Una brutta nomea!

 
 
 
Vergognosa campagna contro il personale delle Pubbliche Amministrazioni

 
In questi giorni si leggono affermazioni e volontà di ministri del governo (un governo di sinistra!) che, nell’intento si sanare e migliorare la PA, avrebbero delineato alcuni punti da rendere effettivi a mezzo nuovi decreti legislativi.
 
1 – Una maggiore mobilità dei dipendenti pubblici
Semplice ed elegante parola per significare che un lavoratore di Ostia può essere trasferito -sit et simpliciter- all’agenzia di Merano, per esempio. Logico, nella sede di Ostia vi è un dipendente in più mentre in quella di Merano in meno, pertanto, non importa se sarà stato assunto 3 o 30 anni fà, se sarà celibe/nubile o se, invece, avrà una famiglia con radici ad Ostia, dovrà essere trasferito e basta. Questo gli è dovuto affinché una nuova e più sana PA emerga!
 
2 – Occorrerebbero dei controllori, come previsto nel progetto di riforma
Ed ovviamente chi potrà poi estire tale attività, se non gli attuali direttori e dirigenti?
Adempimento che dovrà essere retribuito con degli extra, logicamente!
E’ normale, il manager delle PA ha il diritto di essere pagato per le prestazioni professionali elargite  all’interno della PA, sebbene sia già un dipendente.
La classe dirigente, evidentemente, ha più “potere” e “forza” rispetto a quella dei lavoratori, che dovrebbero essere tutelati dalle organizzazioni sindacali.
Ma mi chiedo come possono farlo, se si considera che le cariche dirigenziali e la maggior parte delle promozioni apicali avvengono per motivi “clientelari”, per spartizione di “beni” (tessere sindacali) e dietro raccomandazioni politiche!
Se la PA va male ed è peggiorata nel tempo, la colpa NON E’ imputabile al minor numero di dipendenti diminuito negli anni (per il blocco dei concorsi pubblici, mentre spesso le competenze  aumentavano), NON E’ per niente imputabile ad una cattiva gestione politica e sindacale a livello centrale, e certo non sarà nemmeno dovuta all’incompetenza dei vari direttori o managers (loro sono potenti e forti).
No, per Governo, Sindacati, Confindustria & Co i soli a pagarne le conseguenze dovranno essere i lavoratori tutti, perché loro sono i principali colpevoli! 
(Forse perché meno potenti e forti?)
 
3 – Via libera al licenziamento dei fannulloni, alla meritocrazia e al ritorno del “cottimo”
Sulla carta il licenziamento sarà valido e fattibile anche per i capi, suppongo, ma poi chi giudicherà il loro operato, decidendo sul loro eventuale licenziamento?
Dubito che qualcosa del genere avverrà mai, perché come in tutte le “famiglie” unite, i “panni sporchi” si lavano all’interno, e quel dirigente non riceverà altro che una ramanzina (forse) ed uno spostamento di sede (messo a parcheggiato in qualche struttura, in attesa del pensionamento) continuando comunque a percepire l’alta retribuzione prevista, di certo più alta di chi, con una qualifica più bassa, sta nel frattempo a lavorare davvero.
E’ vero che in giro vi sono dipendenti fannulloni così come chi lavora di più e chi meno, ma la cosa che a molti governanti e sindacalisti sembra sfuggire, è che il lassismo, l’impreparazione, il menefreghismo, l’incompetenza e l’assenza hanno avuto modo di prendere piede e propagarsi maggiormente nelle alte sfere, dove non c’è mai stato controllo e dove, per una sorta di omertà di setta,  si è protetti e tutelati, qualunque cosa può succedere. E’ anche una questione di prestigio e di immagine,evidentemente.
Per quanto mi riguarda, ben venga un meccanismo retributivo che, senza favoritismi e raccomandazioni, premi chi lavora di PIU’ e MEGLIO, ma chi gestità la cosa, e chi controllerà l’operato dei dirigenti?
 
4 – Se non è possibile privatizzare, si agisca per il momento con norme di tipo privatistico.
Se l’esperienza di privatizzazione avvenuta negli anni passati nei confronti di altre realtà istituzionali italiane fosse risultata positiva, portando innovazione, miglioramenti ed efficienza, allora sarebbe stata buona cosa proseguire su questa strada. Ma visto i risultati, con quale coraggio si parla ancora di privatizzazione……….“sbagliare è umano, persevare è diabolico”!
 
5 – Ferie, malattie e assenze retribuite
Da sempre nei confronti delle PA c’è una sorta di un prevenuto “pregiudizio generalizzato” dove tutti i dipendenti pubblici sono presi di mira qualsiasi cosa succeda, così come era colpa del governo quando “pioveva”.
Mi chiedo perché non succede lo stesso anche nei confronti dei dipendenti dei supermegastore o di altri negozi dove l’addetto ti tratta male o non gliene frega niente delle vicissitudini dell’acquirente. Mi vien da pensare agli operatori (anonimi) di note aziende nel campo delle telecomunicazioni che non rispondono, che attaccano il telefono in faccia o che, peggio, raccontano balle astronomiche.
Scusate, ma le ferie non sono un diritto di TUTTI i lavoratori così come la malattia?! 
Per quale meccanismo perverso si pensa che i dipendenti pubblici possano essere favoriti durante eventuali assenze per malattia?!
Inoltre, laddove ad un’altra classe di lavoratori mancasse qualche beneficio di cui invece i dipendenti pubbblici (beati loro) beneficiano, perché additarla a scandalo accanendosi per farla eliminare senza invece convogliare tali energie per pretendere un’equiperazione del diritto?!
Sarebbe più giusto e migliore per tutti, o no?!
 
In merito al tema PA, concludo pensando che, l’esperienza insegna che quando qualcosa non è molto chiara e lineare, avrà di certo un fine diverso. C’è sempre qualcosa dietro……
Quale sarà quello di questo governo, in merito a questa sgradevole campagna, resta per ora un mistero! 
  

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