VECCHIE INUTILI TASSE

 

IL COSTO DELLA BENZINA
 
 
Se si analizza il prezzo della benzina si scopre che esso è costituito per il 70% da imposte e per il rimante 30% dal costo del prodotto e dal guadagno.
Ma non tutti sapranno che le imposte sono formate dall’ IVA (del 20%) e da varie piccole accise.
Per accisa (da accidere=decurtare) si intende una tassa e sulla benzina, dai tempi del fascismo ad oggi, ne sono state messe una decina, nate per far fronte a delle momentanee situazioni di emergenza, sono poi, come sempre accade in Italia, diventate definitive.
 
 
  La prima ad essere inclusa nel prezzo della benzina fu l’accisa di 1 una lira e 90 centesimi messa da Mussolini nel 1935 per il finanziamento della guerra di Etiopia;
 
  nel 1956 si aggiungono le 14  lire al litro per il finanziamento della crisi del canale di Suez (crisi internazionale per il pagamento del pedaggio delle navi nel canale).
 
 
  Per la ricostruzione del Vajont, dopo il disastro del 1963, fu aggiunta un imposta di 10 lire e lo stesso avvenne nel 1966 per risanare i danni dell’alluvione di Firenze.
 
  Nel 1968 si aggiunse l’imposta di 10 lire per il terremoto nel Belice e poi quella di 99 lire per il terremoto nel Friuli nel 1976.
 
  Seguono le 75 lire al litro per il terremoto dell’Irpinia del 1980 e le 205 lire per il finanziamento della guerra del Libano del 1983.
 
  Per ultimo, in ordine cronologico, vi è l’accisa di 22 lire per la missione in Bosnia del 1995 e le 39 lire per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
 
Tali tasse, seppur non più utili e vecchissime, sono ancora presenti e beffa nella beffa l’IVA viene calcolata sul totale delle tasse (l’imposta sull’imposta!)
Se da un lato può essere normale per tutti gli italiani pagare per una guerra improvvisa o per un risanare una imprevista catastrofe non lo è altrettanto il pagare queste cose per sempre o per dare aumenti contrattuali come quello dei ferro-tranvieri!
 
Sebbene il tutto comporta solo 485.90 lire di tasse, ovvero 25 centesimi di euro per ogni litro di carburante che ognuno di noi acquista, è una questione di correttezza e di principio, specialmente in un particolare momento di crisi generale dove il costo della benzina ha raggiunto costi proibitivi. Infine, sarebbe interessante sapere dove vanno (e sono andati) a finire tutti i milioni di lire che dal 1935, ogni anno, arrivano (e sono arrivati) allo Stato per tali accise che riguardano progetti non più in essere.
 
 
 
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