Gestione cimiteriale.

  
 
 
CIMITERI IN FESTA 
 
 
All’inizio dell’800, l’amministrazione napoleonica decise di vietare in tutto l’impero (lo stesso anche in Italia), a salvaguardia della sanità pubblica, il seppellimento dei morti negli spazi urbani e quindi nelle chiese e nei piccoli cimiteri annessi. In America, invece, è permessa la sepoltura in piena terra. Per questo nacquero, nelle zone periferiche, nuovi e grandi cimiteri. A Parigi furono creati, fuori città, il cimitero di Montmartre a nord, quello di Père Lachaise a est e quello di Montparnasse a sud.

   

Quello di  Père Lachaise  (nome del gesuita Père Las Chaise) è oggi un museo oltre che un cimitero-giardino, attualmente ha un estensione superiore ai 0,44 km2, (si pensi che il cimitero più grande di Napoli misura appena 0,16 km2), conta 70.000 tombe e 5300 alberi (un frassino del 1849 di ben 3.50 m. di circonferenza, un acero vecchio di 150 anni, di 1.90 m. di circonferenza). Dopo la sua apertura avvenuta nel 1804, i francesi erano restii a farsi seppellire lontani dalla città e le autorità pensarono di spostare le salme di numerosi "personaggi famosi", per invogliare i cittadini a prendere in considerazione il Pere Lachaise. Tra i nomi illustri troviamo tra gli altri: Abelardo ed Eloisa, Molière, Jean de La Fontaine, Jacques-Louis, David, Frédéric Chopin, Honoré de Balzac, Gioachino Rossini, Gustave Doré, Georges-Pierre Seurat, Oscar Wilde, Nadar, Amedeo Modigliani, Marcel Proust, Sarah Bernhardt, Piero Gobetti, Paul Éluard, Colette, Edith Piaf, Jim Morrison, Michel Petrucciani e Claude Jade.
Il numero di visitatori è pertanto altissimo, e le più visitate sono le tombe di Chopin e di Morrison. Addirittura, dalla lapide di Morrison vengono spesso sottratti pezzetti di marmo da tenere come cimelio e per meglio fotografarla, i turisti salgono sulla tomba posta di fronte. Per evitare ciò, i responsabili del cimitero sono stati costretti a recintare il loculo dello "sfortunato dirimpettaio" con balaustre di metallo. Altrettanto sfortunate sono alcune tombe poste prima di quella di Chopin dalle quali i fans in visita, sottraggono spesso fiori e piante da porre poi sul loculo dell’amato compositore. Lo spazio per nuove sepolture viene trovato grazie al fatto che chi compra un pezzo di terreno (in realtà trattasi di una concessione perenne) ha poi l’obbligo di prendersi cura del loculo e se non lo fà, dopo un certo periodi di tempo, la tomba viene espropriata per essere dato in concessione ad altri richiedenti. Questa tipologia di gestione rende disponibili molti posti all’anno.
Sta di fatto che il Pere Lachaise non ha bisogno di pubblicità e mentre i cimiteri italiani sono gestiti a livello comunale e regionale, oltre oceano trattasi spesso si strutture private, come molti cimiteri americani. Inevitabilmente, questo porta le società a mettere in atto qualunque tipo di iniziativa e pubblicità per aumentare gli introiti e le donazioni.
 

In America è avvenuta proprio domenica scorsa (ultima di maggio), la celebrazione del "Memorial day", ovvero la giornata commemorativa dei caduti di tutte le guerre e dei veterani militari che da anni si festeggia in USA. Pur se dedicata ai militari, con visite all’Arlington National Cemetery, uno dei più grandi e sacri cimiteri militari in USA (in funzione dalla guerra di secessione in cui, oltre a militari si trovano anche tombe di noti politici e di qualche civile, con le classiche piccole lapidi bianche che si perdono a vista su un estensione di circa 2,6 km2 ), oggi tale giorno è un pò simile al nostro 1 novembre, con visite ai cimiteri ed ai defunti in generale, ma per gli americani è di più, è il militarismo che diventa festa paesana, giorno dedicato al picnic o allo sport.
Qui più niente fà scalpore e neppure un picnic all’ombra di qualche cipresso in un rinomato cimitero o una sua visita "all inclusive".
Questo è quanto viene pubblicizzato, difatti, da alcuni storici camposanti americani. E’ una nuova formula e tendenza che serve a fare clienti e portare soldi agli scarni bilanci delle società cimeteriali che, oltre a vendere pezzetti di terreno nelle vicinanze di salme "illustri", come fa il Père Lachaise, organizzano celebrazioni, parate, visite guidate, ecc.
 

           
 
Il primo a colpirmi col suo simpatico sito, è stato il Laurel Hill Cemetery di Philadelphia  che si pone come museo underground con missione educatrice per scuole comunità e gruppi. Vantando la presenza di 6 vittime del Titanic, ogni anno, in Aprile, celebra il "Titanic day", che con 75 $ offre visita alle tombe, slideshow con cronistoria del Titanic e pranzo, registrando ogni anno il pienone.
Un musical event chiamato "Gravediggers’ Ball" (tradotto sarebbe ‘la palla del becchino’) è un galà pomeridiano trascorso tra cocktails, musica e danza. Ma di eventi e manifestazioni in catalogo ve ne sono altre, dateci un’occhiata

Stessa cosa al Woodland cemetery di Dayton a New York che però è anche un orto botanico ed un luogo di interesse zoologico.

 
Oppure al Green Wood di Brooklyn  che si definisce un giardino e promuove la conservazione degli uccelli presenti.
Qui per 500 $ è possibile far piantare un albero a piacere in memoria di un caro o di una persona a scelta.

        

 

L’elenco può continuare con il rurale cimitero Oak-Wood di Toy a New York risalente al 1848 che si vanta di avere la tomba dello zio Sam e con il programma "adotta un pezzo-di-terreno" lascia a gruppi o famiglie di prendersi cura di zone del cimitero per almeno tre volte all’anno. Per il 27 giugno e per pochi dollari, ha in programma la "Renaissance Fest" una festa con a tema il medioevo ed il barocco, con musica, giochi e costumi dell’epoca.

    

Come afferma il presidente dell’associazione no-profit che gestisce l’Oakwood, Theresa Page
"Il nostro obiettivo è che la gente che viene a visitare questo posto poi dica: <Wow, credo che mi piacerebbe passare qui l’eternità>. E’ un modo per dire: ‘Ci farebbe piacere che voi restiate qui per sempre’.
 
Sinceramente non so ancora se dagli americani dobbiamo prendere esempio o se dobbiamo preoccuparci!!
 

 
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