Parolacce.

 
 
 
Parolacce, insulti, epiteti e bestemmie.
 
 
 
Sotto il termine "parolaccia" in Wikipedia si legge: –
forma dispregiativa del termine parola. Si intende per parolaccia un termine volgare, spesso offensivo nei confronti di cose o persone. Le parolacce sono comuni fin dalle lingue più antiche. Le parolacce trovano riferimenti nella vecchia vita rurale e tribale, prendendo spunto dagli animali e parti del corpo umano. Nelle culture di stampo tradizionale, le parolacce si riferiscono anche a quel che non si comprende, alle bestemmie e a tutto quanto definito disdicevole dal resto della collettività. –
Prendendo spunto dalla cronaca e dalla cultura, negli ultimi tempi si parla molto di parolacce.
Tanto per citarne alcune, la multa inflitta a Canale 5 per le parolacce presenti nei cartoon della serie Griffin mandata in onda a novembre scorso; le critiche sulle canzoni dell’ultimo Sanremo, che contengono troppe parolacce e, dulcis in fundo, la nuova legge che vieta e multa le parolacce dette o scritte dai tifosi negli stadi.
Come si legge in un articolo su Focus in merito al libro di Vito Tartamella intitolato ”Perché le diciamo, che cosa significano, quali effetti hanno", le parolacce forse nascono con l’uomo perché si ritrovano perfino nella Bibbia o negli antichi scritti Babilonesi.
– “Saul si adiro’ molto con Gionata, e gli grido’ "Figlio di una donna perduta !"   (1 Samuele  20,30) –
Non vi è popolo o lingua che non ne ha di proprie e grazie a loro è anche possibile indagare nello scibile umano (psicologia, sociologia, antropologia, religione, dialetto, ecc.)
Le parolacce riescono ad esprimere, concisamente e con chiarezza, uno stato d’animo (sorpresa, rabbia, paura, disgusto, erotismo, ecc.) a volte impossibile ad esternare con maggior precisione e immediatezza. Si pensi all’effetto di un insulto che ferisce profondamente pur senza toccare l’avversario. Quindi, le parolacce diventano “linguaggio delle emozioni” e come tali sono forti e profondi come lo possono essere il sesso, la poesia e la preghiera.
Alcune parolacce sono più diffuse di altre, come quelle riguardanti gli organi sessuali che, solo in italiano, vantano migliaia (più di 3000) di termini e derivati (cazzo, cazzone, cazzuto, scazzo, incazzato, ecc.)
Anche le offese, nella maggior parte dei casi, hanno qualcosa in comune col sesso (coglione, frocio, puttana, sfigato, ecc.). Ma è ovvio, considerato che la paraloccia deve essere un insulto, un’imprecazione, un qualcosa di “sporco” o di volgare, non poteva poi non essere legata a temi più intimi e intoccabili come lo sono giustappunto la religione, il sesso o la morale e a tutto quello che riesce a dare subito forti emozioni.
A livello neurologico si è perfino scoperto che nel nostro cervello c’è un’indelebile area (più primitiva), specializzata nella creazione e archiviazione delle parolacce. E, proprio in considerazione del fatto che a loro è legata una forte emozione, può capitare di dimenticare le parole ma non le parolacce!
 

Omai non vi è vocabolario che non citi le più comuni o le new entry (come talibano e chinotto, per esempio), ma già vi sono in giro raccolte in ordine alfabetico o divise per area di pertinenza, come: – comportamentale (da bagascia a zoccola) – sessuale (da arrapare a vaffanculo) – etcnico/sociale (da attricetta a zulu) – scatologica (da cacaiola a stronzolo) – mentale (da cazzuto a stupido) – fisico (da bagonghi a smandrappato) e religioso (da cristo a perdio).
 
