TESTIMONE DI GUERRA

 
 
AMBASCIATRICE DI PACE
 

Chi ricorda la guerra del Vietnam ricorda sicuramente anche questa foto con una bambina che corre nuda sull’asfalto, però pochi sanno
il suo nome. E’  Phan Thị Kim  anche conosciuta come Kim Phuc (nata nel 1963) e la foto, scattata nel 1972 a Trang Bang
(Vietnam), riprende delle persone che scappano disperate dal villaggio, dopo che una bomba al napalm lo ha appena colpito.
Aveva circa nove anni e correva nuda perchè i propri indumenti erano stati bruciati, come molte zone della sua pelle, dalle schegge di fuoco schizzate dalla bomba fatta lanciare dagli americani. Il ragazzo in primo piano è suo fratello maggiore Tam e la drammaticità della foto sintetizza la brutalità e la tragedia di quel conflitto.  John Plummer, l’ufficiale statunitense che ordinò all’aereo sudvietnamita di attaccare il villaggio di Trang Bang disse di non sapere che l’abitato non era stato evacuato. Il napalm rilasciato dall’aereo aveva Lo scopo di stanare gli uomini dalle trincee circostanti il villaggio ed invece si riversò su uomini, donne e bambini. Quest’immagine, diventata all’epoca il simbolo della guerra del Vietnam, vinse il Pulitzer, il più prestigioso premio americano per il giornalismo. Il fotografo Huynh Cong Ut, conosciuto dai suoi colleghi come Nick, si trovava in quelle zone per realizzare un servizio fotografico per conto dell’Associated Press sui vietnamiti che fuggivano (chi riusciva a farlo) dai villaggi incendiati con il napalm. 
 
 Kim e Nick un anno dopo.
 
Egli, dopo il famoso scatto, versò acqua sulla bambina, prese lei ed altri ragazzi e li portò in un ospedale vicino Saigon, dove la piccola Kim Phuc, trascorse quattordici mesi e subì 17 interventi per guarire dalle gravi ustioni riportate, mentre suo fratello perse l’uso di un occhio.
Kim Phuc divenne il simbolo vivente della sofferenza delle vittime della guerra, la prova tangente degli orrori della guerra e la consapevolezza di cosa rappresentasse quella del Vietnam. Diventata grande ha studiato medicina a Cuba dove incontrò lo studente Bui Huy Toan che nel 1992 divenne poi suo marito.
 

 

La sua tolleranza ed il suo perdono verso chi lanciò quella bomba sul suo villaggio ha fatto sì che diventasse, dal 1994, ambasciatrice di pace nel mondo per l’UNESCO. Ha fondato poi la "Kim Foundation International", una fondazione che dona supporto medico e psicologico ai bambini vittime delle guerre nel mondo. Oggi vive felicemente sposata in Canada e alcuni anni fa è diventata mamma di un secondo bambino. La nota fotografa canadese Anne Bayin ha voluto riprendere dei primi-piano di entrambi calmi e sorridenti, mettendo in risalto le cicatrici del corpo di lei con il nuovo e fresco incarnato del bambino. Ad un’intervista Kim ha affermato:
 
«Non possiamo cambiare la storia né quello che mi è accaduto, ma dobbiamo essere ottimisti. Non possiamo arrenderci. C’è in ballo la salvezza dei nostri figli. Mi ha fatto piacere unire alla drammatica immagine di guerra di trenta anni fa un’altra nuova di pace e di speranza».
Negli anni passati Kim ha anche avuto modo d’incontrare John Plummer, che dopo la guerra è diventato un pastore metodista e l’ambasciatrice di pace ha dichiarato:
«L’ho perdonato perché ho riconosciuto l’amore nei suoi occhi».
 
Il mio augurio, invece, è quello di non vedere mai più dolorose foto simili a quella!

 

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