STIPENDI DEI DEPUTATI

 
In Italia la politica più cara d’Europa!
 
 
Con oltre 5 mila euro di stipendio mensile, sommati agli 8 mila euro tra spese di rappresentanza e diaria, i parlamentari che popolano le aule di Camera e Senato possono maturare retribuzioni superiori ai 20 mila euro in un solo mese, senza considerare il fitto sottobosco di benefit e agevolazioni integrative.

Difficile stabilire quanto costi la politica agli italiani. Non sarebbe sufficiente un plotone di ragionieri, considerato il dedalo di rimborsi, diarie, spese per il collegio elettorale che costituiscono la busta paga di Parlamentari, Europarlamentari, membri dei consigli regionali, provinciali e circoscrizionali, sommati ai costi di locazione, manutenzione e spese straordinarie per gli edifici che li ospitano.

 
STIPENDI ANNUI DEI PARLAMENTARI EUROPEI A CONFRONTO IN EURO* (Compensi annui netti)
 
1
Italia
144.084,36
2
Austria
106.583,40
3
Olanda
86.125,56
4
Germania
84.108,00
5
Irlanda
82.065,96
6
Gran Bretagna
81.600,00
7
Belgio
72.017,52
8
Danimarca
69.264,00
9
Grecia
68.575,00
10
Lussemburgo
66.432,60
11
Francia
62.779,44
12
Finlandia
59.640,00
13
Svezia
57.000,00
14
Slovenia
50.400,00
15
Cipro
48.960,00
16
Portogallo
41.387,64
17
Spagna
35.051,90
18
Slovacchia
25.920,00
19
Rep. Ceca
24.180,00
20
Estonia
23.064,00
21
Malta
15.768,00
22
Lituania
14.196,00
23
Lettonia
12.900,00
24
Ungheria
9.132,00
25
Polonia
7.369,70
*Fonte: Corriere della Sera
 
Nord Europa: politici più poveri ma più efficienti
Facendo i conti in tasca ai parlamentari italiani si scopre che i nostri deputati sono tra i più ricchi, e quindi cari, d’Europa, "staccando" i vicini ed efficientissimi austriaci di circa 40 mila euro su base annua! Se il deputato medio prende nel Bel Paese quasi 144 mila euro l’anno, varcato il confine austriaco, un suo omologo arriva invece ad appena 106 mila euro annuali.
Più convenienti anche i parlamentari tedeschi e francesi che costano alla popolazione decisamente meno che in Italia: rispettivamente 84 mila e 62 mila.
Se poi si sale nel Nord Europa si scopre che l’efficientissima monarchia svedese sfoggia un eccellente sistema di welfare, infatti, a differenza dell’esoso Monarca, il parlamentare si accontenta di 57 mila euro l’anno.
Il Quirinale è un perfetto esempio che vale per tutta la gestione dei governi fino ad oggi senza distinzione di colori e partiti. I dipendenti del Quirinale ammontano ad oggi a 2.158 unità contro i circa 1.000 dell’Eliseo e Buckingham Palace e le varie residenze dei Windsor.
La lista delle spese è lunga ed imbarazzante: basti pensare che l’affitto di 4 palazzi alla Camera dei Deputati costerà per i prossimi 18 anni 444 milioni di Euro.
 
Inghilterra: la regina è “trasparente”
Sebbene sia tacciata di poca parsimonia, la Regina d’Inghilterra sembra conservare un "civico" e "civile" rispetto per i cittadini britannici, a cui fa sapere, in 33 dettagliatissime pagine, le entrate e le uscite di bilancio della famiglia reale.
Essere cittadino britannico consente di sapere che i dipendenti a tempo indeterminato a carico della Civil List alla fine del 2005 erano 310, cioè 3 in più rispetto all’anno prima, che la Regina ha avuto regali ufficiali per 152.000 euro oppure che nelle cantine reali sono stoccati vini e liquori «in ordine di annata», per un valore stimato in 608.000 euro.
Altra aria si respira al Quirinale, da cui non sembra possibile avere alcun giustificativo delle spese sostenute. Sebbene la busta paga del capo dello Stato sia rimasta pressoché invariata dagli anni ’50, il "palazzo" e la "corte" intorno al presidente sembrano però essere cresciuti a dismisura negli ultimi anni. Stando ad un’indagine commissionata da Carlo Azeglio Ciampi nel 2001, e mai resa nota, il personale in servizio da noi era composto da 931 dipendenti diretti, più 928 altrui avuti per «distacco», per un totale di 1.859 addetti. Un seguito che avrebbe fatto invidia alla stessa Regina Elisabetta.
L’isola britannica non brilla comunque per economie sulle spese politiche considerata la sua sesta posizione nella classifica europea degli stipendi dei parlamentari (81.600 euro annui) e il suo ragguardevole quarto posto in numero di auto blu circolanti (58 mila).
 
