Tolkien

 
 
The Children of Hurin

 
 
Christopher Tolkien, dopo la morte del padre J.R.R.Tolkien, ha curato l’edizione di opere postume, quali “Il Silmarillion” e i dodici volumi della serie della “Storia della Terra di Mezzo”, riordinandone gli appunti e tutte le bozze lasciate dal famoso genitore.
Con un annuncio sorprendente, il mese scorso la CNN ha riportato che Christopher ha completato e preparato per la pubblicazione un racconto inedito del padre, “The Children of Hurin”.
L’annuncio era stato prima dato dalle case editrici Houghton Mifflin e HarperCollins, che pubblicano i lavori dello scrittore rispettivamente negli Stati Uniti e in Inghilterra.
La pubblicazione da parte dei due editori è prevista in contemporanea per la prossima primavera.
Dei quattro figli di Tolkien, Christopher che raggiunge quest’anno 82 anni, è sempre stato quello più coinvolto nel mondo fantastico del padre, seguendolo da vicino sia dai tempi del Signore degli Anelli.
Come detto, a lui si deve l’editing per la stampa del citato Silmarillion, sicuramente il più famoso tra i lavori incompiuti del genitore, l’approvazione della biografia scritta da Humphrey Carpenter e l’editing della corrispondenza di J.R.R. Tolkien, pubblicata in Italia con il titolo “La Realtà in Trasparenza”, una straordinaria finestra sulla vita e la personalità del professore inglese.
“The Children of Hurin” parla di elfi e di gnomi ma è antecedente alla famosa Trilogia e fu abbandonata dal padre per dedicarsi ad altri lavori.

Una cosa è certa, per tutta la sua vita Tolkien padre si dilettò a creare interi linguaggi mai esistiti al di fuori dei suoi appunti. Egli forgiò molti più linguaggi di quanti potesse mai sperare di includere nelle sue storie. Veramente, vi sono alcuni poemi in Elfico e uno sciame di nomi esotici negli annali della Terra di Mezzo ma, in realtà, questo è nulla a confronto di tutto ciò che Tolkien produsse.
Christopher descrive la strategia di suo padre come creatore di linguaggi in una frase formidabile: "Egli, dopotutto, non ‘inventò’ nuovi termini e nomi arbitrariamente: in principio, li concepì entro la struttura storica, procedendo dalle ‘basi’ o radici primitive, aggiungendo suffissi o prefissi o formando combinazioni, decidendo (o, come avrebbe detto, ‘trovando’) quando il vocabolo entrò nel linguaggio, seguendolo attraverso le modifiche regolari nelle forme cui sarebbe stato sottoposto, e osservando le possibilità di influenze formali o semantiche da altri vocaboli nel corso della sua storia." Risultato: "Una tale parola allora esisterebbe per lui, e la conoscerebbe."

 
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