PERU’

 
 
LE LINEE DI NAZCA
 
 
 
 
Tra l’oceano pacifico e le Ande vi è un area dove si trovano disegni più grandi del mondo e la maggior parte di essi si trova nella pampa nei pressi di Nazca, nel Peru meridionale.
Qui vi è un deserto di circa 300 kmq. diviso dalla lunga autostrada Panamericana, una strada di 27.000 km. Decine di aerei sorvolano la zona per osservare dall’alto questo sito archeologico unico al mondo.
Un territorio misterioso dichiarato Patrimonio culturale dell’umanità nel 1994 . Scoperte per la prima volta nel 1926 dall’archeologo peruviano Julio Cesar Tello le misteriose linee di Nazca furono studiate meglio e divennero famose solo nel 1939 grazie all’archeologo americano Paul Kosok che sorvolò la zona con un piccolo aereo da ricognizione. Da terra non si vede altro che una serie di piccoli solchi e solo in volo si vedono i 200 disegni e le 13 mila ciclopiche figure geometriche.
 
COME SONO STATE FATTE?
Le linee sono state realizzate raschiando via lo strato superficiale di pietre nere (contenenti ossido di ferro) e portando alla luce la sabbia giallo rossastra sottostante.
 
PERCHE SONO RIMASTE INTATTE NEI SECOLI?
Questo è uno dei luoghi più asciutti della terra, negli ultimi diecimila anni le precipitazioni sono state pochissime. Inoltre è uno dei pochi posti al mondo in cui il vento soffia senza toccare terra, caratteristica questa che ha permesso ai geoglifi di rimanere immutati nel tempo.
 
QUANDO SONO STATE CREATE?
Nel 1968 l’astronomo Gerald Hawkins scopri che alcuni disegni avevano allineamenti simili a quelli di Stonenge riconducibili all’anno 610 d.C. datazione che coinciderebbe con il risultato delle analisi al Carbonio14 di alcuni resti organici trovati nel deserto, ma il fatto che Nazca a quei tempi era abitata (dagli Indios Nazca, una popolazione antecedente agli Inca e risalente al periodo che va dal 500 a.C. al 500 d.C.) non vuol dire che i disegni siano stati fatti proprio in quel periodo. Antiche leggende del posto parlano di misteriosi visitatori che avrebbero portato la civiltà in quel posto: piccoli uomini dalla pelle chiara e peli rossicci detti Viracochas con poteri e capacità che per gli indios parevano divini.
 
COSA RAFFIGURANO?
Vi sono molte linee rette (fino ad 8 km. di lunghezza), figure umane e disegni che rappresentano fiori e animali. La precisione delle linee rette è impressionante con uno scarto d’errore di soli 2 metri per chilometro. Troviamo una scimmia, una balena, un serpente, una lucertola, alcuni uccelli, un lama, un fiore e un uomo circondato da un alone. Tutte queste figure si estendono per molti chilometri ed alcune hanno dimensioni incredibili, la lucertola ad esempio è lunga 180 metri. Tra diciotto esemplari di uccelli troviamo un colibrì e un condor, la dimensione di questi disegni varia tra i 25 metri ed i 275 metri. Ma il ragno, con in chiaro il suo piccolo apparato riproduttore, rimane un engima, si tratta difatti di un ragno che vive solo nelle foreste dell’Amazzonia il cui apparato riproduttore è visibile solo al microscopio (un mistero simile a quello delle pietre di Ica). Ci si chiede allora, come poteva l’antica popolazione dei Nazca conoscere tale animale? La cosa certa è che i disegni degli animali furono realizzati prima del complicato intreccio di linee rette, infatti, alcune di queste linee, passano sopra i disegni.

