostante Giuda gli aveva messo a diposizione i suoi tre figli. La vedova semitica Ruth, da parte sua, sedusse il vecchio Boaz mentre riposava nei campi. L’esuberanza sessuale delle donne viene ben rappresentata dalla moglie dell’egiziano Putifarra che tentò più volte di sedurre il loro schiavo Giuseppe, senza però riuscirci.
 
satiro
 
Anche in tema di rapporti violenti o con forestieri non si era così rigidi come dimostra il rapporto del re Davide con Ruth, nonostante fosse un adonna del popolo dei Moabiti, nemici storici di Israele. Sichem, figlio di Canor l’Ivveo, violentò Dina la figlia di Giacobbe. Che dire, poi, di alcuni eroi biblici la cui esistenza non fu priva di rapporti oggi considerati devianti. Re Solomone s’era circondato di 700 mogli e 300 concubine; re Davide sedusse la bella Betsabea mentre suo marito era in guerra. Per poterla poi sposare, Davide lo fece perfino uccidere. La trasgressione di Davide continuò con la stirpe e la si ritrova nel primogenito Ammon il quale violentò la sorellastra Tamar. Suo fratello Absalom, per vendicarsi, ucciso Ammon e ne conseguì una rivolta capeggiata da Davide. Durante la battaglia Absalom si infilava nella camera da letto di Davide per spassarsela con le sue concubine. Tra le sacre scritture si trova anche un forte testo erotico, il “Cantico dei Cantici” di Salomone che però, per la tradizione ebraica ha solo un significato mistico e allegorico. Lo stesso Gesù è spesso accusato di atteggiamenti spregiudicati e trasgressivi sebbene solo in pochi passi del Nuovo Testamento egli affronta il tema del sesso. Ne è un esempio l’episodio dell’adultera che egli salva dalla lapidazione o, come i Vangeli apocrifi raccontano, dei suoi rapporti intimi con Maria Maddalena, da cui secondo alcuni autori sarebbe iniziato il “sangre real”.
 
raffigurazione egiziana
 
Tale libertà sessuale la si ritrova anche tra i primi cristiani specialmente durante la cerimonia dell’agape, il banchetto che si teneva nei luoghi di culto (la primitiva eucarestia) durante la quale spesso, in pubblico, avvenivano atti sessuali di ogni genere. Casi sporadici anche perché sulla questione sesso c’è sempre stato un atteggiamento di severità da parte della Chiesa.
Nella Russia ortodossa del XVII sec. era ben nota la setta del flagellati (vedi intervento:
 http://tony_.go.ilcannocchiale.it/?YY=2008&mm=4&dd=4) che raggiungevano l’estasi mistica attraverso cerimonie orgiastiche dove ci si abbandonava ad una lascivia estrema.
Per gli Adamiti (seguaci di Adamo) la nudità ed il sesso non erano un problema. Uomini e donne di questa setta mettevano tutto in comune in un clima di totale libertà sessuale.
 
Adamiti
 
Comunque, il cristianesimo originario non aveva del sesso un opinione negativa così come per quanto riguardava la dimensione fisica dell’uomo. Cosa questa che fu fortemente ribadita dal Concilio di Calcedonia del 454 per contrastare le correnti ascetiche del tempo che professavano privazioni a tutti i livelli. E l’influenza di queste correnti la si nota poi col successivo divieto del matrimonio per i preti e nel portare a considerare la verginità come un bene da salvaguardare. Col tempo ci fu, poi, un crescendo di divieti e condanne ribadite da Sant’Agostino, San Gerolamo e San Paolo. Fu guerra aperta al corpo e alla libidine che quasi tutti i santi perseguivano con mezzi ai limiti dell’umano. A stabilizzare questo indirizzo fu molti anni dopo papa Gregorio Magno secondo il quale piacere e atto sessuale sono peccato, sempre e comunque. Nel contempo la figura della donna passava in secondo ordine e acquisiva sempre più una connotazione negativa. Bisognerà attendere molti anni prima di ascoltare qualcosa di nuovo in ambito ecclesiale e questo grazie a personaggi come san Giovanni Crisostomo (cristiano in Oriente), Pietro Abelardo (evirato a causa del suo rapporto con la diciassettenne Eloisa, nipote del canonico di Notre-Dame), san Alberto Magno (a lui si deve il nome “missionario” per la nota postura dell’accoppiamento) e san Tommaso d’Aquino che pur considerando la donna un “errore della natura” riteneva il sesso un bisogno fisiologico ed il suo piacere un completamento biologico e spirituale dell’uomo.
Anche per i protestanti dell’epoca il sesso era considerato un tabù ma, almeno per gli anglicani, erano ammessi i rapporti prematrimoniali e per Lutero preti e suore potevano sposarsi ed avere figli mentre in caso di inabilità del marito la moglie poteva perfino rivolgersi a terzi. Ci vorrà il Concilio Vaticano II nel corso del XX secolo per trovare le prime timide aperture della chiesa verso la rivoluzione sessuale degli anni ’60.
Il tantrismo indiano originariamente nasce da una cultura matriarcale dedicata al culto della dea Madre nella quale era la donna a decidere quando come e a chi aprire la porta della loro stanza da letto. Qui sessualità, trasgressione e piacere diventano strumento sacro poi successivamente vietato con la diffusione della religione islamica. Col Tantra, a differenza delle filosofie occidentali, il sesso diventa una esperienza mistica dove viene esaltata la carnalità ed il desiderio attraverso i quali raggiungere l’estasi e la perfezione spirituale. Le tipologie di unioni sessuali erano varie, dai rituali in cui il guru iniziava la coppia unendosi con la futura moglie dell’adepto, alle orge di gruppo. A differenza del Tantra, il Kama-Sutra non aveva pretese religiose trattandosi di un semplice trattato scritto tra il I e IV sec. col quale veniva insegnato il comportamento davanti al desiderio sessuale per garantirsi una felice intesa sessuale. Solo una sessione di tale trattato è dedicata alle tecniche amatorie (le note posizioni) dove uomini e donne vengono chiamati con nomi di animali a seconda delle dimensioni dei loro organi sessuali e della forza del loro desiderio.
 
Raffigurazioni su un tempio indiano
 
Sebbene ad un primo approccio la religione musulmana sembra molto pudica e proibitiva nei confronti del sesso, l’islam non è comunque contrario al piacere. Per scongiurare il pericolo delle tentazioni e della concupiscenza, la legge islamica (shari’a) permise forme di sesso quali la poligamia e concubinato basandosi sul fatto che “la necessità rende lecito il proibito”. E per questo, nell’erotismo musulmano, non manca nemmeno l’omosessualità nonostante le condanne ufficiali. Il potere seduttivo dei giovani efebi fu notato perfino dal Profeta che esortava a guardarsi “dai figli dei ricchi la cui bellezza è fonte di danno più grande delle vergini”.
 
Gineceo
 
I racconti delle “Mille e una notte” di Sheherazade ben descrivono la realtà dei secoli passati. La poligamia sarebbe stata permessa perfino dallo stesso Maometto, mentre ben comprendendo le debolezze della carne Allah concesse all’uomo di sposare fino a quattro donne. Negli anni molti paesi di religione islamica hanno regolamentato la poligamia ed in alcuni Stati ancora oggi si possono sposare più donne.
 
Kamasutra
 
 
riferimenti: Focus Storia n.22
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Una risposta a SESSO E RELIGIONE

  1. gabriella ha detto:

    eh già nn si puo’ vivere senza sesso……….

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