Grigorij Rasputin

 
Santo, pazzo o opportunista?
 
    
 
Anima mia! Prego Dio affinché tu comprenda
quanto vale l’appoggio del nostro amico.
Senza di lui, non so che ne sarà di noi.
È la nostra forza e il nostro conforto.

Lettera della zarina al marito, in merito a Rasputin.
 
 
Dalla povera Siberia l’ambiguo Rasputin (1869-1916) giunge a piedi a San Pietroburgo e arriva a guidare la Russia manipolando Zar e personaggi influenti dell’aristocrazia russa, dediti sfrontatamente a piaceri e vizi. Controverso, enigmatico, lodato da alcuni e disprezzato da altri, gli vengono attribuiti meriti e colpe di ogni genere, dall’essere l’amante della zarina fino alla capacità di compiere miracoli, ipnotizzare, predire il futuro, nominare ministri, dallo schiamazzare nelle taverne al maltrattare le donne. La sua presenza non passa certo inosservata. Mentre per alcuni si tratta di un individuo ripugnante, per altri risulta magnetico. Ritenuto una persona con una sessualità bestiale, alcune dame aristocratiche lo denunciano per stupro, mentre altre impazziscono alla sua compagnia e si litigano il privilegio di portarselo a letto.
La psicosi è un sinonimo di pazzia; è causa di un’anormalità morbosa e incontrollata, genera allucinazioni, convinzioni deliranti, affetti spropositati, idee disorganizzate e un comportamento deviante. Rasputin corrisponde perfettamente a questo quadro.
I deliqui, le estasi, le visioni e le parole profetiche di Rasputin lo mostravano come un santo agli occhi della zarina. Alessandra Fëdorovna, Zarina di tutte le Russie, la donna più potente della Terra, chiama il cencioso e analfabeta Rasputin «Amico» (con la A maiuscola), maestro, benamato, redentore, mentore, consigliere. Quell’uomo dall’aspetto deplorevole, incline all’alcolismo e all’impudicizia, quell’individuo che praticamente non sa né leggere né scrivere e che sa solo contare fino a cento, riceve quasi quotidianamente profumate lettere dall’immacolata calligrafia e dall’ardente contenuto, nelle quali la zarina mette a nudo la sua anima e lo proclama suo insostituibile bastione.
 
 
Rasputin, amante di molte donne, non lo è però della zarina che nella sua psicopatia è troppo attaccata alla religione (ortodossa) e al marito che è succube di lei.
Grigory Rasputin divenne famoso anche per le gigantesche sbornie che faceva: ingurgitava una quantità prodigiosa di vini pregiati (madera, marsala) ubriacandosi regolarmente. Tuttavia nessuno è mai riuscito a spiegare come facesse ad annullare tutti i sintomi dell’ebrezza alcoolica nel giro di pochissimo tempo! Lui seguiva una sua dieta particolare, non mangiava carne e dolciumi, ma in genere solo pesce.
Contro di lui vennero orditi complotti ed attentati finchè l’ultimo gli fu fatale. In un primo momento venne aggredito addirittura da alti prelati ortodossi in una chiesa, picchiato e trascinato per i piedi da un carro in corsa. Successivamente una sua ex seguace, passata con il clero ortodosso, lo accoltellò al ventre. Venne poi investito da un’automobile ma si salvò fortunosamente. Gli furono intentati contro diverse inchieste, venne arrestato, bandito, sorvegliato, pedinato e spiato.  
Secondo lo studioso Edvard Radzinskij, il potere di Rasputin era una specie di magia sessuale basata sulla trasmutazione della pulsione libidinosa in energia nervosa, anche se Rasputin, ovviamente, non ne fece mai accenno e si limitava a parlare di “affinamento dei sensi”. In pratica, Rasputin, anche più volte al giorno in certi casi, aveva degli approcci sessuali con donne di ogni tipo. Lo scopo di questi approcci era quello di contenere la pulsione erotica, di non farla sfociare nel comune coito, ma di lasciarla, per così dire, in “parcheggio”. Se la donna o Rasputin stesso “cedevano”, l’operazione tecnica non andava a buon fine e questo, secondo i documenti dello studioso, spiegherebbe perché Rasputin congedava bruscamente, a volte, alcune donne, mentre con altre continuava ad intrattenere i rapporti intimi. Qualcuno ha perfino ipotizzato che fosse impotente. Secondo altri, invece, il libidinoso Rapsutin non poteva certo partecipare ad orge o essere richiesto in molte stanze da letto se non era poi in grado di portare a termine dei soddisfacenti atti sessuali e, dall’osservazione del suo membro (messo sotto formalina ed in mostra al Russian Museum of Erotica di di San Pietroburgo), giusto un bestiale cono di circa 22 cm. di base per 30 di lunghezza, sembrerebbe che i motivi fossero proprio questi!
 