Per la loro brevità e sonorità, sono perfino tra le prime parole che i bambini imparano da soli.
Vedendo gli adulti meravigliati e divertiti essi continueranno ad usarle, pur non conoscendone il significato.
Solo dopo i 3-4 anni i bambini cominciano a distingure le parole “pulite” da quelle “sporche” così come le cose buone da quelle cattive. In questa fase di crescita la parolaccia è detta come segno di protesta e tragressione o per attirare l’attenzione dei genitori (positiva o negativa che sia).
Perché le dice pure l’adulto allora, qualcuno si domanderà!?
Per attirare l’attenzione anche, ma principalmente per i motivi che esprimevo prima, ovvero per trasmettere emozioni ed imprecazioni.
Al settimo Congresso nazionale di Gidoc (Gruppo Italiano disturbi ossessivo-compulsivi) si è parlato anche di parolacce scomodando personaggi come Dostoevskij e Mozart.
Il comportamento ipercinetico e compulsivo di Wolfgang Amadeus Mozart, farebbe oggi ritenere che il musicista soffrisse della sindrome di Gilles de la Tourette (in sostanza ogni forma di Tic) ed è anche confermato da una lettera alla cugina nella quale, senza che vi fossero motivi d’astio per la donna, Mozart ha ripetuto ovunque termini scatologici (afferenti ad escrementi e affini e la sindrome si chiama coprolalia). Tra i tic fisici e quelli di parola, come pronunciare in continuazione parolacce o oscenità, il limite è labile.
A suo tempo, in Francia, fece scalpore la Marchesa Dampierre, soprannminata “la bestemmiatrice”, che riempiva le feste di tic e oscenità.
J. Mc Whorter, uno studioso di linguistica al Manhattan Institute, dice che i giganti della letteratura hanno spesso costruito le loro opere su situazioni scurrili. Il drammaturgo Ben Johnson dell’epoca rendeva più piccanti le sue opere con l’uso di parole "cazzi" e "culi", mentre Shakespeare non riusciva a terminare di scrivere un capitolo senza inserire qualche volgarità dei suoi tempi.
Si sà che Stalin era solito comporre e cantare intere canzoncine completamente composte da epiteti durante le riunioni del partito al Cremlino.
Si è visto che se si applicano dei sensori elettrodermici alle dita e si fanno poi ascoltare ai soggetti delle espressioni oscene, nei partecipanti la collera è immediata perché i parametri della conduzione epidermica s’impennano, la pelle delle braccia si solleva, il polso si accelera, la respirazione diventa superficiale. Come il linguaggio sboccato da sussulti, così contribuisce, invece, a far sparire stress e rabbia.
Una parola è più “proibita” di un’altra se è tabù e scatena più timori.
Quando una parola diventa strettamente associata ad una funzione corporea, essa diventa tabù come appunto dimostrano le parole figlio di puttana, troia, oppure cacca, cesso, latrina, stronzo, ecc.
 

Anni fà, prima della trasgressione linguistica degli anni ’60,  le parole “sporche” si usavano con maggior parsimonia e attenzione e ricordo che ai bambini che le ripetevano si lavava la lingua col sapone (per pulirla!) o si minacciave di usare il peperoncino! Tra TV, giornali e persone comuni, oggi la parolaccia fa parte del linguaggio informale e si è perfino inflazionata. Questo comporta la perdita del proprio potere espressivo e quindi del suo essere “proibita”.
Si dice che in Tv ne vengono dette 3 ogni ora (6 negli USA) ma qualcuno afferma che nel 1500 ne venivano pronunciate di più (per strada ovviamente). Una curiosità, in tema di Oscar, il film con maggiori turpiloqui è stato Platoon, con 329 parolacce.
Un record difficile da battere credo.
Negli ultimi anni, grazie anche alla parità, è venuta meno pure la prerogativa della parolaccia come qualcosa di eslusivamente maschile, anche se le donne sono più sensibili in merito e ne danno un peso diverso.
Dal punto di vista dell’aggressività, l’insulto rimane più maschile così come gli epiteti a sfondo sessuale.
Anche la società e la legge si sono negli anni adeguati e ora, in Italia, il linguaggio scurrile e la bestemmia sono solo un reato amministrativamente (con ammenda) se feriscono qualcuno o se vengone dette in luogo pubblico.
Per concludere, considerato che non è sempre possibile o facile infragere regole o violare censure, manteniamoci strette le “parolacce” che usate nei momenti giusti aiutano, donano emozioni e rappresentano quel poco che ancora ci lega al nostro progenitore, l’uomo di Neanderthal.

 

Questa voce è stata pubblicata in Web & Intrattenimento. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...