Come cambia la paura.

Paure di oggi
Se qualcuno affermasse di non aver mai avuto qualche paura in vita sua, gli consiglierei di andare da un medico e di farsi curare.

La paura è nata con l’uomo, in quanto agli inizi egli doveva aver timore solo del suo Dio, onnipotente e capriccioso, poi, come la storia è andata avanti, essa ha prolificato trasformandosi inevitabilmente col tempo.
L’uomo preistorico aveva di certo paura degli animali feroci e delle calamità naturali, mentre altre forme di paura più vaghe e irrazionali dovettero sopraggiungere di lì a poco: quella del vuoto o dell’immensità, la paura di cadere, dell’acqua, del fuoco, ecc.
Il passare dei secoli e il sopraggiungere di eventi nuovi ed imprevisti, dovette portare alla nascita di nuove angoscie, come quelle delle malattie, delle epidemie (peste, lebbra, sifilide, ecc.) e del contagio che di continuo minacciavano la vita di interi quartieri.
Lo sviluppo delle scienze e della conoscenza umana ne ha fatto aggiungere altre alla lista, come la paura di volare, dell’ascensore, della corrente, del mare, dei luoghi chiusi, degli animali (ragni, serpenti, topi, insetti, ecc.), del nulla, dell’imprevisto, ecc.
La paura diventava, spesso, un arma a fin di bene oltre che stimolatrice di reazioni positive e salutari.
I bambini di una volta ricorderanno bene “l’uomo nero“, per esempio!
La paura del buio è quella che più di tutte, da sempre, accompagna la crescita dei bambini, così come quella della morte accomuna molte persone anziane.

Ma la mia domanda è:
<quali sono le paure dell’uomo di oggi?!>

Ovvero com’è cambiata la paura con la storia?
Se la paura è propria dell’uomo, indubbiamente essa è anche figlia dei tempi e delle circostanze.
Alla paura delle epidemie dei secoli scorsi, possiamo associare quella dell’AIDS e dell’influenza aviaria dei giorni nostri, per esempio.
La paura dell’uomo nero potrebbe essere stata sostituita da quella del terrorista o dell’extracomunitario.
Alla paura di Dio possiamo contrapporre quella, quasi contraria, del “vuoto esistenziale”, anche alla presenza di una religiosità latente.
Si crede in tutto e al contrario di tutto. Tutto ha perso valore.
La rincorsa ai beni materiali e ad una vita vissuta alle dipendenze di strumenti forniti da istituzioni ha portato alla mancanza d’immaginazione e ad un’omologazione culturale.
Nella società attuale, che cambia in modo vertiginoso, i ruoli non esistono più.
Nascono e si diffondono nuove paure a volte immotivate, mentre quelle ataviche e irrazionali s’ingigantiscono a livello di panico generalizzato.
Vi è la paura della folla, delle nuove culture, delle guerre e della (onni-)potenza, così come quella delle catastrofi ambientali, della criminalità e della povertà.
La paura che nasce dalla paura, come dimostra la rincorsa al potere.
“Tu costruisci la bomba da 2 chilotoni ed io sono costretto a costruire quella da 4″.  La società non mi ha dato niente e così sono io che tolgo agli altri!”
Manca la fede dell’uomo e quindi fiducia e affezione.
L’uomo che ha paura del suo simile.
I terrori e i grandi disastri visti o vissuti da spettatori fin’ora, hanno segnato le nostre anime e alimentano le nostre paure. Una volta la paura del buio e dell’uomo nero erano d’aiuto alla crescita e alla consapevolezza, dando certezze e sicurezza di sè. Le paure di oggi, invece, uccidono le certezze, intristiscono e rendono deboli e asociali.
Mi spiace per le generazioni future, ma in questo marasma non credo che vi sia ancora, a breve, una via di scampo.
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3 risposte a Come cambia la paura.

  1. Kiras ha detto:

    uahu ! bel commento veramente ! mi hai colpito ! complimenti !!

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  2. ..Ŧяαи¢єѕ¢α.. ha detto:

    Bello questo commento…passavo di qui…ottimo filosofo…
    ciau fra
     

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  3. ..Ŧяαи¢єѕ¢α.. ha detto:

    Hai ragioneeeee……scusa è ke veramente mi sono dimenticata di dirlo…lo dirò nel prox intervento!!!!!
    Davvero perdonami…:(brutta dimenticanza
    ora rimeio!!!!!!ciau fra

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