Camorra a Napoli

 
 

Napoli ha un cancro da estirpare e da curare!

Come direbbero Totò o De Filippo, “è na maledizione”, non passa tempo che Napoli sta sulle prime pagine dei giornali o tra i primi posti nei notiziari televisivi. Camorra, rifiuti, delinquenza, e attualità ne fanno da anni argomento nazionale.
Da napoletano verace mi verrebbe da dire: “e se ne so accort’ sulo mo?”
Ovviamente qualche compaesano potrebbe replicare: “ma mo ce sta nu muorte acciso o juorne!”
E questo è pure vero.
Ma leggendo in merito alla militarizzazione o ad una maggiore presenza della polizia, mi viene da pensare ad un precedente intervento postato, si chiama “Napoletaneità” dove dicevo che “ Capire la mentalità dei napoletani non è facile”.
Certo, è importante combattere la camorra, anche se a noi cittadini interessa di più la microcriminalità, ma il nascere-vivere-morire in una realtà che per decenni non è stata (volutamente?!) cambiata non potrà migliorare con un esercito o con leggi speciali, almeno per i prossimi 50 anni!
Qualcuno pensa che bisogna almeno iniziare e mi può star anche bene, ma poi?
E’ sul domani che invito gli altri ad interrogarsi. Cosa si vuole che avvenga?
Siamo tutti, e per tutti intendo principalmente Stato, Istituzioni e forze dell’ordine veramente decisi a cambiare la situazione a Napoli e dintorni, radicalmente?!
Per farlo, allora, non basta il solo esercito perché è la mentalità radicata del napoletano che deve cambiare.
Occorre estirpare il male ed iniziare la lunga cura per un futuro più sano.
E’ una questione culturale, sociale e ambientale.
E per cambiare un modo d’essere, per cambiare la società così com’è oggi, occorrono tempo e una presenza costante delle istituzioni a tutti i livelli.
 
Occorre guidare le generazioni future dalla scuola al pensionamento.
 
Non sto scherzando!
Occorrono nuovi modelli culturali, una nuova “napoletaneità”.
Inutile parlare solo di camorra e di droga se poi, nel frattempo, un ragazzo di 15 anni uccide per un telefonino, se quel ragazzo vive nella 167 o se si ritroverà, poi, senz’arte e né parte a 20 anni.
E’ alle generazioni future che penso, noi ora abbiamo le metastasi e non c’è via di scampo!
 

 
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