Robot del vento.

 

 Bestie da spiaggia

Strandbeest

di Nadia Andreini

Evoluzioni eoliche ed altri episodi nell’universo artistico-generativo di Theo Jansen
Theo Jansen, nato nel 1948, ha studiato Fisica all’Università di Delft in Olanda dal 1968 al 1975. In seguito ha abbandonato l’Università per divenire un artista. Si è dedicato per i primi sette anni della sua carriera alla pittura. Nel 1980 decide di costruire un disco volante, accessoriato di luci lampeggianti ed in grado di emettere sinistre sonorità, che fece volare su Delft, portando un certo subbuglio nell’intera città.
In seguito ha proseguito la sua sperimentazione tecnico-artistica con la realizzazione di una macchina-aerografo sensibile alla luce, capace di immortale gli oggetti che entrano nel proprio “campo visivo” spruzzando vernice su una superficie piana.
Dal 1990 ha cominciato a lavorare su una nuova creazione artistica che prevede la realizzazione di “creature” capaci di camminare ed effettuare altri movimenti sfruttando in modo diretto o differito l’energia eolica.
Questi animali, il cui scheletro è formato essenzialmente da tubi conduttori di elettricità, da legno o da altri materiali, sono stati concepiti entro l’ambito di un “percorso evoluzionista” che ha visto il susseguirsi di numerose generazioni durante gli ultimi 13 anni.
Una volta realizzate le sue creature, Theo le abbandona sulle spiagge olandesi, dove cominciano a vivere una vita propria, fagocitando ed immagazzinando vento per potersi muovere a proprio piacimento.
Le varie creature, il cui DNA viene selezionato dall’artista tra milioni di varianti evolutive concepite con l’ausilio del proprio computer, sono continuamente soggette a modifiche dettate da una logica generativo-trasformazionale simile a quanto potrebbe riscontrarsi in natura: in un certo senso è come se le premesse delle successive evoluzioni fossero codificate nel DNA digitale di ciascuna creatura.
Riecheggiando il gergo scientifico, Theo ha battezzato il genere delle proprie creature fantastiche come animaris – fantasiosa contrazione di animale e mare – conferendo a ciascuna di esse una specifica classificazione entro un universo evolutivo le cui regole sono rigidamente dettate dalla selezione digitale del fidato PC Atari. Sottoposte a precisa “classificazione”, le creature vengono “liberate” sugli spazi costieri olandesi, dove cominciano a vivere una propria vita, fino a quando non saranno chiamate ad ibridarsi e mutuamente ricomporsi per dare origine a nuove forme di vita capaci di sfruttare in modi sempre più sofisticati l’energia fornita dal vento.
Se nelle prime generazioni, le scheletriche creature erano direttamente soggette alle bizzarre volute eoliche, i cui movimenti riuscivano a sfruttare tramite elaborati apparati di vele connesse a muscolature simili a pistoni; ormai esse sono in grado di immagazzinare l’energia entro bottiglie-polmone che le rendono in grado di spostarsi anche nei momenti di bonaccia.
Vi invito a seguire le loro evoluzioni sul sito dell’artista, all’indirizzo www.strandbeest.com

Per dei video clicca:

QUI 

QUI

QUI   per altri su Youtube

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Arte, Moda & Fotografia. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...