 

 

PER QUALE MOTIVO? 
Rimane ancora un mistero su come sia stato possibile creare simili gigantesche forme geometriche, così come il reale motivo di tale lavoro. Vi sono comunque delle ipotesi e secondo alcuni sarebbero dei sentieri sacri utilizzati durante cerimonie per il culto dell’acqua e della fertilita terra, oppure indicatori di antiche sorgenti d’acqua o solo antichi calendari. Ma secondo altri sarebbero le teorie astronomiche quelle più plausibili. Secondo Kosok le linee erano una sorta di indicatori (del sole) di alba e tramonto o di altre stelle mentre la studiosa tedesca Maria Reiche, che ha passato la sua vita a Nazca, crede che attraverso i disegni si determinavano i solstizi e gli equinozi, le eclissi del sole e della luna nonche momenti propizi per semina e raccolti. Vi sono poi ipotesi secondo le quali le linee sarebbero state delle piste di atterraggio per astronavi. Da uno studio computerizzato degli allineamenti astrali di Nazca si è visto che il disegno del Ragno, per esempio,  potrebbe essere una rappresentazione della costellazione di Orione. Anche le tre piramidi di Giza sono la rappresentazione sulla terra delle tre stelle della cintura di Orione. Tra tante costellazioni facilmente osservabili da uomini primitivi, perchè anche i Nazca avrebbero scelto Orione? La zona di Nazca ha una particolarità che secondo alcuni permetterebbe a veivoli aereo-spaziali dotati di grande velocità di evitate la collisone durante l’atterraggio sulla terra. Si tratta del fenomeno pizo-elettrico di natura elettromagnetica secondo il quale esiste un punto in cui l’attrazione tra poli si azzera e tale fenomeno si verifica solo nel deserto di Nazca.  
 

Un’altra idea suggestiva è che i Nazca potessero volare grazie a rudimentali mongolfiere e che così avrebbero controllato il corso dei lavori, la direzione delle linee dall’alto, tanto più che le figure, visto le loro grandi dimensioni, si suppone potessero essere apprezzate pienamente solo osservandole da una certa altezza. A conferma di tale ipotesi ci sono le pitture che adornano il vasellame ritrovato nella zona che mostrano immagini di oggetti indentificabili con mongolfiere o, per lo meno grandi aquiloni. Inoltre, alla fine di molte delle linee tracciate sono state rinvenute delle buche circolari contenenti rocce annerite, probabili "fosse di combustione" che servivano, forse, a lanciare in area gli aerostati grazie all’aria calda sprigionata dal fuoco. Quando nelle tombe dei Nazca venne ritrovata una stoffa, dalla trama più fine di quella che viene utilizzata attualmente per i paracadute, ma più fitta di quella usata per fabbricare gli aerostati ad aria calda, nel 1975, i ricercatori Jim Woodman e Julian Knott decisero di ricostruire un pallone utilizzando quel materiale che, si suppone, usavano anche gli indios e di farlo innalzare partendo proprio da un’antica fossa di combustione. Ebbene, il pallone si alzò fino a quota 350 metri e volò per circa 4 km. Ciò rende quindi plausibile l’ipotesi che i tecnici Nazca dirigessero i lavori dall’alto.
 Ma oggi a Nazca si sta lavorando per mettere in luce uno dei più grandi centri cerimoniali del mondo. Ha seguito i lavori anche l’archeologo Giuseppe Orefice, direttore del "Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane" di Brescia che, dopo il ritrovamento di 36 templi, afferma:
 
<<La sorpresa piu’ clamorosa l’abbiamo avuta quando abbiamo trovato, a quattro chilometri dalla grande citta’ sacra di Cahauachi,l’ultimo centro cerimoniale al mondo di mattone crudo. Si tratta di un’area grande 24 Km quadrati, databile tra il 550 e il 1000 dopo Cristo, che contiene praticamente integre piramidi, strutture architettoniche civili e religiose, immense ed affascinanti necropoli.>> 

In ogni caso, il mistero delle linee di Nazca rimane!
 
 
 

Questa voce è stata pubblicata in Scienza, Fantascienza & Mistero. Contrassegna il permalink.

Una risposta a PERU’

  1. lucia ha detto:

    affascinante!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...