Francia: Quirinale versus Eliseo  
Sebbene in Francia il presidente abbia poteri decisamente superiori a quello italiano, il budget annuo dell’Eliseo è di 32 milioni di euro (stime ufficiale), contro i 217 milioni spesi dal Quirinale. Il presidente francese conta poi circa 1000 collaboratori (compresi i 388 militari): da noi sono quasi il doppio.
Col risultato che in Italia il solo personale costa oltre 160 milioni di euro. Pari, grossolanamente, a una busta paga pro capite di oltre 74.000 euro. Il doppio dello stipendio di uno statale medio. E il doppio di un dipendente della regina.
Le cifre più "scottanti", tuttavia, sono quelle assolute. La «macchina» del Quirinale costava nel 1997 «solo» 117 milioni di euro. Dieci anni dopo ne costa 224 (più altri 11 milioni che arrivano al Colle da «entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali»).
Si tratta di una vera e propria impennata con un aumento del 91%, non giustificabile con la sola crescita inflattiva. L’aumento al netto dell’inflazione resta infatti del 61%. Per non dire del paragone con vent’anni fa. Sapete quanto costava la presidenza della Repubblica nel 1986? In valuta attuale meno di 73 milioni e mezzo di euro. Il che significa che in vent’anni la spesa reale, depurata dall’inflazione, è triplicata. Mentre nella gaudente Gran Bretagna veniva più che dimezzata. Col risultato che oggi Buckingham Palace costa un quarto del Quirinale.
Tornando in Francia gli stipendi dei parlamentari ammontano a meno della metà rispetto ai nostri esponenti politici: 62.779,44 euro annui contro i 144.084,36 euro del nostro paese. Non sembrano comunque dispiacere all’Eliseo i vari benefit concessi agli onorevoli, considerato il terzo posto assegnato al paese per numero di auto blu circolanti (65 mila).
Germania: pochi ma buoni!
 
Se il costo della democrazia in Italia sembra sproporzionato rispetto ad Inghilterra e Francia, il paragone si fa addirittura imbarazzante nel confronto con la presidenza tedesca che sulle casse pubbliche pesa per 18 milioni e mezzo di euro: un ottavo rispetto alla nostra.
La presidenza tedesca, dai compiti istituzionali simili, ha infatti dimensioni molto più contenute: 50 addetti alle tre direzioni organizzative, 100 ai servizi logistici e di supporto e 10 agli uffici degli ex presidenti. Totale: 160. Cioè 29 in meno dei soli addetti alla sicurezza di Castelporziano.
Per quanto riguarda in generale i costi della politica, va sottolineato che i deputati del Bundestag percepiscono uno stipendio di 7.009 euro al mese, mentre da anni tutti i cancellieri che si sono succeduti hanno portato avanti una drastica riduzione del personale dello Stato.
Alla fine dell’anno in corso il totale dei dipendenti dello Stato tedesco nel settore civile, messo ovviamente da parte l’esercito, toccherà 258.000 unità, mentre le spese per il personale toccheranno a fine 2008 il minimo assoluto del 9,4 per cento del bilancio dello Stato, rispetto al 12,1 per cento del 1991 e dell’11,4 per cento del 1998.
Il numero di dipendenti della Cancelleria è di appena 443 unità, mentre il presidente della Repubblica, Horst Koehler, dispone appena di 170 funzionari. Il Bundestag, il Parlamento federale, conta 2.347 impiegati di diverso ordine e grado, il ministero degli Esteri ne ha 2.734, escluso ovviamente il personale in servizio nelle sedi diplomatiche all’estero.
L’Italia degli sprechi
 
Dulcis in fundo arriviamo alla patria degli sprechi, prima nella classifica europea per i costi della politica. Tra auto blu (574.215 autovetture) e vitalizi dei parlamentari l’Italia non ha pari in fatto di sprechi pubblici.
I membri del Parlamento incassano, al mese, in media 14.000 euro. Di questi, 5.500 costituiscono lo "stipendio", ossia l’indennità in senso stretto, 4.000 euro vengono assicurati come rimborso della spesa derivante dal soggiorno a Roma, 4.200 euro sono somministrati ai Deputati per finanziare le spese inerenti il rapporto con i loro elettori. Per quanto concerne i Senatori, quest’ultima voce di spesa è finanziata con circa 500 euro in più al mese: si sale, così, a circa 4.700 euro.
A complemento di uno stipendio già cospicuo una serie di benefit collaterali "arrotondano" il mensile degli onorevoli con sconti su trasporti pubblici, servizi telefonici, alberghi e ristoranti.
All’accesso illimitato e totalmente gratuito alla rete ferroviaria nazionale e alle linee aeree si aggiunge infatti il rimborso di 3.300 euro per i viaggi in taxi, maggiorato a 4.000 euro se il Deputato abita a più di 100 km dall’aeroporto più vicino.
Le facilitazioni proseguono anche sulle quattro ruote per cui i membri delle assemblee rappresentative possono utilizzare gratuitamente il telepass in autostrada. Nel caso in cui il parlamentare abbia l’esigenza, per motivi di studio o per ragioni comunque connesse all’esercizio della sua attività, di varcare i confini nazionali, può contare su un rimborso che arriva ad un massimo di 3.100 euro.
La già lunga lista dei privilegi prosegue con il rimborso sulla bolletta telefonica fino ad un massimo di 3.100 euro. Viene loro assegnato, infine, un computer portatile che possono tranquillamente tenere anche dopo la fine della legislatura, sia ben chiaro, per esigenze di tutela della riservatezza dei dati.
Pensioni d’oro attendono i "nostri" in tarda età con assegni vitalizi dell’8,6% dello stipendio (1.069,35 euro). Il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25% a un massimo dell’80% dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
In Italia la politica più cara d’Europa!
by FTAOnline ®
 
