In giro per Musei

 
 
INSOLITI MUSEI

Quando si parla di musei viene spontaneo pensare a quelli dove è possibile ammirare opere d’arte famose o antichi reperti archeologici e si rimane, poi, meravigliati nel conoscere che ne esiste uno sulle mestruazioni o sui rubinetti! Sul web si trovano con facilità notizie in merito a questi bizzarri musei presenti in giro per il mondo e per questa visita virtuale ho scelto i più noti.

Ho constatato con interesse che ai primi posti compare l’Icelandic Phallological Museum di Reykjavík con circa 5000 visite all’anno. E’ il  MUSEO DEI PENI  e ne ospita più di 170, provenienti da trofei di caccia o da organi imbalsamati ed essiccati. Nacque nel 1974, per opera dell’ex professore islandese di storia Sigurður Hjartarsonsi, e agli inizi esponeva solo peni di alcuni animali (non viventi in Islanda) e altri di fantasia (elfi, trolls, mostri, ecc.)

e agli inizi esponeva solo peni di alcuni animali (non viventi in Islanda) e altri di fantasia (elfi, trolls, mostri, ecc.) Ma l’obiettivo era ed è quello di conservare un esemplare di “pene” di tutti i mammiferi presenti in Islanda, comprese le specie in estinzione o già estinte. Sebbene manchi ancora un esemplare “umano”, una delle persone più anziane dell’isola, l’esploratore e ‘donnaiolo’ islandese Páll Arason, nato nel

1915, ha donato il suo membro al museo. 

 

 

Con un atto scritto il suo medico di fiducia si occuperà di tutto dopo la sua morte.
 

La classifica dei musei più strambi, segue col  MUSEO DELLE RANEin Svizzera  

Alla fine dell’Ottocento, la guardia svizzera François Perrier, era talmente attratto dalle rane che prese a studiare nuovi e strani metodi per imbalsamarle, rendendo il corpo elastico e adatto ad ogni tipo di manipolazione. Così, con i corpi di 108 rane riempite di sabbia, compose le “tableaux vivants”, ovvero composizioni di fantasia in cui le rane fanno la parodia a normali situazioni umane…. a scuola, a tavola mentre mangiano, mentre giocano a carte, etc.  



Le composizioni sono conservate nel museo regionale di Estavayer-le-Lac nel cantone di Fribourg che, anche se ha una collezione di lampade e lanterne, è ormai conosciuto come il museo delle rane.

 

Invece di andare nel Massachusetts, si può visitare comodamente da casa il Toilet Museum, ovvero il MUSEO DEI BAGNI online. Qui è possibile trovare molti pezzi storici di tutto il mondo e carta igienica d’annata, scrupolosamente raccolte dal curatore Burt Stark.

L’idea nacque nel 1982, ma solo nel 1998 Stark ha iniziato effettivamente a collezionare le immagini, che provengono dalle fonti più svariate: fumetti, fotografie di giornali, scene di film, etc.

Cliccando su uno sciacquone virtuale si accede al sito diviso in varie categorie, dalle più classiche “Ladies Room” e “Mens Room”, alle più stravaganti come “Animals bathroom”, “Christmas Bathroom” o “Bathrooms sounds”. Non manca la sezione dedicata all’e-commerce e all’invio d’e-cards a tema, ovviamente.


Per rimanere in tema, in Italia, a San Maurizio d’Opaglio (NO), si trova il MUSEO DEL RUBINETTO
e della sua tecnologia. Ve ne sono di rari, insoliti e curiosi, con approfondimenti storici dai greci ai giorni nostri per sapere come l’acqua arriva nelle case.


Queste alcune immagini.

Insolito anche il MUSEO DEI CAPELLI  di una certa Leila ad Independence, negli USA, con parrucche, pettini e attrezzi del mestiere, ma anche e principalmente capelli umani, risalenti addirittura al XVIII secolo, con più di 300 esemplari intrecciati in splendide ghirlande.

Nella parte più bassa della classifica troviamo il  MUSEO DELLE SCARPE  a Toronto in Canada.

Una delle più grandi esposizioni al mondo di scarpe in una costruzione futuristica che raccoglie più di 10.000 esemplari, dagli antichi egizi ai giorni nostri.



 

Non poteva non essere in Italia il MUSEO DELLA PASTA  e precisamente, nelle vicinanze della Fontana di Trevi a Roma.

Aperto nel 1993 e con un esposizione su due livelli, ripercorre otto secoli di storia dell’alimento base degli italiani. Macchinari di produzione, informazioni nutrizionali, la pasta nell’arte antica e contemporanea, la sua storia in generale insomma.

Il MUSEO DELLE MESTRUAZIONI non ci si può credere, ma esiste davvero e si chiama “Mum” (MUseum of Menstruation).

Per ora è visitabile solo “online”, perché la sede ufficiale è un sottoscala di Hyattsville, ridente cittadina del Maryland e l’ideatore è il mecenate del Tampax Harry Finley, che lavora per il Governo federale degli Stati Uniti nella vicina Washington. Sui menù a sinistra della pagina, cliccando sulla voce:
"| tour the former museum ” si ha un’idea di cosa tratta il sito che è molto vasto. Pubblicità dei primi assorbenti, la loro storia con tipi e modelli, notizie scientifiche e altro.

Il  MUSEO DEL VODOO  a New Orleans

ha il nome esatto di “Voodoo Spiritual Temple” ed è in verità un’attività gestita dalla sacerdotessa Miriam Chamani che segue le tradizioni dei suoi antenati. In questo tempio si celebrano principalmente riti di guarigione spirituale basati sul voodoo americano afro-centrico derivante dal potere dello spirito sulle persone che vivono in amicizia.

Nel MUSEO DELLA MOSTARDA [http://www.mustardmuseum.com/Visit_museum] nel Wisconsin potete trovare migliaia di vasetti di senape di tutti i generi.


MUSEO DELL’ORRORE di Dario Ragento


A Roma, in via dei Gracchi, è possibile provare sulla propria pelle le emozioni vissute dai protagonisti dei film di Dario Argento…

In America non poteva poi mancare IL MUSEO DELLE NOCCIOLINE il simbolo americano per eccellenza!

Siamo nel Connecticut e la sua creatrice (deceduta) affermò: "Le noccioline hanno un cuore. Dure e qualche volta spigolose all’esterno, ma tenere e dolci all’interno".

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