  
 
Ma, al di là delle doti in campo sessuale e del suo indubbio carisma, Rasputin doveva essere un uomo con una vitalità ed una fibra proprio fuori dal comune.
Ma partiamo dalla sua nascita.   
Si dice che nel periodo della sua nascita, in Siberia, cadde un enorme meteorito.
Grigorij (o Grigory) Efimevic Novykh era il settimo figlio (di cui 5 morti) di Efim Akovlevic, un ricco contadino (mugik), dedito all’alcol e alla violenza, a Pokrovskoe, un piccolo e freddo villaggio siberiano. Il nome Rasputin, affibiatogli successivamente, deriva dalla parola che significa «sfrenatezza, immoralità».
La dottrina della religione ortodossa scandiva la quotidianità nel villaggio e i bambini imparavano nei campi e non sui banchi di scuola. Sebbene ogni minimo gesto determinava premi o castighi divini, il richiamo della carne non era per niente considerato peccaminoso. Come tanti figli di alcoslisti anche Griska (o Grisha come lo chiamavano in famiglia) era irrequieto e mostrava disturbi mentali. Iniziò a parlare con difficoltà solo dopo i tre anni e per questo, probabilmente, la natura lo portò a compensare il difetto con uno sguardo intenso e magnetico.  Veniva per questo, considerato un ragazzino diverso e col suo sguardo azzurro, che pareva penetrare al di là delle apparenze, poteva scoprire i segreti più intimi dei compagni. Un giorno lui e suo fratelllo caddero nel fiume gelato e mentre il fratello non ce la fece, lui si ammalò. Si pensa che fu il dolore per la perdita prematura del fratello a condurre Grigory ad una vita vissuta sempre alla ricerca del piacere e della gioia.
Ma la sua fama aumentò il giorno in cui, mentre a letto malato di polmonite, tra i deliri della febbre, affermò di vedere una bellissima donna vestita di bianco e azzurro.  Nel paese tutti si convinsero che la "Vergine" era venuta a guarire il piccolo in cambio di una qualche missione. Da questo momento, una grave forma di insonnia accompagnerà Rasputin per il resto della sua vita, assieme ai problemi che poi tale problematica porta con sé. Dopo questa esperienza egli comincio’ ad interessarsi maggiormente alla religione ed al mondo degli starec, monaci e profeti erranti che venivano accolti con assoluto rispetto nei villaggi russi. 
 

  