Nel 2008, stando alle previsioni del bilancio triennale, queste spese che già hanno sfondato (prima volta) la quota-choc di un miliardo di euro, cresceranno ancora. Fino a 1.032.670.000. Per impennarsi ulteriormente nel 2009 fino alla cifra sbalorditiva di 1.073.755.000. Sintesi finale: in soli tre anni i costi di Montecitorio, saranno aumentati del 9,2%. Con un aggravio sulle pubbliche casse di 92 milioni di euro in più rispetto al 2006.
 
STIPENDI DEI DEPUTATI IN EURO*
Indennità lorda mensile (per 12 mesi)
11.703,64
Indennità netta mensile (per 12 mesi)
5.486,58
Diaria
4.003,11
Spese per il rapporto con gli elettori
4.190,00
Assegno di fine mandato
80% importo mensile indennità per ogni anno dimandato o frazione non inferiore a 6 mesi
Assegno vitalizio
Tra il 25% e l’80% indennità parlamentare
 
ESENZIONI E PRIVILEGI DEI DEPUTATI*
Pedaggio sulle autostrade italiane
NESSUNO
Circolazione sui treni in Italia
GRATUITA
Circolazione marittima in Italia
GRATUITA
Circolazione sugli aerei in Italia
GRATUITA
Trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e daFiumicino a Montecitorio (forfait trimestrale dimezzato per gli eletti nel collegio Lazio 1)
3.323,70
Trasferimenti aeroportuali per chi dista più di 100 km dall’aeroportopiù vicino
3.995,10
Rimborso annuale per viaggi all’estero (per studio o attivitàconnesse all’attività parlamentare)
3.100,00
Rimborso annuo spese telefoniche
3.098,74
 
*Fonte: Stipendi deputati italiani ed Esenzioni e privilegi
"LA POLITICA E IL SUO PREZZO", F. Novelli, Gennaio 2007 confrontata e aggiornata con quanto riportato nella sezione Trattamento economico della Camera dei Deputati
http://www.camera.it/deputatism/4385/documentotesto.asp
Articolo apparso su MSN Italia.
 
Questa voce è stata pubblicata in Notizie e politica. Contrassegna il permalink.

5 risposte a STIPENDI DEI DEPUTATI

  1. mariella ha detto:

    vorrei solo vederli penzolare dalla forca

    Mi piace

  2. Ennio ha detto:

    Cazzo, a leggere quanto sopra mi si son ritorte le budella. Io sono invalido al 60 per cento e non percepisco alcunchè, inoltre sono disoccupato, ho due figli in tenera età e mia moglie (insegnante di scuola elementare) percepisce uno stipendio da fame (come la maggior parte dei comuni mortali), 1300 euro ca e da 2 anni non le vengono riconosciuti gli assegni familiari (i bimbi hanno 6 e 2 anni). Sono comunque felice perchè sono pieno di debiti e puzzo di fame. Grazie Berlusconi, Cav. cazzaro dei miei coglioni. Ennio D.P.

    Mi piace

  3. giulio ha detto:

    come si fa a commentare certe differenze VERGOGNA

    Mi piace

  4. lucia finiguerra ha detto:

    …ogni commento è superfluo…….perché non si cambiano le cose ??????????perché si chiede di votare per l’abolizione di questi privilegi a chi gode di tali privilegi?????????? POSSIBILE CHE NOI ITALIANI NULLA POSSIAMO FARE PER FERMARE TUTTO QUESTO??????????????

    Mi piace

  5. Nando ha detto:

    bisogna eliminare gli enti inutili dice RENZI ma quanti parlamentari invece bisognerebbe tagliare il 60/70 % ed il loro stipendio,i rimbosi spese,e tutte le agevolazioni che hanno, i vitalizi ecc? loro non si possono toccare!!!

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...