MISTERI DELLA STORIA

 
BIBBIA: IPOTESI

 
Studiosi, psicologi  e appassionati di misteri hanno spesso fatto ipotesi diverse su alcuni fatti presenti nella Bibbia. Facciamo riferimento a personaggi, circostanze e cose che sono coperti da un velo di mistero e che ad oggi non hanno ancora trovato una univoca e certa spiegazione.
La Torre di Babele, per esempio, di cui non si è ancora sicuri sul vero motivo della sua costruzione. Rappresenta, di certo, la costruzione più imponente (ZIGGURAT ??) realizzata a quei tempi dagli uomini. In sumerico la torre era chiamata "Etemenanki" che significa "il luogo dove la terra si unisce la cielo" ed è stata vista e descritta da Erodoto da Alicarnasso durante il 460 a.C.
Considerata la sua struttura a gradoni, lo studioso Zecharia Sitchin ipotizza potrebbe trattarsi di una torre di "atterraggio" con rampe d’attracco per astronavi aliene!
Lo psicologo israeliano Benny Shanon, ipotizza, invece, che il racconto di Mosè potrebbe trattarsi solo il frutto di allucinazioni. Mosé poteva essere sotto l’effetto euforizzante della corteccia di "Mimosa hostilis", una pianta già nota già nell’antichità, che cresceva nel deserto del Sinai e che era chiamata "Shita" dagli israeliani (col cui legno fu costruita l’Arca). Così come tuttora sciamani di alcune tribù, durante riti collettivi, fanno uso di droghe naturali, lo stesso capotribù Mosè poteva far uso della corteccia della pianta per ottenere un effetto allucinogeno e nel delirio raccontare dell’incontro avuto col Signore! La stessa "Arca dell’Alleanza" , la cui esistenza e utilità sono ancora avvolte nel mistero, secondo alcuni studiosi di UFO, potrebbe trattarsi di un "apparecchio radio-ricevente" radioattiva. Questo il motivo per cui, come detto nell’Esodo, doveva sempre essere avvolta in tre pesanti drappi mentre i Filistei che se ne impadronirono e la toccarono, furono colpiti da piaghe (radiazioni ?) 

 
La copertura fibrosa che copriva l’Arca era forse isolante e tratta da una pianta tipica di quei luoghi da cui si estrasse, successivamente, una gomma isolante.
Come un forte accumultatore, l’oggetto considerato sacro, fulminò Uzzà, guardia di re Davide, che durante il trasporto la toccò per evitare che si rovesciasse.
Sempre nell’ottica che il popolo (eletto) di Israele fosse "guidato" da entità aliene (soprannaturali) che all’epoca avevano avuto dei contatti con il popolo terrestre, la visione di Ezechiele del carro di fuoco, può trattarsi di una piccola navicella (un modulo di trasferimento di una nave madre in orbita). L’ingegnere aerospaziale Josef Blumrich ne avrebbe perfino ricostruito un fac-simile.
Ma la storia è piena di situazioni ed oggetti inspiegabili che porterebbero a non dubitare ulteriormente sull’esistenza di intelligenze extra terrestre. Dalle strane incisioni preistoriche alle impossibili costruzioni megalitiche, fino ad arrivare al misterioso teschio di cristallo trovato a Lubaantùm (città Maya), di cose da capire ve ne sono ancora tante!
 
 
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