Probabilmente fu la violenza subita in famiglia a portarlo ad essere egli stesso un violento ed a provocargli una enuresi, che non andò via nemmeno in età adulta. Forse, anche per questo motivo, sebbene gia sposato con figli, decise di abbandonare il villaggio e diventare pellegrino; secondo lui i rigori della preghiera potevano liberarlo da quella fastidiosa e mortificante disfunzione.
Azzuffarsi con i compagni non era mai stato un problema per lui, convinto assertore del potere della violenza. A quattordici anni riempì di botte un anziano per poterlo derubare e venne condannato a venti frustate in mezzo alla piazza del paese, che non lo fecero certo desistere. A 16 anni ebbe la sua prima esperienza sessuale con la moglie di un generale già anziano, che, annoiata dal marito e ossessionata dagli occhi chiari del ragazzo, decise di iniziarlo alle arti amatorie. Non sentendosi sufficientemente attraente come maestra, ricorse perfino all’aiuto di sei delle sue domestiche. Da quel momento iniziò la vita sessuale di Grigorij, sorretta da un appetito sessuale che sembrava non placarsi mai e che lo portò a correre dietro ogni donna. 
Dopo un breve e intenso, ma impossibile amore con Irina, la figlia di un generale (tale Kubasov), a vent’anni Rasputin si sposò con Praskovia Fedorovna Dubrovina. Da lei ebbe un figlio, che pero’ morì dopo pochi mesi. Il dolore per tale perdita, si dice che lo portò ad avere una seconda visione, un giorno, in un bosco. La Vergine gli intimò di lasciare tutto e partire per la sua missione. Rasputin diventera’ così uno starec. In questo periodo viene a contatto con esponenti di una setta non ortodossa considerata illegale, ma molto popolare in Russia: i chlisty (o Khlysty). Questa setta (detta dei Flagellanti) era molto critica nei confronti della Chiesa ortodossa ufficiale, accusandola di corruzione e decadentismo. La visione religiosa dei chlisty era molto particolare: l’uomo poteva purificarsi dal peccato solo in un modo, abbandonandovisi totalmente, per poi pentirsene. Fisicita’ e religiosita’ si sposavano in questo credo eretico che faceva del rito erotico e delle congiunzioni carnali, anche di gruppo, una delle sue caratteristiche fondamentali. E sarà grazie a queste teorie di purificatrici e di salvezza che Rasputin riuscirà, poi, ad insidiare molte donne (e non solo). Dopo un indottrinamento di un anno al convento di Verchoturje, egli fu considerato "monaco" a tutti gli effetti, ed iniziò il suo viaggio, toccando citta’ come Mosca, Kazan e Kiev, ma anche posti più lontani come Grecia e Gerusalemme. Sebbene ai preti ortodossi che lo additavano come eretico egli non confessò mai di essere un praticante chlisty, fu proprio grazie alla conoscenza di questi influenti religiosi, come Ivan Sergeev di Kronstadt favorito dello Zar, e Il’jodor vescovo di Caricyn, che Rasputin cominciò ad entrare lentamente nell’alta societa’ pietroburghese.
Nel salotto di Olga Lochtina, moglie di un consigliere di stato, Rasputin viene a contatto con personaggi come Anna Vryubova, le granduchesse Anastasia e Militza, figlie del re del Montenegro e il granduca Nikolaj Nikolaevic. Da qui alla famiglia imperiale il passo fu breve. A casusa del fatto che Alessio, figlio prediletto della zarina Alessandra, era affetto da emofilia, nel 1905 Rasputin (noto per i suoi poteri taumaturgici) venne chiamato a corte ed il suo intervento portò (casualmente?) ad un miglioramento delle condizioni di salute del ragazzo. Quel giorno, agli occhi dell’emotiva e religiosissima zarina, l’evento assunse i contorni del miracolo e Grigorij Efimevic Rasputin fu il benvenuto a corte quale "Amico" e salvatore di Alessio.
 
