Cavaliere, ambasciatore e trans.

 
IL PIU’ FAMOSO TRAVESTITO DELLA STORIA
 
Il cavaliere Charles D’Eon de Beaumont è stato uno dei più conosciuti travestiti del diciottesimo secolo.
Egli nacque a Tonnerre, in Francia, nel 1728. Suo padre, Louis d’Eon, era avvocato e funzionario dell’Intendenza regia a Parigi; la madre, Françoise de Chavanson, una nobildonna di antica stirpe.
Anche se competente in tutte le attitudini maschili, aveva indossato abiti femminili già dall’infanzia e mantenuto, poi, il gusto per l’abbigliamento femminile per tutta la vita.
Negli anni aveva cambiato, all’occasione, come spia e dama di compagnia molti nomi e aveva collezionato foto di ermafroditi.
In realtà Charles o Geneviève fino all’età di sette anni vestì come una fanciulla, ma a 13 partì da casa come maschietto per frequentare il prestigioso Collège Mazarin, dove si laureò in legge nel 1749. Era stato un bambino (o una bambina…) prodigio, con un talento precocissimo per le lingue ed una memoria prodigiosa. Divenne subito segretario di Monsieur de Sauvigny, quindi gli fu affidata dal re l’amministrazione del fisco parigino.
Un talento poliedrico, condito da uno charme perturbante ed tali doti, a corte, non potevano passare inosservate.
<<D’Eon è giovane, piccolo di statura, con un seno pronunciato e gambe proporzionate alla sua complessione fisica>>.
Così lo descrive una nota di servizio dell’epoca. Charles-Geneviève tira divinamente di scherma, ma ha le spalle strette, i fianchi rotondi, un sorriso indecifrabile, la carnagione delicata.
La sua prima apparizione pubblica vestito da donna in un ballo mascherato fu notata dal principe de Conti e dall’allora re di Francia Luigi XV che intuendo le possibilità delle sue ambigue sembianze, pensarono di utilizzare le sue doti trasormandolo in una spia impegnata in affari diplomatici.
Nel 1755 fu così inviato in Russia come mademoiselle ‘Lia de Beaumont’, dove riuscì a diventare una confidente dell’imperatrice Elisabetta, la figlia di Pietro il Grande.
    L’anno dopo, di ritorno in Francia, riprese gli abiti maschili e per i servizi resi fu ordinato da re Luigi "Capitano di Dragoni". Continuò, però, a lavorare per il servizio segreto e dal 1763, in qualità di membro dell’ambasciata francese a Londra, fu coinvolto in numerosi intrighi politici.
In questo periodo numerose furono le voci che lui era davvero una donna  e c’è chi arrivò a offrire 600 sterline a chi ne accerterà il suo sesso.
Quattro anni più tardi Luigi XV muore e sul trono gli succede Luigi XVI.
Il nuovo sovrano vuole mettere le mani sui documenti compromettenti che conservava D’Eon, e riescì a farlo rimpatriare.
Nel 1775 il re gli concesse una cospicua indennità in cambio di quei importanti documenti  ma a condizione che dal quel momento in poi si dichiarasse donna e vestisse solo abiti femminili. Sarà la stassa Maria Antonietta, la regina delle brioche, a inviargli vestiti, parrucche, corsetti e persino una cameriera personale.
 

 

Mademoiselle "Charlotte D’Eon" fece la sua prima apparizione pubblica nel 21 ottobre 1777, alla festa di S. Orsola (che subì il martirio con 11.000 vergini), ma a giugno 1778 stanco di essere donna, ritornò in Francia vestito come un Dragone essendogli anche stata sospesa l’indennità a causa dei fermenti in corso.
Per aver disubidito e sfidato la parola data al re e per debiti non pagati, nel marzo 1779, fu incarcerato.
Fu successivamente rilasciato, accettando di trascorrere il resto dei suoi giorni come donna, e, come tale, ritornò in Inghilterra, guadagnandosi da vivere come abile spadaccino, dando dimostrazioni pubbliche delle sue doti mentre indossava vestiti femminili.
Nonostante sessantenne e appesantito, riescì a vincere tornei a Oxford, Birmingham e Brighton contro persone più giovani.
Morì il 21 maggio del 1810 in povertà ai tempi di Napoleone, costretto a dividere la stanza con l’anziana vedova inglese di un ammiraglio, Mrs Mary Cole, che ignorava la sua doppia vocazione.
Per trent’anni tutta l’Europa scommise sul vero sesso di D’Eon: donna, uomo o ermafrodito?
Solo il medico incaricato della sua autopsia svelò il mistero dopo la sua morte.
Si seppe, finalmente, che nonostante le caratteristiche di un corpo femminile, D’Eon era un vero uomo.
Gli è stata dedicati un film dal regista francese Jacqueline Audry e di recente anche un cartoon manga.
 

 

 

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