 Alessio e tutta la famiglia Romanov  
 
Da quel momento, mentre a corte il monaco dallo sguardo magnetico manterrà sempre una condotta irreprensibile, altrove partecipa a banchetti e ricevimenti dove, seguendo alla lettera la propria filosofia chlisty, si abbandonera’, poi, ad ogni tipo di piacere. Specialmente negli ultimi anni, tra il 1915 e il 1916 egli condurrà una vita libertina specialmente dal punto di vista sessuale che terminerà , poi, con la conoscenza dell’ambiguo principe Feliks Jusupov. Questi era una figura molto particolare dell’alta societa’ pietroburghese, un bisessuale grande ammiratore di Oscar Wilde e ossessionato dal desiderio di passare alla storia, ma allo stesso tempo pavido e inconcludente. Spinto alla perversione già in giovane età dal fratello maggiore, cominciò a trarre piacere vestendosi da donna per ricevere attenzione dagli uomini. Già dal loro primo incontro a corte, tra lui e Rasputin si era venuta a creare una strana sintonia, e sembra che il monaco fosse in un certo modo affascinato dagli atteggiamenti effemminati del giovane aristocratico, così diverso da lui. 
Considerato il fatto che i due per molto tempo si frequentarono, si intuisce che anche il principe dovette soccombere all’attrazione sessuale del dotato monaco che non disdegnò, probabilmente, dei rapporti omosessuali con lui. Rasputin sperava di sfruttare tale intimità anche per poter arrivare alla moglie di lui, Irina Aleksandrovna, una delle donne più belle di Russia,  la quale era di carattere estremamente riservato e appariva di rado. 
 
Principe Felix Yussupov 
 
L’uccisione di Rapsutin avvenne proprio in casa Jusupov che insieme ad altri aveva archiettato il piano per eliminarlo. Ma, mentre gli altri avevano motivi ed interessi politici per togliere di mezzo Rasputin, Feliks intendeva solo liberarsi di un pericoloso testimone che, in prima persona, lo aveva coinvolto in lascivi atti omosessuali.  Così, con la scusa di fargli, finalmente, incontrare sua moglie, mentre i complici erano al piano di sopra, il principe trattenne lo scomodo monaco nel salotto. Per due interminabili ore Rasputin attese l’arrivo dell’affascinante moglie di Jusupov (che tra l’altro non era nemmeno in città), intrattenuto dal principe con la musica e degustando pasticcini e madera avvelenati al cianuro. Con grande sorpresa e sgomento del già emotivo principe, il rozzo mugik siberiano resisteva all’effetto del veleno che stava assimilato in quantità impressionanti, attraverso numerosi bicchierini di liquore. Ai primi sintomi di debolezza di Rasputin, Jusupov, in preda al panico e col pretesto di chiamare un dottore, salì al piano superiore dove convenne con gli altri congiurati di eliminare il monaco con un colpo di pistola. Se Rasputin avesse abbandonato la villa il piano sarebbe miseramente fallito. Le testimonianze a questo punto sono confuse. Non si sa con certezza chi fu a sparare a Rasputin, se lo stesso principe Jusupov, il deputato Puriskevic o il granduca Dmitrj Pavlovic. Ma, nonostante pieno di veleno e colpito vicino al cuore, Rasputin riuscì a raccogliere le forze per uscire dalla villa (mentre i congiurati in un’altra stanza stavano, nel frattempo, decidendo come sbarazzarsi del "cadavere"). Rincorso e raggiunto a pochi passi dal cancello, fu poi ripetutamente colpito al cranio da Jusupov con un manganello. Era il 16 dicembre del 1916. Con l’aiuto dei domestici il corpo di Rasputin venne avvolto in una coperta, legato e gettato nel canale Fontanka. Tre giorni dopo,venne ripescato il corpo congelato e tumefatto di Grigorij Rasputin e, stranamente, l’autopsia rivelò l’assenza di veleno nel corpo, mentre c’era acqua nei polmoni, il che significava che il racconto del "piano" organizzato non era vero e che quando in acqua, la vittima doveva essere ancora viva!
 

Tempo dopo, con il massacro dei Romanov, le stesse profezie di Rapsutin s’erano poi adempiute : " …zar della terra di Russia, se udirete il suono della campana che vi annuncerà che Grigorij è stato ucciso, dovete sapere questo: se sono stati i Vostri parenti che hanno causato la mia morte, allora nessuno della Vostra famiglia resterà in vita per più di due anni " . E così, in effetti, andarono le cose.

 
 
 
 

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